La casa delle bambole – Ghostland (2018)

 

La casa delle bambole – Ghostland – Recensione: un horror psicologico che confonde la realtà con l’immaginazione

La casa delle bambole recensione“La casa delle bambole – Ghostland” diretto dal francese Pascal Laugier è uno dei migliori horror degli ultimi due anni. La storia è solo apparentemente semplice: una madre single, Pauline, si trasferisce con le figlie adolescenti, Beth e Vera, in una vecchia villetta piena zeppa di cimeli antiquati e di terrificanti bambole, ereditata da poco dalla defunta zia.

Le premesse ci sono tutte: una sinistra casa con bambole di tutti i tipi, due sorelle in contrasto tra loro e la protagonista, fervente amante dell'universo letterario di H.P. Lovecraft con la vocazione per la scrittura, ovviamente horror. I primi venti minuti di visione lasciano letteralmente a bocca aperta e soprattutto esprimono pienamente la capacita del regista di saper catturare l'attenzione di chi guarda con originalità e intelligenza.

La trama è l'elemento migliore dell'opera di Laugier, che pone l'accento sull'elemento psicologico, da cui si sviluppano colpi di scena che tengono lo spettatore in fibrillazione per tutta la durata del film.

Titolo 3: La casa delle bambole – Ghstland: un'opera riuscita grazie alla mente visionari di Laugier

Ghostland“La casa delle bambole – Ghostland” è una pellicola molto originale proprio perché è stata utilizzata con ingegno la formula del "trabocchetto filmico", un escamotage narrativo che riesce a trarre in inganno lo spettatore con situazioni immaginarie e in cui il lato onirico contrasta con la realtà.

La pellicola, oltre a essere ben girata, non abusa di elementi splatter o trash.

Laugier ha dimostrato di avere un'innata dote visionaria, che gli ha permesso di realizzare inquadrature al limite della perfezione, delle quali non si può non apprezzare l'imponente lavoro di regia.

La vicenda è strutturata talmente bene da far assorbire senza fastidio il continuo mescolamento delle carte in tavola. La trama gioca abilmente sui caratteri delle due sorelle protagoniste, così diverse l'una dall'altra e in grado di assimilare e maturare l'esperienza terrificante vissuta, secondo due sistemi di difesa assai differenti.

Unica pecca: i due folli maniaci che risultano un po' 'soffocati' dalle personalità ben costruite di Beth e Vera e che forse avrebbero meritato più spazio; stesso discorso per il finale, leggermente deludente rispetto al totale della narrazione.

In ogni caso “La casa delle bambole – Ghostland” è un film interessante, incalzante, dotato di una forte dose di suspence che regge per tutta la durata della storia, ingannevole certo, ma con un dignitoso savoir faire e uno stile originale e coinvolgente.

Chiara Broglietti

  • Titolo originale: Incident in a Ghostland
  • Regia: Pascal Laugier
  • Cast: Crystal Reed, Taylor Hickson, Rob Archer, Emilia Jones, Adam Hurtig, Anastasia Phillips, Mylene Farmer, Alicia Johnston
  • Genere: Horror, colore
  • Durata: 91 minuti
  • Produzione: Francia, Canada, 2018
  • Distribuzione: Koch Media
  • Data di uscita: 6 dicembre 2018

la casa delle bambole posterPascal Laugier ("Saint Ange", "Martyrs", "I bambini di Cold Rock") torna a lavorare sulla lunga distanza, confezionando "La casa delle bambole - Ghostland". Una strada, quella battuta dagli ultimi titoli del genere, che non cerca più il sensazionalismo o lo jump scare più trito, ma che piuttosto vuole indagare i lati più oscuri dell'animo, dove il magma e le pulsioni più nere ribollono.

La casa delle bambole - Ghostland: il trauma che riaffiora

Come nelle migliori tradizione dell'horror, tutto inizia con il ritorno. Pauline, madre premurosa e le due figlie adolescenti, Beth e Vera, si trasferiscono in una vecchia villa, ereditata da poco tempo, inzeppata di vecchi cimeli e bambole antiche. Hanno personalità complesse e dissonanti: da un lato la fragile e riservata Beth, rinchiusa in un circolo quasi autistico di pochi interessi, tra cui storie dell'orrore e racconti di Lovecraft; dall'altra Vera, ragazzina particolarmente irascibile. 

L'evento traumatico giunge relativamente veloce, distrugge e distorce la vita delle tre: durante la notte, due intrusi fanno irruzione in casa e prendono in ostaggio le due ragazzine. Una volta superato, l'alone dell'abuso e della paranoia continuerà a incombere sulle protagoniste, a gravare sulla loro psiche: mentre Beth sublima lo shock e supera l'evento diventando una scrittrice di successo, Vera cade in circolo di ansie e distruzione emotiva. Proprio sedici più tardi, Beth riceve una telefonata dalla sorella. I toni sono concitati e drammatici: le chiede aiuto, l'incubo pare non essere terminato. In un gioco continuo di slittamento tra reale e finzione, tra fantastico e effettivo, le due si ritroveranno a fare conti con il rimosso, con l'oscuro che prende forma proprio sotto i loro occhi.

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