Oh mio Dio! (2017)

  • Regia: Giorgio Amato
  • Cast: Carlo Caprioli, Anna Maria De Luca, Stefano Fregni, Giulia Gualano, Alessio De Persio, Mimmo Ruggiero, Daniele Monterosi, Vanni Fois, Federico Melis, Andrea Ottavi
  • Genere: Commedia, colore
  • Durata: 96 minuti
  • Produzione: Italia, 2017
  • Distribuzione: Easy Cinema
  • Data di uscita: 26 marzo 2018

Oh mio Dio! locandinaDopo "Il ministro" del 2015, il regista Giorgio Amato torna al cinema con una commedia sulla figura di Gesù: "Oh mio Dio!". Con un cast giovane, il film vede un giovanissimo Carlo Caprioli nel ruolo del Messia.

Oh mio Dio!: siamo davvero una società cristiana?

"Oh mio Dio!" racconta l'ascesa sulla Terra di Gesù per riportare l'ordine sul nostro Pianeta, dove ormai regna il caos più totale e per riportare la sua Parola. Con la paura che non possa essere creduto, il protagonista decide di lasciare delle tracce multimediali del suo passaggio terreno. Gesù infatti costringe due cameraman a seguirlo costantemente e, arrivato nella Capitale italiana, comincia la sua predicazione. Proprio a Roma, la città dove sorge la sua Chiesa, il Messia si rende conto di quanto la sua Parola sembra essersi ormai persa. Nonostante il compimento di miracoli e di cose che solo un Dio potrebbe fare, la società contemporanea, non crede ciò che vede, convinta si tratti di una messinscena.

Chi prenderebbe sul serio, oggi, l'ascesa di Gesù sulla Terra? Cosa accadrebbe in una società che si definisce cattolica? E che difficoltà il figlio di Dio incontrerebbe a riportare la sua Parola per preparare gli uomini al Regno dei Cieli?

Il regista Amato porta sul grande schermo una pellicola con al centro un tema molto delicato senza aver paura di ledere la sensibilità di alcuno. Siamo di fronte a un film ch,e nonostante tratti argomenti religiosi, ha l'intento di far riflettere la società contemporanea. Quest'ultima si professa cattolica ma in realtà non riconosce più il valore della figura e della Parola di Gesù.

Le musiche originali di "Oh mio Dio!" sono composte da Eugenio Vicedomini.


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