La truffa del secolo (2017)

La truffa del secolo - Recensione: la rovina di un  uomo comune

La truffa del secolo scena

Con un patinato polar, Oliver Marchal dimostra che se un uomo comune si inserisce in un complesso contesto criminale finisce per perdere tutto ciò a cui tiene.

Inspirato dalla storia vera di cinque uomini che tra il 2008 e il 2009, misero in atto una truffa miliardaria sulle tasse per le emissioni di CO2 ai danni dello Stato francese e altri paesi europei, “ La truffa del secolo” pessimo titolo italiano per “Carbone” (Carbonio), racconta le vicende di un uomo comune che tenta un’azione criminale analoga.

Antoine Roca (Benoit Magimel) possiede un’impresa di trasporti di famiglia, scarsità di commesse e tassazione eccessiva lo portano al fallimento. Il suo commercialista gli comunica l'unica buona notizia, riceverà 16000 euro vendendo quote di CO2 ad un’ altra impresa meno virtuosa sull’emissione del gas nocivo.

Vessato dal ricco suocero Aron Goldstein (Gerard Depardieu), anche a tavola, durante lo shabbat, di fronte a moglie e figlio, decide di elaborare il suo complesso piano delinquenziale verso il sistema fiscale francese ed europeo. Contatta due piccoli malviventi e la loro madre Dani (Dolly Wizman), anch’essi di famiglia ebraica, e tramite loro, il potente Kamel Dafri (Moussa Maaskri), spietato distributore di droga, che gli presterà 5 milioni di euro per iniziare la loro illecita attività.

Aspetti regististici all'altezza dell'azione

Olivier Marchal, regista, attore e sceneggiatore, possiede tante di quelle competenze in campo cinematografico che unite alle sue esperienze di ex poliziotto non potevano che condurlo a realizzare un'opera notevole soprattutto sugli aspetti registici.

Tecniche cinematografiche sempre all’altezza delle varie scene di azione, così come quelle nelle riunioni familiari delle altolocate dimore ebraiche o nelle feste d’azienda al Buddha Bar. Antoine Roca cresce velocemente nella scalata sociale con il gettito delle sue cattive azioni, e a Parigi il risultato di questa crescita lo si evince dal panorama che si gode dalle finestre del proprio ufficio e abitazione, e dalla distanza in cui si colloca la Tour Eiffel.

In effetti l’aspetto patinato in questo suo ultimo polar è un po’ eccessivo, anche se seducente, troppi abiti eleganti e troppi completi in pelle nera, indossati anche dai criminali di più bassa levatura. La fotografia, con i perenni toni dei grigi, blu e indaco, incornicia Parigi egregiamente, ma in maniera troppo ricercata per un thriller.

Marchal scrive la sceneggiatura insieme a Emmanuel Naccache, con degli errori imperdonabili. A parte la poco realistica velocità con la quale Antoine realizza i suoi guadagni e apre la sua impresa, sono i comportamenti di Kamel e dei suoi affiliati che ci sembrano del tutto improbabili: utili ai fini dello svolgimento della trama, potevano essere elaborati meglio, soprattutto da un ex poliziotto che conosce il modus operandi della criminalità organizzata.

La truffa del secolo: interpretazioni discordanti

La truffa del secolo film

Benoit Magimel, recita in maniera impeccabile il ruolo di Antoine, la sua scalata verso la ricchezza, ma anche l’evoluzione di un aspetto nero dell’animo che lo porta a compiere azioni sempre più criminali, per non parlare del suo spaseamento quando si rende conto che si è inserito in un contesto illegale in cui rischiano lui e la gente che ama.

Laura Smet, nella parte di Noa, modella francese della quale si innamora Antoine è un’altra nota stonata del film, recita in maniera pessima e non possiede neanche il phisique du role per la sua parte.

Gèrard Depardieu è sempre impeccabile nelle poche scene a lui riservate. Ma in un film in cui molti uomini fanno a gara per mostrare le proprie emissioni di testosterone, in maniera più defilata emergono due ruoli femminili degli di nota: quello di Catherine Arditi, che recita la parte della madre di Antoine, l’unica che condanna la deriva criminale del figlio e ne rifiuta gli illeciti guadagni, giudicandolo con un occhio intuitivo anche se benevolo; e soprattutto il ruolo di Dani, madre dei due giovani delinquenti, soci in affari di Antoine. Intuitiva, avvezza al mondo oscuro di Parigi, fino al punto da sapere come relazionarsi alle varie etnie criminali per quel che possono fornire di aiuto al loro piano truffaldino. Sigaretta perennemente mantenuta tra le labbra, elabora una serie di interminabili soluzioni con pelo sullo stomaco, fino all’epilogo del film in cui si ribadisce che a una mamma ebrea, non bisogna toccarle la famiglia.

Marco Marchetti

  • Regia: Olivier Marchal
  • Cast: Benoît Magimel, Gringe, Idir Chender, Laura Smet, Michaël Youn, Dani, Fre Epaud, Patrick Catalifo, Gérard Depardieu, Moussa Maaskri
  • Genere: Thriller, colore
  • Durata: 104 minuti
  • Produzione: Francia, Belgio, 2017
  • Distribuzione: Movies Inspired
  • Data di uscita: 28 Giugno 2018

La truffa del secolo locandina"La truffa del secolo" è una pellicola thriller diretta da Olivier Marchal, e ruota intorno alla figura di un uomo, che pur di risollevare la sua attività decide di organizzare una rapina, ma le cose non andranno come previsto. Il film è tratto da una storia vera.

La truffa del secolo: una spirale senza via di fuga

Il protagonista de "La truffa del secolo" è Antoine Roca, interpretato da Benoît Magimel, un imprenditore con serie difficoltà economiche. Per salvare la sua attività escogita una rapina ai danni dello Stato, utilizzando una falla nel sistema di tassazione del carbone.

Il suo piano è destinato a scontrarsi con una serie di eventi che non può tenere sotto controllo. Infatti, Antoine sarà risucchiato in una spirale  discendente tra corruzione, malavita, criminalità e compromessi che non permettono via di fuga.

Il regista Olivier Marchal è conosciuto principalmente per "36 Quai des Orfèvres" (2005), grazie al quale ha ricevuto tre nomination ai Premi Cesar, e per "A Gang Story" (2011) che trae ispirazione dalla Banda dei Lionesi che operò nella regione di Lione negli anni '70.

Benoît Magimel, che ne "La truffa del secolo" veste i panni del protagonista, ha ricevuto il Premio per la Migliore Interpretazione maschile al Festival di Cannes del 2001 per "La pianista" di Michael Haneke. Inoltre, ha preso parte a varie pellicole come "La damigella d'onore" (2004), "L'innocenza del peccato" (2007), "Piccole bugie tra amici" (2011), e "A testa alta" (2015).

Tra i personaggi de "La truffa del secolo" c'è il famoso attore francese Gérard Depardieu, tra i cui crediti troviamo "Green Card - Matrimonio di convenienza" (1990) che gli ha fatto ottenere il Golden Globe come Miglior Attore. Ha lavorato molto anche in Italia con registi come Giuseppe Tornatore, Bernardo Bertolucci, Luigi Comencini, Sergio Rubini e Ettore Scola.

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