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Margini (2022)

Recensione

Margini: un film, commedia punk diretto da Niccolò Falsetti

Margini recensione

Niccolò Falsetti, classe 1987 è un regista, sceneggiatore e fondatore del collettivo autoriale ZERO e porta al Festival di Venezia 2022Margini“, un film sulla musica punk e sulla provincia maremmana. Lui fa parte di un gruppo chiamato PEGS, che diventa una sorta di alter ego musicale dei Defense/aka PayBack.
Nella Grosseto sonnacchiosa degli anni ’80, Edoardo (Emanuele Linfatti), Iacopo (Matteo Creatini) e Michele (Francesco Turbanti) sono i componenti di un gruppo punk chiamato “King’s of nothing” alla ricerca di gloria. I tre devono aprire il concerto dei Defence, band hardcore americana a Bologna, ma il concerto salta. I ragazzi decidono comunque di farli suonare e di portarli proprio a Grosseto.
Il film di Falsetti, prodotto dai Manetti Brothers, racconta i sogni giovanili ambientando l’azione nella provincia toscana.

Un vero gioiellino dallo stile fresco

C’è una grande energia nel lavoro di Falsetti, che dirige un cast giovane e brillante. Quello che dà forza a “Margini” è la sincerità del regista, che ha scritto lo script con uno degli attori (Francesco Turbanti).
La storia raccontata è palesemente vita vera di una generazione cresciuta nella provincia toscana, la stessa di “Acciaio” di Stefano Mordini e in parte di “Caterina va in città” di Virzi.

La musica punk non è solo un pretesto in questo lavoro, ma ne è il cuore pulsante. I dialoghi e le storie dei tre protagonisti e delle loro strane famiglie diventano un tutt’uno con i pezzi di concerto. Il concerto dei Defence, messo su non senza intoppi, è pura energia e vede sul palco i membri della band hard core PayBack, che non ha caso, ha fatto un disco intitolato “King’s of nothing”.

Margini (2022)

In questo gioco di realtà/finzione lo spettatore è intrigato dallo stile fresco della regia e dall’umorismo tipicamente toscano e più nello specifico maremmano. Non a caso, tra i personaggi minori (per modo di dire) c’è Nicola Rignanese patrigno di Edoardo e gestore di una balera tipicamente anni ’80. L’atmosfera è proprio quella di quegli anni ed è un piacere rivivere un periodo così spensierato.

Nel film appare in un piccolo ruolo ZeroCalcare e collabora alla colonna sonora Giancane nome di punta della musica indie ed ex chitarrista del gruppo romano “Il muro del canto”.

“Margini” parla della stessa generazione raccontata da ZeroCalcare in “Strappare lungo i bordi”. “Margini” è un film fresco che ha nella sua leggerezza anche un messaggio politico.

Ivana Faranda

Trama

  • Regia: Niccolò Falsetti
  • Cast: Valentina Carnelutti, Silvia D’Amico, Matteo Creatini, Nicola Rignanese, Paolo Cioni, Emanuele Linfatti, Francesco Turbanti
  • Genere: Commedia
  • Durata: 91 minuti
  • Produzione: Italia, 2022
  • Distribuzione: Fandango
  • Data di uscita: 8 settembre 2022

Margini posterMargini” è un film diretto da Niccolò Falsetti, presentato in Concorso al Festival di Venezia 2022.

Margini: la trama del film

É la fine dell’estate del 2008 quando Edoardo, Iacopo e Michele, membri di un gruppo punk di Grosseto, ormai in una fase di stallo dopo innumerevoli sagre e feste dell’Unità, vengono chiamati per andare a Bologna ad aprire il concerto di una band hardcore americana molto famosa.

Carichi d’entusiasmo, i tre sono pronti a muoversi, ma proprio il giorno della partenza sono contattati dagli organizzatori che li informano che il concerto è stato annullato. Deciso a non mollare la presa su un’occasione unica, il gruppo cerca di spostare l’evento della band da Bologna a Grosseto.

Quel che tuttavia sembrava un’impresa non del tutto impossibile diventa un compito più arduo del previsto a causa dei paradossi della provincia e della grottesca mentalità dei suoi abitanti, che trasformano ogni piccolo dettaglio in un problema.

Con l’avvicinarsi della data, Edoardo, Iacopo e Michele, messi di fronte a molteplici difficoltà, si ritrovano a fare i conti con quelli che consideravano punti fermi della loro esistenza, rischiando di mettere a repentaglio anche la loro indistruttibile amicizia.

Le parole di Falsetti e dello sceneggiatore Francesco Turbanti

Avete presente quando si torna da un concerto con ancora tutto il casino in testa? Noi si tornava da Roma, da Firenze, da Bologna ancora carichi dalla sera prima, per il pogo e per la band che aveva suonato e non vedevamo l’ora di chiuderci in sala prove per scrivere quel nuovo pezzo di cui s’era chiacchierato in viaggio.
Eravamo sempre a mille. Poi si scendeva dal treno, uscivamo nel piazzale della stazione di Grosseto e intorno a noi, lì, a casa nostra, c’era quella strana, disturbante, tranquillità. E la sensazione che non sarebbe mai successo niente. Ecco, abbiamo sempre percepito quel momento come un cortocircuito, una collisione di mondi, una situazione che ci faceva sentire fuori luogo, consolato solo dalla consapevolezza che prima o poi, da quel posto, ce ne saremmo andati.
Questo è stato il punk per noi. La provincia aveva deciso che non saremmo stati i punk ribelli, i duri di strada di Londra, New York o Berlino. Quelli andavano bene per le nostre t-shirt, per le copertine dei dischi che compravamo, per i poster che riempivano le nostre camere. Noi sapevamo che non saremmo mai diventati in quel modo, e in qualche maniera la cosa c’andava bene.
Abbiamo visto in questo spiraglio un potenziale narrativo enorme: da un lato è l’occasione per parlare della nostra generazione attraverso uno sguardo inedito. Dall’altro c’è la provincia, con tutto il suo enorme coefficiente di immedesimazione e la sua poetica. E, soprattutto, c’è il contrasto fra queste due dimensioni. Un contrasto che c’ha sempre fatto tanto ridere. Ecco, Margini è la storia di questo contrasto.

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