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L’amore secondo Isabelle (2017)

Recensione

L’amore secondo Isabelle – Recensione: Claire Denis dirige un film sui dilemmi eterni dell’amore

L'amore secondo Isabelle film

Isabelle/Juliette Binoche è una cinquantenne divorziata alla continua ricerca dell’amore nella sua essenza più pura. Purtroppo, i suoi incontri non funzionano molto, probabilmente per la cattiva scelta dei suoi compagni, dal ricco e volgare banchiere/Xavier Beauvois all’attore nevrotico/Nicolas Duvauchelle entrambi sposati. Durante un week end fuori, inoltre, inizia una relazione con un uomo di evidente bassa estrazione sociale interpretato da Paul Blain. La bella signora  ha rapporti più che buoni con l’ex marito Francois/Laurent Grevill che ha le chiavi di casa e spesso dorme da lei. In questo tourbillon di figure maschili che vanno e vengono, Isabelle si perde e finisce per cadere nelle mani di un ciarlatano/Gerard Depardieu che la circuisce in modo ignobile.

L’amore secondo Isabelle (2017)

La regista francese porta in scena una storia ispirata nelle intenzioni iniziali a “Frammenti di un discorso amoroso “di Roland Barthes

É firmato da due donne lo script di “L’Amore secondo Isabelle”, ovvero dalla stessa regista in tandem con la scrittrice Christine Angot, una vera icona della letteratura al femminile. Questo è palese nell’eccessiva verbosità dell’opera che viene rallentata dai dialoghi pesanti anche se ben costruiti.

C’è molta fisicità nel personaggio di Isabelle, sensuale come la Valentina di Crepax ma spesso triste. La Binoche si mette letteralmente a nudo negli incontri con i suoi amanti, che hanno un che di agrodolce. I personaggi maschili vengono tutti fuori come macchiette, anche se spesso, non a torto, spaventati dalla nevrosi della bella Isabelle. Si parla molto senza capirsi, spesso di attesa, parola chiave del testo di Barthes, la cui importanza evidentemente non è compresa dalla protagonista che fa quasi tenerezza per tutti gli errori che fa con tutti i suoi uomini che finiscono per scappare via.

L’amore secondo Isabelle: un ritratto ironico della classe borghese francese

In un’opera che parla, anzi straparla di sentimenti c’è una seconda chiave di lettura più sotterranea. La nostra Isabelle è un’artista che si muove in un mondo artificiale e vuoto di contenuti, dove a un certo livello sociale conta tanto l’appartenenza. La cosa si palesa nel momento dell’umiliazione inconsapevole fatta da lei a consumo del povero Sylvian/Paul Blain, uomo semplice incontrato per caso in una discoteca di provincia. É lui, pur nella sua scarsa cultura, a dirle come sia prigioniera di un mondo fatto di parole e gesti privi di senso, esattamente come quello dell’indovino interpretato magistralmente da Gerard Depardieu nel finale. Il suo suggerimento è di trovare “un beau soleil intérieur”, ovvero un bel sorriso interiore, una frase talmente banale da poter stare nei Baci Perugina. In sintesi, “Il mondo secondo Isabelle” è un film gradevole e interpretato magistralmente da una Juliette Binoche in stato di grazia.
Ivana Faranda

Trama

  • Regia: Claire Denis
  • Cast: Juliette Binoche, Xavier Beauvois, Philippe Katerine, Gérard Depardieu, Josiane Balasko, Sandrine Dumas, Nicolas Duvauchelle, Alex Descas, Laurent Grévill, Bruno Podalydès
  • Genere: Commedia, colore
  • Durata: 94 minuti
  • Produzione: Francia, 2017
  • Distribuzione: Cinema Distribuzione
  • Data di uscita: 

L'amore secondo Isabelle locandina

“L’amore secondo Isabelle” è una commedia francese diretta dalla regista Claire Denis. Il film vede l’attrice Juliette Binoche nel ruolo di Isabelle, una giovane pittrice divorziata, con una figlia di dieci anni. La protagonista attende con ansia che la sua vita venga stravolta dall’amore.

In un primo momento la donna rimane affascinata da un banchiere, che inizialmente la seduce ma poi le assicura che non lascerà mai la moglie per lei. A quest’uomo ne seguono altri, tutti non adatti a lei, ma Isabelle cosa fa quando non è innamorata? Lei sostiene di stare bene, in realtà soffre profondamente. Desidera a tutti i costi provare quel sentimento che sembra essere così lontano. S’illude e dubita, desidera e piange.

L’amore secondo Isabelle: l’Agonia dell’amore

La regista francese Denis (“L’Instus”, “White Material”, “Les Salauds”) per la realizzazione di questo film è partita proprio dal concetto di Agonia e più nello specifico da frammenti di Roland Barthes. I frammenti di Barthes sono stati solamente uno spunto, il progetto ha preso poi la propria strada allontanandosi dalla fonte.

Esitante, incompleto, timoroso, l’innamorato non è capace di parlare dell’amato in maniera compiuta, non sa quanto l’esperienza del desiderio sia soltanto sua o condivisa. La Denis porta sul grande schermo un tema sempre attuale, che turba gli animi di ogni essere umano. L’amore, quando è malato, infatti può generare delle vere e proprie nevrosi, impedendo la possibilità di vivere una vita tranquilla e serena.

Juliette Binoche (“Ma Loute“, “Ghost in the Shell“) abbraccia il suo ruolo in maniera eccellente. La famosissima attrice francese veste i panni di una donna sola ma nella sua figura risiedono tutte le donne, e non solo. 

Trailer

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