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Insidious: L’ultima chiave (2017)

Recensione

Insidious: L’ultima chiave – Recensione: un buon horror sulla linea dei predecessori

Insidious: L'ultima chiave review

“Insidious: L’ultima chiave”, quarto capitolo della saga iniziata nel 2010, torna alle origini di quello che negli anni è diventato il suo personaggio principale: la medium e detective del paranormale Elise Rainer, interpretata da Lin Shaye.

Elise, affiancata dai fedeli assistenti Specs e Tucker, riceve una chiamata di aiuto da Five Keys, la località del New Mexico in cui lei stessa è nata e ha vissuto fino all’adolescenza, periodo in cui è fuggita. Un uomo, che adesso abita nella sua casa d’infanzia, sta riscontrando gli stessi avvenimenti inspiegabili che visse lei da piccolina, e questo la spingerà a tornare lì, nel luogo dove dovrà affrontare i suoi demoni, veri o figurati che siano.

Insidious: L’ultima chiave: una riconferma per gli amanti della saga

Insidious: L'ultima chiave insidious the last key

Insidious: L’ultima chiave (2017)

La saga horror “Insidious”, iniziata da James Wan nel 2010 e da lui proseguita nel 2013 con “Insidious: Oltre i confini del male“, è stata poi affidata nel 2015 allo sceneggiatore e attore Leigh Wannell (che nella serie interpreta Specs) per il terzo capitolo “Insidious 3: L’inizio“.

Adam Robitel, regista alla sua seconda prova dietro la macchina da presa (prima di questo aveva diretto solo il film “The Taking of Deborah Logan”, mai distribuito in Italia), si assume l’arduo compito con “Insidious – L’ultima chiave” di prendere gli elementi principali del franchise e confezionare per gli spettatori un film che abbia una trama originale ma che allo stesso tempo sia fedele alle atmosfere dei suoi predecessori.

L’impresa può dirsi riuscita: la pellicola rispetta il mood tenebroso dei lavori precedenti, puntando molto su quegli elementi che avevano reso vincente le varie pellicole, cioè costruendo l’orrore quasi totalmente con l’utilizzo della messa in scena e dei suoni. Non troverete effettacci o inutili sprechi di sangue in questo film: a parte i sempre attesi jump scare (quelli purtroppo non mancano mai) la pellicola spaventa soprattutto grazie a un’ottima costruzione delle atmosfere, dei luoghi, delle situazioni della tensione, piccole invenzioni visive o a originali angolazioni della telecamera, come ogni horror dovrebbe fare.

Soprattutto, “Insidious: L’ultima chiave” ha la buona intuizione, con ormai tre film alle spalle, di puntare molto sui tre protagonisti principali, cioè la medium Elise e i suoi due aiutanti Specs e Tucker. Mentre questi ultimi vedono aumentare il loro spazio e la loro importanza sulla scena, divenendo dei veri e propri co-protagonisti (rispetto ai film precedenti in cui erano poco più che dei comic relief), sia di gag divertenti che stemperano la tensione, sia di scene più serie, con Elise si cerca, attraverso la scavo nella sua psicologia e nel suo background, di costruire una vera e propria icona horror per i nostri tempi.

Questa fedeltà di “Insidious: L’ultima chiave” alle atmosfere dei suoi predecessori è il suo punto di forza ma allo stesso tempo la sua sfortuna: se da una parte infatti soddisferà i fan della saga, dall’altra potrebbe deludere gli spettatori che all’horror chiedono di più. Non si può infatti negare che, pur dopo un inizio originale, la pellicola finisca per ricalcare abbastanza pedissequamente la struttura narrativa dei precedenti lavori; e che, tolte le scene di tensione, per il resto il film si mantenga su una regia di mestiere piuttosto anonima.

Nicolò Piccioni

 

Trama

  • Titolo originale: Insidious: The Last Key
  • Regia: Adam Robitel
  • Cast: Lin Shaye, Javier Botet, Caitlin Gerard, Angus Sampson, Spencer Locke, Josh Stewart, Bruce Davison, Kirk Acevedo, Leigh Whannell, Jerrika Hinton, Hana Hayes, Tessa Ferrer, Marcus Henderson
  • Genere: Horror, colore
  • Durata: 97 minuti
  • Produzione: USA, 2017
  • Distribuzione: Warner Bros
  • Data di uscita: 18 gennaio 2018

Insidious: L'ultima chiave locandina

“Insidious: L’ultima chiave” rappresenta il quarto capitolo della saga dedicata ad “Insidious”, diretta da James Wan per i primi due capitoli e da Leigh Whannell per quanto riguarda il terzo. Questa volta dietro la macchina da presa siede Adam Robitel, attore, sceneggiatore, produttore e regista americano, noto per aver collaborato alla stesura dello script del sesto “Paranormal Activity”, intitolato “Paranormal Activity: Dimensione fantasma”; mentre la sceneggiatura è realizzata, come per i precedenti lavori, da Leigh Whannell.

Dopo i 370 milioni di dollari guadagnati dai primi tre capitoli precedenti, a fronte di un budget totale di 16,5 milioni di dollari, i produttori e gli autori del franchise hanno deciso di puntare su un quarto capitolo, nella speranza di confermare la diffusione e i profitti.

La trama di “Insidious: L’ultima chiave”, pellicola-prequel, rivede tra i principali protagonisti la medium Elise Rainier, la splendida attrice Lin Shaye, sempre accompagnata dai suoi partner Specs e Tucker. Nonostante la sua dipartita prematura alla fine del primo “Insidious”, anche questa pellicola si concentrerà su di lei.

In effetti, in “Insidious: L’ultima chiave” si scopriranno nuove verità che permetteranno di far maggior luce su Elise e la misteriosa storia della sua famiglia, che nei precedenti film aveva incuriosito particolarmente il pubblico. Questa volta toccherà a lei affrontare le sue paure più grandi, nascoste all’interno della casa di famiglia in cui è cresciuta.

Insidious: L’ultima chiave: il Male prima del Male

Il lungometraggio si concentra sulle prime esperienze della donna sensitiva con l’Altrove, quando decise di trovare e di confrontarsi con l’uomo malvagio e maligno che la perseguitava.

Sempre nello stile di suspence al cardiopalma, nel suo svilupparsi ‘rivelativo’, nel clima di terrore di fronte all’incedere del soprannaturale, “Insidious: L’ultima chiave” vuole confermarsi nelle sue caratteristiche nel mare degli horror movie, con la sua peculiare originalità.

Insidious: L’ultima chiave, grandi ritorni

La pellicola, un successo assicurato grazie al contributo di Leigh Whannell (noto soprattutto per aver collaborato alla sceneggiatura della saga di “Saw”), che ha partecipato attivamente alla creazione di tutta la trilogia e diretto il terzo capitolo; sarà prodotta da Jason Blum, Oren Peli e dal cocreatore James Wan, tutti grandi specialisti del genere horror.

Trailer

 

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