L’incredibile viaggio del fachiro (2018)

L’incredibile viaggio del fachiro – Recensione: un road movie sul potere dei sogni

L'incredibile viaggio del Fachiro film

Il giovane Dhanush/Ajatashatru Oghash Rathod cresce a Mumbai con la madre, senza conoscere mai il padre. Non riuscirà a portarla a Parigi, come promesso, ma ci andrà da solo, alla ricerca del padre artista di strada come lui. È solo l’inizio di un viaggio straordinario tra Francia, Spagna, Italia e Regno Unito dietro una donna incontrata per caso da Ikea.
Ha tutti i colori e gli odori dell’India l’inizio del film tratto dal romanzo omonimo di Romain Puértolas, grande appassionato di Julius Verne.

Poi, si passa alla città dell’amore per antonomasia vista però con i colori di Ikea, luogo non luogo amato dal nostro Dhanush.

Una favola che mischia il tema romantico con quello quanto mai attuale della migrazione.

Il plot di questa specie di favola è tutto basato su una serie di coincidenze, che diventano un sogno a occhi aperti. Sono tanti gli incontri che fa il nostro eroe, dalla star del cinema Nelly/Berenice Bejo al tassista cialtrone Gustave/Gérard Jugnot, passando per un gruppo di migranti clandestini intrappolati in campo profughi in Libia.

É bravo il regista a alternare la leggerezza che prende le forme di una mongolfiera con il dramma dei rifugiati, solo accennato, ma tanto basta. Il tutto è condito con una nota di rosa che non guasta mai.

L’incredibile viaggio del Fachiro: una rilettura delle avventure di Julius Verne

"L'incredibile viaggio del Fachiro" ha una matrice letteraria, che viene da lontano dai viaggi straordinari dell’autore che ha inventato il genere della fantascienza. In più, qui c’è un montaggio veloce e delle immagine belle, anche se forse un po’ stereotipate, come quelle di Roma che sembrano prese dal cult movie “Vacanze romane”.

Il cast si amalgama bene con la storia, a cominciare dal protagonista maschile Ajatashatru Oghash Rathod. Lui è una vera star di Bollywood e porta in questo film con un cast e location internazionali tutta la freschezza di un genere tutto da scoprire. In buona sostanza, “L’incredibile viaggio del Fachiro” è una favola per adulti, perfetta per una calda serata estiva, vista l’effervescenza della trama e dei suoi personaggi.

Ivana Faranda

  • Titolo originale: The Extraordinary Journey of the Fakir
  • Regia: Ken Scott
  • Cast:  Bérénice Bejo, Dhanush, Erin Moriarty, Barkhad Abdi, Sarah-Jeanne Labrosse, Seema Biswas, Abel Jafri, Laurent Lafitte, Abdi Barkhad
  • Genere: Commedia, colore
  • Durata: 92 minuti
  • Produzione: Francia, 2018
  • Distribuzione: Notorious Pictures
  • Data di uscita: 4 luglio 2018

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Il regista canadese Ken Scott, dopo i successi di "Delivery Man" (2013) e "Affare fatto" (2015), torna al cinema con "L'incredibile viaggio del fachiro". Ajatashatru Oghash Rathod, un giovane fachiro indiano, dopo aver imbrogliato gli abitanti del suo villaggio in Rajasthan vola alla volta di Parigi. Il giovane fa credere ai suoi concittadini di possedere dei poteri magici e di riuscire a comprarsi un nuovo letto di chiodi nello store Ikea della capitale francese. Da questo momento in poi si susseguiranno svariati eventi e disavventure che porteranno Aja a viaggiare per l'Europa. "Trova l'amore in un negozio di mobili svedese a Parigi, il pericolo con i migranti somali in Inghilterra, la celebrità sulla pista da ballo a Roma, e l'avventura in mongolfiera attraverso il Mediterraneo" (Sony Pictures International Productions). Questo film è la dimostrazione di come un normale viaggio può trasformarsi in un'esperienza sensazionale, rompendo ogni tipo di barriera culturale.

L'incredibile viaggio del fachiro: un tour in Europa

"L'incredibile viaggio del fachiro" di Scott si ispira al romanzo dello scrittore francese Romain Puértolas: "L'Extraordinaire Voyage du fakir qui était resté coincé dans une armoire Ikea" (L'incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio Ikea) edito in Francia nel 2013. Il libro divenne ben presto un bestseller internazionale venduto in più di 36 paesi.

L'attore Dhanush, durante un'intervista ha affermato di aver accettato con molto entusiasmo il progetto: "Sono così felice di far parte di questo film con collaboratori di 3 continenti diversi, in attesa di uno straordinario viaggio".

Secondo Luc Bossi, sceneggiatore insieme a Puértolas: "Il film è un'alternativa esilarante e commovente che mescola l'innocenza di un Forrest Gump indiano con incisivi commenti sociali sul destino dei rifugiati in Europa".

 

 

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