Maria Schneider

Maria Schneider è stata una nota attrice francese, nota per essere una vera e propria sex symbol degli anni Settanta.

Maria Schneider, sex symbol di un’intera generazione

(Parigi, 27 marzo 1952 – Parigi, 3 febbraio 2011)

Maria-SchneiderMaria Schneider, il cui vero nome era Marie-Christine, nata il 27 marzo 1952 a Parigi.

Maria trascorre un’infanzia travagliata: è figlia della modella Marie-Christine Schneider e dell’attore Daniel Gélin che però non la riconoscerà mai, con suo grande dispiacere. In una recente intervista a “Libération” confessava: “Mi dà fastidio quando dicono che sono la figlia di Daniel Gélin. Non è vero, perché non mi ha mai riconosciuto legalmente e l’ho visto sì e no tre volte in vita mia. Questo rifiuto e il fatto di essere una figlia naturale mi hanno rovinato l’adolescenza”.

La giovane Maria è infatti una classica ragazza difficile, scappa spesso di casa e lascia la scuola a quindici anni, guadagnandosi da vivere come modella per pittori e fotografi, grazie alla sua bellezza, e lavorando al cinema come comparsa.

Lavita di Maria Schneider cambia quando nel 1969, sul set di “Les Femmes” di Jean Aurel, conosce Brigitte Bardot, che la prende sotto la sua protezione. Lo stesso anno debutta in una particina in “L’albero di Natale” di Terence Young. Negli anni seguenti interpreta parti secondarie in diversi film francesi, facendosi notare per la sua eccezionale bellezza.

La vita a ritmo di 'Tango'

Alla ricerca di un personaggio che esprima immediatamente sensualità, ma anche fragilità, Bernardo Bertolucci decide di scritturare Maria Schneider per l’avventura di “Ultimo tango a Parigi” (1972), nel quale Maria reciterà accanto a Marlon Brando, già considerato una leggenda vivente. Il film, ambientato in una Parigi livida e oppressiva, narra dell’incontro casuale fra un uomo maturo e tormentato e una ragazzina inquieta che sfocia in una relazione sessuale violenta e ossessiva.

Il film, già scandaloso anche solo per la trama, contiene sequenze divenute celebri per la loro scabrosità, in particolare una scena di sodomia consumata in cucina con l’ausilio di un panetto di burro. Il successo di pubblico è enorme, come anche le polemiche che fruttano a Bertolucci una condanna a quattro anni di reclusione e lo inducono a fuggire dall’Italia alla Francia.

Maria Schneider diventa così il sex symbol di una generazione, l’emblema di una gioventù inquieta e nevrotica, ma decisa a rivendicare il proprio diritto al piacere e all’indipendenza.

Grazie al successo di “Ultimo tango”, Antonioni decide di utilizzare il viso angelico di Maria per il suo “Professione Reporter” (1975), interpretato da Jack Nicholson e che diventa subito un classico del cinema contemporaneo. Sembrerebbe la consacrazione per la Schneider, ma in realtà è l’inizio di un periodo travagliato durante il quale l’attrice comincia a discendere nella spirale della tossicodipendenza.

Lo stress e la vita disordinata esigono il loro tributo, fra rischi di overdose e tentativi di suicidio. Durante la lavorazione del famoso film erotico “Caligola” (1979) di Tinto Brass, Maria ha un esaurimento nervoso ed è costretta a ricoverarsi in clinica per disintossicarsi. Verrà sostituita da Teresa Ann Savoy.

La carriera di Maria non torna mai più ai livelli dei primi anni Settanta, anche se l’attrice nella ha modo di collaborare con registi importanti quali Rivette, Zeffirelli, Comencini e Collard.

Nel 2010 le viene attribuito il Cavalierato dell’Ordine delle Arti e delle Lettere su proposta del ministro della cultura Frédéric Mittenderand. Maria Schneider muore prematuramente a 58 anni, il 3 febbraio 2011 a causa di un tumore.

Al suo funerale partecipa commosso il gotha del cinema francese e non Alain Delon a Claudia Cardinale, da Bertrand Blier a Andréa Ferreol. Brigitte Bardot, affranta, manda un messaggio scritto che viene letto da Delon. Maria Schneider riposa nel cimitero del Père Lachaise a Parigi.

Massimiliano Ponzi

Maria Schneider Filmografia - Attrice

Maria Schneider

Maria Schneider in una scena del film "Ultimo Tango a Parigi", nel 1972, coprotagonista con Marlon Brando.

 

  • L'albero di Natale, regia di Terence Young (1969)
  • Les femmes, regia di Jean Aurel (1969)
  • Madly, Il piacere dell'uomo, regia di Roger Kahane (1970)
  • Week-end proibito di una famiglia quasi perbene, regia di Jean Dewever (1971)
  • Un corpo da possedere, regia di Roger Vadim (1972)
  • What a Flash!, regia di Jean-Michel Barjol (1972)
  • Ultimo tango a Parigi, regia di Bernardo Bertolucci (1972)
  • La tardona, regia di Jaen-Pierre Blanc (1973)
  • Il girotondo dell’amore, regia di Otto Schenk (1973)
  • Cari genitori, regia di Enrico Maria Salerno (1973)
  • Professione: reporter, regia di Michelangelo Antonioni (1975)
  • Baby Sitter - Un maledetto pasticcio, regia di René Clément (1975)
  • Violanta, regia di Daniel Schmid (1977)
  • Merry-Go-Round, regia di Jacques Rivette (1977)
  • Voyage au jardin des morts, regia di Philippe Garrel (Cortometraggio) (1978)
  • Io sono mia, regia di Sofia Scandurra (1977)
  • La dérobade - Vita e rabbia di una prostituta parigina, regia di Daniel Duval (1979)
  • Una donna come Eva, regia di Nouchka van Brakel (1980)
  • Weisse Reise, regia di Werner Schroeter (1980)
  • Hainé, regia di Dominique Goult (1980)
  • Mamma Dracula, regia di Boris Szulzinger (1980)
  • La chanson du mal aimé, regia di Claude Weisz (1981)
  • Sezona mira u Parizu, regia di Predrag Golubovic (1981)
  • Cercasi Gesù, regia di Luigi Comencini (1982)
  • Balles perdues, regia di Jean-Louis Comolli (1983)
  • Yoroppa tokkyu, regia di Yutaka Ohara (1984)
  • Chi custodisce il custode?, regia di Frederic Compain (1987)
  • Bunker Palace Hôtel, regia di Enki Bilal (1989)
  • La condanna, regia di Marco Bellocchio (1991)
  • Schermi di sabbia, regia di Randa Chahal Sabag (1991)
  • Au pays des Juliets, regia di Mehdi Charef (1992)
  • Notti selvagge, regia di Cyril Collard (1992)
  • Jane Eyre, regia di Franco Zeffirelli (1995)
  • Qualcosa in cui credere, regia di Joan Hough (1998)
  • Actors, regia di Bertrand Blier (2000)
  • La repentie, regia di Laetitia Masson (2002)
  • Au large de Bad Ragaz, regia di François-Christophe Marzal (2004)
  • Perds pas la boule!, regia di Maria Pia Crapanzano (Cortometraggio) (2006)
  • Quale amore, regia di Maurizio Sciarra (2005)
  • La vie d'artiste, regia di Marc Fitoussi (2007)
  • La clef, regia di Guillaume Nicloux (2007)
  • Cliente, regia di Josiane Balasko (2008)

Televisione

  • Buio nella valle, regia di Giuseppe Fina (Miniserie TV) (1984)
  • A Song for Europe, regia di John Goldschmidt (Film TV) (1985)
  • L'or noir de Lornac, regia di Tony Flaadt (Serie TV) (1987)
  • Silvia è sola, regia di Silvio Maestranzi (Film TV) (1988)
  • Controle d'identité, regia di Peter Kassovitz (Film TV) (1993)
  • Commissario Navarro (Serie TV) (1995)
  • Angelo nero, regia di Roberto Rocco (Film TV) (1998)
  • Il cuore e la spada, regia di Fabrizio Costa (Film TV) (1998)
  • Il commissario Maigret (Serie TV) (2004)
  • A.D. La guerre de l'ombre (Miniserie TV) (2008)

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