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Le Grand Bal (2018)

Recensione

Le Grand Bal – Recensione : il ballo che attraversa tempo e storia

Le Grand Bal review

Un documentario emozionante che ammalia con le sue immagini e la sua anima, viva e penetrante. La regista francese Laetitia Carton ci porta a Gennetines, nell’estate del 2016, un paesino della campagna francese, dove ogni anno si ritrovano migliaia di sconosciuti che arrivano da ogni parte del globo terrestre per ballare, per sette giorni e otto notti, ininterrottamente, tra convivialità, lacrime e sorrisi.

Le Grand Bal (2018)

Una reunion così magica, pulita e toccante da sembrare immobile nel tempo, anzi oltre il tempo stesso, animata dal senso del dissolversi della vita, dove perfetti estranei danzano intimamente in tendoni illuminati, sotto la luce delle stelle o all’ombra degli alberi, liberando le loro sensazioni palpitanti attraverso la musica.

Come racconta la regista nel prologo al film il tutto è nato da un colpo di fulmine coltivato negli anni, l’incanto per il balfolk, e filmare l’evento è stato per lei come iniziare una vacanza, secondo i principi di Claude Chabrol che sosteneva che dare il via alle riprese era come viaggiare.

Un fiume umano che riscopre le tradizioni, perchè “non esistono nuove onde ma c’è solo il mare” (C. Chabrol) che danza ponendo l’accento sulla libertà, tra lezioni di ballerini provetti di ogni parte del mondo e cambiando stile di danza e musica ogni ora e mezzo, passando dal suono delle cornamuse alla melanconia della fisarmonica, strumenti simbolo di civiltà, tra generazioni che si fondono e sessi che si scambiano, dando vita ad un nuovo universo, scandito dal ritmo interno che palpita ed esplode all’esterno, senza distinzioni o schemi sociali.

Le Grand Bal: “la bellezza insostenibile dell’essere” nell’estasi della danza

La regista entra con la sua camera nell’azione, soffermandosi sui volti, sugli sguardi, sulle scarpe consumate che non ci appartengono, sui rapporti interpersonali, sull’alchimia che si crea e sul bisogno essenziale per gli esseri umani di essere toccati, mettendo in gioco se stessi tra insicurezze e desideri.

La Carton ricorda la storia, con le danze greche e le connessioni intense che pulsano attraverso le tradizioni, intervallandola con attimi di poesia silenziosa, tra chiarori diffusi e panni che si muovono al vento, pur essendo appesi ad un labile filo. Dipinge i colori della “comune” attraverso grandi bevute, piccoli doni, cibo da strada e tende da campo, lasciando emergere il flusso della collettività che respira e si distende immerso nella natura, perchè ballare è pura gioia, un incontro tra anima, soul e corpo. E così assistiamo al racconto della passione e della diversità messo in scena con un linguaggio semplice, senza formalismi e leziosità, come il linguaggio del corpo e le sue espressioni,che affida l’apice dell’intensità al silenzio, azzerando totalmente il sonoro, perchè la musica è solo contorno, siamo noi a volare determinando l’estasi, come nei quadri di Degas “…dove è il movimento della gente e delle cose che ci consola. Se le foglie degli alberi non si muovessero, gli alberi sarebbero infinitamente tristi e la loro tristezza sarebbe la nostra.”

Chiaretta Migliani Cavina

Trama

  • Regia: Laetitia Carton
  • Genere: Documentario, colore
  • Durata: 95 minuti
  • Produzione: Francia, 2018
  • Distribuzione: Barz and hippo
  • Data di uscita cinema: 2 maggio 2019

Le Grand Bal locandinaUn appuntamento che si ripete ogni estate da 27 anni con il protagonista assoluto: il ballo. Nelle campagne francesi, in Auvergne, si radunano da tutta Europa oltre duemila ballerini. É, in sintesi, ciò che la regista francese Laetitia Carton ha voluto mettere in rappresentanza nel suo film, in omaggio alla danza racchiusa in una “grand bal”, ovvero una grande palla.

L’idea, nasce nel 2015 insieme all’organizzatore di questi grandi incontri di danza, che, la stessa regista, entusiasta del grande spettacolo, in un’atmosfera davvero magica, ha voluto documentare passo passo, ricavandone un miscuglio di risate, pianti, canti, solitudini gioie.

Le Grand Bal: un’incantevole scia di emozioni

La musica suona dal vivo e la danza la fa da padrona dallo scottish, al rondeau, dal circolo circassiano alla Chapelloise, Bourrée, danze bretoni, Guasconi, Poitou per 7 giorni e 8 notti migliaia di persone da tutta Europa, si scatenano ai ritmi frenetici e veloci del ballo. Si balla, si balla e si balla ininterrottamente, sfidando la pioggia, il sole, il fango, il vento, tutti concentrati in questo posto sperduto della Francia, con un unico intento: non fermarsi mai. Un intreccio di vite energiche, che sfidano la fatica, andando oltre amarezze e delusioni. É sempre quella forza del muoversi a incoraggiare il proprio animo, ad abbattere ogni barriera, superando ogni ostacolo.

“Le grand bal”, è stato presentato al 71° Festival di Cannes, riscontrando un grande entusiasmo da parte della critica, ed è stato in concorso come Miglior Film documentario ai César. La pellicola è distribuita da Barz and Hippo e in occasione dell’uscita del film l’Associazione Folkambroeus farà una tournée nel corso della quale musicisti e danzatori rivivranno al termine delle proiezioni, le atmosfere del film con un un bal folk insieme al pubblico.

Trailer

 

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