La morte legale (2018)

  • Regia: Silvia Giulietti, Giotto Barbieri
  • Cast : Giuliano Montaldo, Vera Pescarolo Montaldo, Ennio Morricone, Mario Sesti, Luigi Botta, Lorenzo Tibaldo
  • Genere: Documentario, colore
  • Durata: 52 minuti
  • Produzione: Italia, 2018
  • Distribuzione: Distribuzione Indipendente
  • Data di uscita: 11 ottobre 2018

La Morte Legale poster“La morte legale” è un documentario che ridà luce a “Sacco e Vanzetti” di Montaldo raccontando i retroscena di un film che ha fatto la storia per il cinema italiano e internazionale. L’opera, impreziosita dalla colonna sonora “Here’s to you” di Ennio Morricone e Joan Baez, esaltò le coscienze di tutto il mondo.

La storia del documentario "La morte legale" è quella della condanna a morte per omicidio di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, due italiani, a Boston nel 1920. Inutile fu la confessione di un carcerato messicano perché, a parere di molti, la condanna fu condizionata da forti pregiudizi da parte della polizia, dei procuratori distrettuali, del giudice e della giura e dalla prepotente politica del terrore da parte del Ministro di Giustizia Palmer. La loro unica colpa fu quella di essere emigranti e anarchici e ciò li rese martiri: simbolo degli ideali per cui avevano vissuto, combattuto e sofferto, i due divennero un baluardo di tolleranza e giustizia per la difesa dei diritti umani.

La morte legale: la terra promessa

Nicola Sacco nacque in provincia di Foggia da una famiglia di agricoltori e commercianti di olio e vino, viaggiò sulla “Romanic” verso gli Stati Uniti nel 1909 giungendo a Boston.

Bartolomeo Vanzetti nacque in provincia di Cuneo e, pur non avendo ristrettezze economiche (la famiglia era proprietaria di un terreno e gestiva una piccola caffetteria), decise di partire sul “La Provence” in seguito alla morte dell’amata madre, giungendo a New York nel 1908.

Fu solo nel 1916 che i due si conobbero e divennero attivisti per un gruppo anarchico italo-americano ed è proprio attraverso le proteste e i discorsi tenuti in virtù di tale ideologia che furono presi di mira dalle autorità.

« Io non augurerei a un cane o a un serpente, alla più bassa e disgraziata creatura della Terra — non augurerei a nessuna di queste creature ciò che ho dovuto soffrire per cose di cui non sono colpevole. Ma la mia convinzione è che ho sofferto per cose di cui sono colpevole. Sto soffrendo perché sono un anarchico, e davvero io sono un anarchico; ho sofferto perché ero un Italiano, e davvero io sono un Italiano [...] se voi poteste giustiziarmi due volte, e se potessi rinascere altre due volte, vivrei di nuovo per fare quello che ho fatto già. »

Quando la condanna a morte fu resa pubblica si organizzò un corteo che presidiò dinanzi il palazzo del governo a Boston. Ebbe la durata di dieci giorni, fino al giorno dell’esecuzione quando marciarono fino alla prigione di Charlestown.

Solo 50 anni dopo, nell’Agosto del 1977, il governatore del Massachusetts emanò un proclama che assolveva i due uomini da ogni crimine, ripristinando la loro memoria.

 

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