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La tigre bianca (2021)

Recensione

La Tigre Bianca: l’animale più raro al mondo

La Tigre Bianca

La Tigre Bianca del Bengala è un animale unico, che nasce solo una volta in ogni generazione. Seconda specie di tigre più grande al mondo, è caratterizzata da un mantello bianco a strisce nere e viene spesso tenuta in cattività; nel film di Bahrani è l’ater ego del protagonista, il suo animale totem, quella ferocia che aspettava solo il momento giusto per esprimersi al massimo della sua potenza. “La Tigre Bianca” è una storia di rivalsa in un mondo spregiudicato dove la divisione in caste diventa l’inizio e la fine della vita di ogni uomo. Non esiste mai il vero riscatto, non esiste la possibilità del passaggio da una casta all’altra, non c’è speranza nell’India di Balram. E di certo rompere le regole della realtà universale richiede sempre qualcosa di estremo.

La tigre bianca (2021)

Balram è un giovane pieno di imperfezioni, il servo perfetto e il ragazzo ambizioso, l’umile “topo di campagna”, come viene spesso chiamato, e l’astuto schiavo che giorno dopo giorno capisce qual’è il suo destino. Mentre le azioni di Balram rimangono le stesse e adempie ai suoi doveri come ha sempre fatto, il suo animo cambia e la rabbia inizia ad essere l’unico sentimento che riesce a provare. Non è chiaro da dove derivi quella rabbia, o meglio non è chiaro per un uomo convinto di aver sempre accettato la propria condizione.

Un unico stile per un film doppio

La Tigre Bianca

“La Tigre Bianca” riesce a cambiare direzione con un doppio colpo di scena. Un espediente narrativo che tira fuori la parte più oscura dell’uomo. Anche il tradimento, forse, è previsto dalla casta a cui appartiene Balram. Il film non è una lotta tra buoni e cattivi, tra giusto e sbagliato, tra vero e falso, ma una lotta estrema per la sopravvivenza. Sono tanti i temi del racconto che Bahrani porta in scena, tanti quanti sono i mali della Società indiana, quei mali ai quali non c’è soluzione. L’umorismo tagliente di “La Tigre Bianca” lascia lentamente spazio a una matrice sempre più drammatica e cupa, che nella rivelazione della vera natura dell’uomo, rivela anche il vero volto di un Paese tanto affascinante quanto brutale.

Coinvolgente dalla prima scena, dal voice over al doppio tono di amara ironia che assume la storia, il film racconta un riscatto, il riscatto di un uomo che si differenzia per un solo particolare: l’assenza di rassegnazione. Balram dice e pensa di non avere alcuna possibilità, è un servo e lo rimarrà sempre. Ma lo crede veramente? L’unica certezza è che non è la via dell’innocenza e della bontà quella da percorrere per avere la propria rivalsa, non certo nel mondo che il film disegna con attenzione e precisione.

Un affresco colorato di nero

La Tigre Bianca

Ricco di colori che esaltano la varietà di un mondo diviso tra ricchezza e povertà, luce e ombra, giorno e notte, elementi che sono spesso ingannevoli nei loro compartimenti, la tecnica de “La Tigre Bianca” rende il film vero e attinente alla realtà. La corruzione necessaria che macchia ogni bambino nel giorno della sua nascita sarà sempre l’unico modo per avere successo. Balram è l’eroe negativo con il quale è impossibile non empatizzare, nonostante tutto ciò che esprime e confessa nella sua ammissione di colpevolezza.

01/02/2021

Giorgia Terranova

Trama

  • Titolo originale: The White Tiger
  • Regia: Ramin Bahrani
  • Cast: Adarsh Gourav, Rajkummar Rao, Priyanka Chopra, Mahesh Manjrekar, Swaroop Sampat, Kamlesh Gill, Vijay Maurya, Nalneesh Neel
  • Genere: drammatico
  • Durata: 125 minuti
  • Produzione: India, Stati Uniti
  • Distribuzione: Netflix
  • Data di uscita: 13 gennaio 2021

La Tigre Bianca“La Tigre Bianca”, diretto da Ramin Bahrani, è basato sul romanzo omonimo di Aravind Adiga, e racconta la storia di un povero giovane indiano che sogna ha come massima aspirazione per avere una vita migliore quella di diventare un servo perfetto.

La Tigre Bianca: la trama

Balram Halwai è un ragazzo indiano che ha sempre vissuto in un povero villaggio, guardando da lontano i ricchi signori che di tanto in tanto venivano a visitare i luoghi più poveri ai margini di Nuova Delhi. Un giorno, con coraggio e determinato a cambiare la propria vita, riesce a farsi assumere prima come secondo e poi come unico autista di Ashok. Nato in India ma vissuto e cresciuto in America, insieme alla moglie Pinky, Ashok ha grandi progetti per la capitale indiana. Un progetto che però nasconde dietro corruzione e sotterfugi.

Balram, attratto da ciò che potrebbe significare per lui e per la sua famiglia diventare il perfetto servo di una famiglia così ricca, cerca di svolgere il suo lavoro al meglio, senza mai lamentarsi e acconsentendo a qualsiasi richiesta. Ashok e Pinky però ben presto si riveleranno pronti a sacrificarlo per un loro tornaconto e benessere personale. Per Balram quello è solo l’apice dei soprusi che per anni ha dovuto subire, l’interruttore che gli fa capire che può aspirare a qualcosa di più che l’essere un servo. Ha così inizio la sua scalata e ascesa sociale, economica, ma che, come tutto, ha un prezzo da pagare.

Trailer

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