Military Wives (2019)

Military Wives - Recensione: la guerra vissuta dalle mogli dei soldati

Military Wives review

Non si può fare a meno di pensare che Peter Cattaneo realizzando questo film abbia voluto perpetrare quel filone che aveva intrapreso con il suo precedente “Full Monty” e che aveva riscosso un notevole successo di critica e pubblico. In questo caso ha pensato di elaborare una trama sulla suggestione di un fatto realmente accaduto, ossia il successo di un coro femminile composto da mogli e compagne di militari che prestano servizio in Afghanistan.

Queste consorti vivono in un’enclave costituita da un fronte domestico nella loro patria, in Inghilterra, e quasi come loro vivono una sorte di isolazionismo dal mondo reale che le relega da abitudini quotidiane soddisfacenti. Se a questo si aggiunge una naturale apprensione per quello che potrebbe accadere ai loro uomini in missione, si intuisce come si generi automaticamente nel loro microcosmo un’atmosfera atipica e in parte estraniante.

In maniera non ufficiale nel fronte domestico le donne del campo sembrano riflettere la gerarchia dei loro coniugi, la maggior parte di loro partecipa ad alcuni attività socializzanti, dove fondamentalmente si beve caffè al mattino e vino la sera. Ma in questo specifico campo nel 2011, si decide di formare un coro femminile. Kate (Kristin Scott Thomas), moglie dell’Ufficiale Greg Wise ha perso un figlio nel conflitto e fino a quel momento si era tenuta un po' in disparte dalle attività delle altre consorti. La donna decide di collaborare nella gestione del progetto, ma entra in una sorte di conflitto più o meno celato con Lisa (Sharon Horgan), che ha delle idee diverse dalle sue.

Un film il cui unico pregio è l'interpretazione di due donne in antagonismo

Quasi tutta la pellicola è incentrata sulla personalità di queste due protagoniste e le varie sfaccettature caratteriali sono rese in maniera sufficientemente realistica. Kate è rigida, fredda, controllata, vorrebbe gestire le lezioni di musica con un approccio metodico e propone un repertorio classico. Lisa ha modi meno convenzionali, non conosce gli spartiti, ama e vorrebbe proporre in maniera estemporanea musica pop.

Il regista deve aver pensato che avvalendosi di due sceneggiatrici come Rachel Tunnard e Rosanne Flynn avrebbe avuto una chance in più nel descrivere i comportamenti di un cast quasi tutto al femminile, e in effetti forse gli incontri/scontri tra le due protagoniste sono l’unico aspetto riuscito del film. Il plot altrimenti sarebbe estremamente debole, la storia non ha nessuna di quelle caratteristiche epiche che la colonna sonora vorrebbe sottolineare, inoltre volerle dare l’aspetto di una commedia britannica sembra quanto mai inopportuno.

Certo il regista è un maestro nel saper generare i giusti sentimenti nei momenti appropriati della vicenda, il montaggio è da manuale, ma tutto è proposto in maniera troppo lacunosa, frammentaria e caotica.

Dopo solo qualche sessione musicale, già le allegre canterine vengono notate da un ufficiale che le propone per il Charity Remembrance Day Concert nella prestigiosa London’s Royal Halbert Hall. Tra loro emerge una voce solista degna di nota, ma ci sembra un po' poco per il successo che riscontreranno dopo la loro performance. Oltretutto il testo e la musica con i quali decidono di esibirsi lo scelgono sul pullman che le porta a Londra e verrà perfettamente eseguito sia da loro che non lo avevano mai provato sia dall’orchestra che non ne ha mai visto lo spartito (?).

Location minimali e poca rilevanza dei vari contesti ci sembra un ulteriore trascuratezza, il fronte afghano è ripreso solo in un dignitoso hangar nel quale i militari ascoltano le loro mogli cantare e la scena in cui partono dall’inghilterra per andare a uccidere o a farsi ammazzare al fronte è commentata da un allegro motivetto che potrebbe accompagnare Mary Poppins mentre plana col suo ombrello.

Le due protagoniste danno il meglio di se stesse nell’interpretare i loro ruoli e questo è l’unico elemento di pregio di questo film che ha voluto soffocare i sentimenti di donne impaurite, vedove e con lutti all’interno di una British commedy noiosa e raffazzonata.

Marco Marchetti

  • Regia: Peter Cattaneo
  • Cast: Sharon Horgan, Kristin Scott Thomas, Teresa Mahoney, Jason Flemyng, Amy James-Kelly, Ruth Horrocks, Emma Lowndes, Davina Sitaram, Colin Mace
  • Genere: Commedia, colore
  • Durata: 110 minuti
  • Produzione: Gran Bretagna, 2019
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Data di uscita: 12 marzo 2020

Military Wives film"Military Wives" è un film di Peter Cattaneo, presentato in Selezione Ufficiale alla Festa del Cinema 2019.

Military Wives: amicizia, solidarietà e spettacolo

Il regista Peter Cattaneo, torna a dirigere, dopo "Full Monty", un’altra pellicola che affronta una vicenda in cui l’arte dello spettacolo ha la funzione di risollevare gli animi di individui in difficoltà.

In "Military Wives" il regista si lascia ispirare da una storia realmente accaduta. Un gruppo di donne, mogli e fidanzate di militari che operano in Afghanistan portano avanti la loro ordinaria vita al campo base. Ognuna affronta con modalità differente quel contesto atipico nel quale la loro inoperosità convive con i sentimenti di paura e impotenza nei confronti dei coniugi che sono operativi al fronte.

L’idea di formare un coro femminile riesce non solo a dare loro qualcosa di cui occuparsi ma finisce per cementare la loro amicizia e ad annullare le loro divergenze di opinioni. Presto la loro solidarietà e le loro performance le proiettano al centro di un caso mediatico globale.

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