La terra dei santi
  • Regia: Fernando Muraca
  • Cast: Valeria Solarino, Ninni Bruschetta, Lorenza Indovina, Tommaso Ragno, Marco Aiello, Piero Calabrese, Daniela Marra, Giuseppe Vitale, Francesco Colella
  • Genere: Thriller,  colore
  • Durata: 89 minuti
  • Produzione: Italia, 2015
  • Distribuzione: ASAP Cinema Network
  • Data di uscita: 18 Aprile 2016

La terra dei santiDiversi modi di essere donna. Vittoria è un magistrato che dal nord si è trasferita a Lamezia Terme per combattere l’ndrangheta, mentre Assunta, vedova di un ‘soldato’, per proteggere i suoi figli, è costretta a sposare il cognato Nando, come ha dovuto fare sua sorella Caterina moglie di Alfredo Raso, boss latitante in guerra con la cosca dei Macrì.

Vittoria cercherà di distruggere questo circolo vizioso di odio, sangue eomertà, decidendo di togliere la patria potestà a tutte le madri i cui figli sono implicati nella malavita organizzata e rischiano ogni giorno di morire, per farle collaborare con la giustizia.

La terra dei santi: la mafia calabrese raccontata attraverso lo sguardo di una madre

La terra dei santi 1

"La terra dei Santi" offre un volto nuovo al fenomeno della criminalità organizzata la ‘ndragheta, un volto capace di arrivare dritto alla sensibilità degli spettatori, di toccare la vena più intima di un sistema con radici tanto profonde quanto complesse, di lasciare una riflessione commossa e articolata.
“Se ha la fortuna di nascere maschio” è la risposta di Assunta (Daniela Marra) alla domanda/affermazione del Magistrato Vittoria: “Un altro soldato del loro esercito?” riferendosi al bimbo nel grembo della donna, figlio del mafioso Nando. Una risposta che condensa il dramma delle donne calabresi implicate nella ‘ndragheta: donne senza libertà, ma soprattutto mamme lacerate dalla consapevolezza della sorte dei propri figli: una vita di crimine e una morte precoce.

La comunicazione non verbale e soprattutto gli sguardi costituiscono il mezzo attraverso cui scorre l’intera storia. Gli occhi di Assunta hanno una forza comunicativa in grado di trasmettere la rabbia per un matrimonio forzato, la sofferenza per esser ridotta a puro corpo a servizio del piacere di un uomo non voluto, il dolore per la perdita del figlio diciassettenne ucciso in una sparatoria per salvare il cugino, la disperazione per Franceschino – il figlio più piccolo – toltole dal provvedimento del magistrato.
Stessa forza gli occhi di Vittoria, specchio di un vivere immolato alla giustizia e alla lotta contro la criminalità, ma anche di una sensibilità femminile densa e profonda.

La terra dei santi: un film simbolico e straziante

Di eloquenza schiacciante sono le immagini del mare, simbolo di una libertà persa o mai avuta sotto il peso di un fenomeno che impera, sovrasta e schiaccia qualsiasi altro valore che non sia l’onore e la fedeltà alla “famiglia della ’ndrangheta”.
Interessante la figura della sorella di Assunta, Caterina, moglie del capo mafioso latitante Alfonso: Caterina è una donna di mafia così dentro le regole e i giochi di forza della criminalità organizzata da snaturare affetti e sentimenti. Emblematico, a tal proposito, è il sorriso stampato sulle sue labbra quando si accorge che disteso morto nella piazza non è il proprio figlio, ma quello della sorella.

Degno di nota è il taglio dato al film: sparatorie, sangue e abuso di potere costituiscono solo lo sfondo di un dramma umano che passa attraverso il cuore delle donne; in loro risiede la speranza del cambiamento, nel loro istinto materno, nella loro forza e nel loro coraggio.
Fernando Muraca offre al cinema un prodotto intenso, commovente e vero; di una verità capace di trasmettere la complessità della dimensione mafiosa calabrese in maniera nuova e non scontata.

Marianna Cifarelli

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