Napoli Eden (2020)

Napoli Eden (2020)

  • Regia: Bruno Colella
  • Cast: Annalaura di Luggo, Francesco Gallo Mazzeo, Olindo Preziosi, Eugenio Bennato, Enzo Gragnaniello
  • Genere: documentario, colore
  • Durata: 74 minuti
  • Produzione: Italia, 2020
  • Distribuzione: Annydi Productions
  • Data di uscita: n/d

Napoli EdenIl documentario “Napoli Eden”, di Bruno Colella, attraverso la costruzione di opere realizzate con materiali riciclati, esplora un tema delicato e attuale: la tutela dell'ambiente. La rinascita culturale e sociale di Napoli, in particolare dei quartieri spagnoli, ai quali è stata attribuita un'immagine spesso negativa, ma che può finalmente cambiare grazie al contatto con l'arte.

Napoli Eden: la trama

Annalaura di Luggo decide di realizzare quattro gigantesche opere d'arte che sorgeranno in uno dei quartieri più iconici della città di Napoli. Attraverso un'inaspettata collaborazione l'artista utilizza, per le sue costruzioni, scarti d'alluminio riciclato, uno dei materiali maggiormente usati e simbolo dell'opera di riciclaggio. Aiutandola, inizialmente ostacolandola e poi osservandola, i ragazzi dei noti quartieri spagnoli hanno modo di vedere i luoghi che abitano con altri occhi. Un gioco di opposti e di contrasti: due realtà diverse, ma complementari. La bellezza e l'arte esplorate in una doppia valenza. Da una parte Annalaura che cerca scarti di alluminio. Dall'altra i ragazzi dei quartieri spagnoli.

Questi giovani trovano e raccolgono tutto ciò che può tornare utile e che si rivela poi capace di diventare, assemblato ad altri oggetti, una vera opera d'arte. Personaggi come l'artigiano Salvatore Iodice, il Soprintendente ai beni culturali della città di Napoli Luciano Garella, Eugenio Bennato, Nino Frassica, Enzo Gragnaniello e molti altri forniranno il loro supporto a una ricostruzione positiva di Napoli e dei suoi abitanti. Soprattuto per quanto riguarda l'inclusione sociale. Scorsi di vicoli meravigliosi che diventano teatro di interesse, turismo e ritrovo, visti prima solo come luoghi speciali, ma degradati. Un contatto diretto con un'esperienza artistica che si trasforma in riscatto, in un'immagine diversa da quella che può essere la realtà e che dipende principalmente dall'individuo.

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