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Meryl Streep

Biografia

Meryl Streep regna incontrastata sul panorama cinematografico forte delle sue 20 nomination agli Oscar, di cui tre viti, nell’arco di una carriera strabiliante, che ha battuto ogni record fin ora conosciuto e che promette di riservarci ancora numerose sorprese. Icona indiscussa e protagonista di film divenuti indimenticabili, Meryl Streep si conferma ogni giorno una della attrici più sorprendenti che la settima arte abbia mai visto.

Meryl Streep: ‘Mamma mia’ che diva!

(Summit, 22 giugno 1949)

Meryl Streep bio

Questa donna alta, bionda ed elegante è il volto di una infinita galleria di personaggi che fanno di lei una delle migliori attrici viventi. Dalla madre, una casalinga di origini irlandesi, eredita la bella voce e la passione per il canto che le fanno sognare una carriera nel musical. Il padre, di origini olandesi, è il manager di una grossa casa farmaceutica. Dopo il diploma alla scuola di arte drammatica dell’Università di Yale, Mary Louise, o meglio Meryl come la chiamano in famiglia, debutta nel cinema alla fine degli anni 70 in “Giulia” (1977).

L’anno successivo ottiene già la sua prima candidatura all’Oscar. La guadagna con la strepitosa interpretazione della fidanzata di Robert de Niro ne “Il cacciatore“. Il 1978 è anche l’anno del suo matrimonio con lo scultore Don Gummer da cui avrà 4 figli: Henry, Mamie, Grace e Louisa. Nel 1979 Woody Allen la dirige in “Manhahttan” e nel 1980 arriva il primo Oscar. Se lo aggiudica come attrice protagonista, accanto a Dustin Hoffman, nel drammatico “Kramer contro Kramer” (1979).

Nel 1981 ci regalerà un’intensa interpretazione in “La donna del tenente francese” con Jeremy Irons e anche questa volta otterrà una nomination dall’Academy Awards che nel 1983 le assegna la seconda statuetta per il difficile ruolo della prigioniera polacca reduce da un lager nazista in “La scelta di Sophie” (1982). Alla successiva nomination per “Silkwood” (1983) segue il sentimentale “Innamorarsi” (1984) in cui ritrova De Niro. Nel 1985 il regista Sydney Pollack la dirige con Robert Redford “La mia Africa”, indimenticabile ricostruzione della vita della scrittrice danese Karen Blixen, film che vinse sette Oscar e tre Golden Globe.

Dalla metà degli anni ’80 la Streep alterna pellicole drammatiche a lavori più leggeri: “Plenty” (1985), “Affari di cuore” (1986) con Jack Nicholson, la pellicola-denuncia “Ironweed” (1987), “Un grido nella notte” (1988), in cui è l’enigmatico personaggio della madre omicida, con il quale vincerà la Palma come miglior attrice al Festival di Cannes. È poi la dark lady di “She-Devil” (1989), la figlia in conflitto con la madre in “Cartoline dell’inferno” (1990) Shirley McLaine e Dennis Quaid.

Gli anni Novanta e l’ascesa incontrastata all’interno del panorama cinematografico mondiale

Anche gli anni ’90 sono particolarmente proliferi per la carriera della Streep. Nel 1992 la troviamo accanto alla coppia Goldie Hawn e Bruce Willis in “La morte ti fa bella” grottesco racconto sulla dilagante mania per chirurgia plastica e ritocchi al botulino.

Poi Meryl è con altre due grandi del cinema mondiale, Vanessa Redgrave e Glenn Close, nella trasposizione cinematografica de “La casa degli spiriti” (1993), dal romanzo di Isabelle Allende. Da un altro best-seller è tratto da “I ponti di Madison County” (1995) per la regia e con Clint Eastwood, con cui la Streep ottiene l’ennesima nomination agli Oscar. È poi la madre di un giovanissimo Leonardo DiCaprio “La stanza di Marvin” (1996) con Diane Keaton. Per l’undicesima volta arriva a un passo dalla statuetta con “La voce dell’amore” (1998) nello stesso anno in cui è anche nel cast di “Ballando a Lughnasa”.

Il millennio si conclude per Meryl Streep con un’altra nomination per “La musica del cuore” (1999), film in cui interpreta una maestra di violino, ruolo per il quale, il suo maniacale professionismo, la spinge a prendere lezioni di musica per 6 ore al giorno per otto settimane.

Il nuovo millennio inaugurato battendo ogni record

Meryl Streep sfondo grigio

L’instancabile attrice inaugura gli anni 2000 con un record, la tredicesima nomination con cui supera la quota, che sembrava irraggiungibile, di Katherine Hepburn. La pellicola è “Il ladro di orchidee” del 2002, anno in cui la Francia le consegnerà un César onorario e a Berlino verrà premiata con l’Orso d’Argento per “The Hours”, tratto dal romanzo del Premio Pulitzer Michael Cunningham, in cui la vita del suo personaggio, Clarissa, si intreccia a quella delle donne interpretate da Nicole Kidman e Julianne Moore.

Sempre attiva a Hollywood ma lontana dal gossip e dagli scandali dello star-system, Meryl nel 2004 lavora in “The Manchurian Candidate” e “Lemony Snicket”. Nel 2005 è la psicologa-mamma-gelosa che affronta la bella Uma Thurman in “Prime” e l’anno dopo Robert Altman le dà la possibilità di cantare in “Radio America” (2006), a cui segue il grande successo de “Il diavolo veste Prada” (2006), ennesima prova che la porta vicina all’Oscar, per la sua strepitosa e terribile Miranda Priesley, irriverente caricatura di Anna Wintour mitico e algido direttore della rivista Vogue. Farà ancora la giornalista in “Leoni per agnelli” (2007), dove torna a lavorare con Robert Redford, un film contro la guerra e i suoi lati oscuri.

Nel romantico “Un amore senza tempo” (2007) Meryl Streep lavora con Mamie Gummer, l’unica dei suoi figli che ha scelto di seguire le orme materne. E’ poi impegnata nel musical, genere teatrale che tanto l’aveva affascinata da ragazzina, con il film tratto dalla famosa canzone degli Abba “Mamma mia!” (2008) e recita, ancora una volta impeccabilmente ne “Il Dubbio” (2008) accanto a Philip Seymour Hoffman. Nel 2009 è diretta da Nora Ephron in “Julia & Julia” (2009) e presta la voce per il film d’animazione “Fantastic Mr. Fox” (2009) tratto dal romanzo di Roald Dahl, sotto la regia di Wes Anderson. Nello stesso anno la troviamo nella pellicola “È complicato”, Nancy Meyers affianco ad Alec Baldwin e Steve Martin.

Nel 2012 ottiene per la terza volta il premio Oscar grazie all’interpretazione di Margaret Thatcher in “The Iron Lady”.Dopo il suo ennesimo successo la mutevole Streep torna sul set, questa volta al fianco di Tommy Lee Jones nella commedia “Il matrimonio che vorrei” (2012), dove interpreta Karen una donna che convince il marito, con cui è sposata da oltre trent’anni, a entrare in terapia di coppia con un sessuologo per ritrovare la scintilla di un tempo. In contemporanea è anche sul set di “August – Osage County” (2013), film basato sull’omonima pièce teatrale di Tracy Letts.

Un’altra nomination ai Golden Globes arriva nel 2015 grazie alla sua interpretazione nel musical “Into the Woods” e nello stesso anno recita nel film musicale ” Dove eravamo rimasti” e nel film sulla storia del movimento femminista “Suffragette“. Nel 2016 viene candidata all’Oscar per “Florence”, pelliccola sulla vita del soprano Florence Foster Jenkins.

Meryl Streep è l’attrice più premiata nella storia del cinema, ma il suo indiscutibile talento, il suo fascino magnetico e l’incredibile capacità di mutare pelle a ogni nuovo personaggio ci fanno sperare in altre indimenticabili interpretazioni e credere che i riconoscimenti alla sua bravura non siano finiti qui.

Barbara Mattiuzzo

Filmografia

Meryl Streep Filmografia – Cinema

Meryl Streep sorriso

La grande attrice Meryl Streep nel 2012 vince il premio Oscar come Migliore attrice protagonista per il film “The Iron Lady” (2011)

  • Giulia, regia di Fred Zinnemann (1977)
  • ll cacciatore, regia di Michael Cimino (1978)
  • Manhattan, regia di Woody Allen (1979)
  • La seduzione del potere, regia di Jerry Schatzberg (1979)
  • Kramer contro Kramer, regia di Robert Benton (1979)
  • La donna del tenente francese, regia di Karel Reisz (1981)
  • Una lama nel buio, regia di Robert Benton (1982)
  • La scelta di Sophie, regia di Alan J. Pakula (1982)
  • Silkwood, regia di Mike Nichols (1983)
  • Innamorarsi, regia di Ulu Grosbard (1984)
  • Plenty, regia di Fred Schepisi (1985)
  • La mia Africa, regia di Sydney Pollack (1985)
  • Heartburn – Affari di cuore, regia di Mike Nichols (1986)
  • Un grido nella notte, regia di Fred Schepisi (1988)
  • She-Devil – Lei, il diavolo, regia di Susan Seidelman (1989)
  • Cartoline dall’inferno, regia di Mike Nichols (1990)
  • Prossima fermata: paradiso, regia di Albert Brooks (1991)
  • La morte ti fa bella , regia di Robert Zemeckis (1992)
  • La casa degli spiriti, regia di Bille August (1993)
  • The River Wild – Il fiume della paura, regia di Curtis Hanson (1994)
  • I ponti di Madison County, regia di Clint Eastwood (1995)
  • Prima e dopo, regia di Barbet Schroeder (1996)
  • La stanza di Marvin, regia di Jerry Zaks (1996)
  • Ballando a Lughnasa, regia di Pat O’Connor (1998)
  • La voce dell’amore, regia di Carl Franklin (1998)
  • La musica del cuore , regia di Wes Craven (1999)
  • Il ladro di orchidee, regia di Spike Jonze (2002)
  • The Hours, regia di Stephen Daldry (2002)
  • Fratelli per la pelle, regia di Peter e Bobby Farrelly (2003)
  • The Manchurian Candidate, regia di Jonathan Demme (2004)
  • Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi , regia di Brad Silberling (2004)
  • Radio America , regia di Robert Altman (2006)
  • The Music of Regret, regia di Laurie Simmons (Cortometraggio) (2006)
  • Il diavolo veste Prada , regia di David Frankel (2006)
  • Dark Matter, regia di Shi-Zheng Chen (2007)
  • Un amore senza tempo, regia di Lajos Koltai (2007)
  • Rendition – Detenzione illegale, regia di Gavin Hood (2007)
  • Leoni per agnelli, regia di Robert Redford (2007)
  • Mamma Mia!, regia di Phyllida Lloyd (2008)
  • Il dubbio, regia di John Patrick Shanley (2008)
  • Julie & Julia, regia di Nora Ephron (2009)
  • È complicato, regia di Nancy Meyers (2009)
  • The Iron Lady, regia di Phyllida Lloyd (2011)
  • Il matrimonio che vorrei, regia di David Frankel (2012)
  • I segreti di Osage County, regia di John Wells (2013)
  • The Giver – Il mondo di Jonas, regia di Phillip Noyce (2014)
  • The Homesman, regia di Tommy Lee Jones (2014)
  • Into The Woods, regia di Rob Marshall (2014)
  • Dove eravamo rimasti (Ricki and the Flash), regia di Jonathan Demme (2015)
  • Suffragette, regia di Sarah Gavron (2015)
  • Florence, regia di Stephen Frears (2016)

Meryl Streep Filmografia – Televisione

  • Hockey violento, regia di Robert Markowitz (Film TV) (1977)
  • Olocausto, regia di Marvin J. Chomsky (Miniserie TV) (1978)
  • Un passo verso il domani, regia di Jim Abrahams (Film TV) (1997)
  • Angels in America, regia di Mike Nichols (Miniserie TV) (2003)
  • Web Therapy (Web serie, 3 episodi) (2010)
  • Web Therapy (Serie TV, 2 episodi) (2012)

Meryl Streep

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