Il sesso degli angeli (2022)

Il sesso degli angeli (2022)

Per affrontare il film di Pieraccioni serve un atto di fede

“Il sesso degli angeli” c’è o non c’è ? Noi proviamo a dire la nostra entrando a gamba tesa, cari lettori, senza mezza misure e fin da subito.

Ci siamo recati all’anteprima del film prevenuti, pronti a “massacrare” l’ennesima commedia all’italiana che poco a che fare con la realtà che il cinema dovrebbe raccontare, ma, e ripetiamo ma, bisogna ammetterlo: in questo caso pare che quel Pieraccioni del tanto amato “Il Ciclone” si sia fatto in qualche modo risentire. Abbiamo compiuto, come ama sottolineare il regista, anche noi un atto di fede e ci siamo fatti trascinare dalla storia rocambolesca di Don Simone (Leonardo Pieraccioni) e il suo fedele sacrestano “Giacintino” (Marcello Fonte), alla volta di Lugano.

La pellicola apre con una nota di flamenco, ed è lì che subito ritornano con un pizzico di nostalgia gli anni 90’ di cui parlavamo, e quasi ci si illude di trovarsi di fronte da lì a poco ballerine spagnole tra le verdi colline toscane, ma così non è. La scena si concentra in una chiesetta di quartiere nella bella Firenze e il parroco è impegnato a celebrare un matrimonio al cospetto di parrocchiani poco attenti al rito, ma molto più interessati al chiacchiericcio sulle ultime perizie della loro guida spirituale. Altra nota significativa, e su cui è importante soffermarsi , è l’evidente e decadente stato in cui versa la chiesa. Difatti, nel bel mezzo della navata troviamo decine di bacinelle a raccogliere l’acqua piovana proveniente dal tetto.

Il personaggio di Pieraccioni si presenta come uomo di chiesa all’avanguardia e dalle idee moderne, mentre i suoi pochi, ma devoti parrocchiani, conducono vite semplici nella speranza che il loro piccolo mondo chiuso nell’angusto oratorio possa uscire fuori per poter realizzare il sogno condiviso da tutti: tornare ad essere una comunità unita che sappia coinvolgere in modo sano i giovani e aiutare i bisognosi. Ma per poter offrire un servizio servono fondi. La svolta arriva quando Don Simone riceve la notizia di avere ereditato una fortuna dallo zio Waldemaro ( Massimo Cecccherini ) e la speranza si riaccende. E anche la nostra!

Da questo momento in avanti la storia fa un repentino cambio di rotta dal sacro al profano e ci ritroviamo in Svizzera con i nostri “eroi cristiani", un pò i Totò e Peppino dei giorni nostri, a dover affrontare un susseguirsi di equivoci e simpatici siparietti. Don Simone è costretto ad ammetterlo: si è cacciato davvero in un “bordello”, un bordello vero, da cui trova difficile svincolarsi. Le avance della maitrasse della “boutique” del sesso (Sabrina Ferilli), pare facciano vacillare il buon Simone, uomo prima che Don, e le signorine, belle e capaci, conducono le loro vite in uno Stato che le permette di fare dell’arte della lussuria il proprio mestiere.

Don Simone resterà il loro capo? Sfrutterà gli introiti della lucrosa attività per salvare la parrocchia e mantenere fede ad una promessa? Oppure tornerà in Italia e lascerà la fortuna dello zio al suo avido cugino (Vincenzo Salemme)? Questo lo saprete andando dal 21 aprile in sala e ci direte se la scelta di "Don Pieraccioni" vi avrà convinto.

Gli ingredienti ci sono tutti: metti un prete, belle donne, sesso e lusso sfrenato, e il più è fatto. Ed è proprio così, il più, ma non tutto. Unica nota negativa che ci sentiamo di muovere al regista è di non aver “osato” quanto basta per poter dare alla pellicola la possibilità che le si poteva concedere. La commedia all’italiana, e guarda caso lo stesso Pieraccioni in conferenza ha citato il grande Troisi, sapeva toccare in profondità gli umori, le tensioni, i temi anche quelli più scomodi senza scadere nel retorico, ma anzi divenire una fonte inesauribile di riflessione. Pieraccioni si è sbilanciato con la stampa, dichiarandosi apertamente favorevole all’apertura delle case chiuse e ai matrimoni per i sacerdoti, ma meno con il suo ultimo lungometraggio.

“Il sesso degli angeli” ci risulta ancora poco chiaro al termine del film. L’ecografia proposta dal regista ci delinea uno spaccato d’Italia, di individui e storie non ben approfondite quanto meritavano. Tuttavia, Pieraccioni è “tornato”, ed è ad oggi fra i pochi reduci di un periodo d’oro italiano che sapeva offrire una comicità, seppur nei soggetti sempre troppo simili, mai gratuitamente volgare. "Da latin lover a convinto sacerdote", nella maturità Pieraccioni sta cercando nuovi linguaggi, e questo glielo si deve fuori da ogni dubbio riconoscere.

Noi vi diciamo la nostra e dopo tante chiacchiere vi siamo sinceri: andate a vedere “Il sesso degli angeli”.

Perché? Perché vogliamo raccogliere l’appello del regista in conferenza stampa dove ci invita a ripopolare e “difendere la sala”; perché vogliamo premiare lo sforzo sincero e non semplice di aver affrontato un mix di temi spinosi e inconsueti per le produzioni tutte all’italiana; perché, nonostante non sia trapelato con forza il vero “sesso degli angeli”, siamo certi che molti, così come è accaduto a noi, usciranno dalla sala più leggeri, e penseranno: “ho passato due ore piacevoli e spensierate. Questo è quello che conta. Questo è quello che volevo."

Il sesso degli angeli di Pieraccioni"Il sesso degli angeli", film diretto da Leonardo Pieraccioni, è stato scritto dal regista e da Filippo Bologna, la fotografia è stata affidata a Fabrizio Lucci e le musiche a Gianluca Sibaldi. Prodotto da Levante in collaborazione con Rai Cinema, è distribuito da 01 Distribution. Le riprese del film si sono svolte a Roma, Firenze e in Svizzera. Sulla scia delle commedie del passato, il regista si affida anche questa volta a un cast in cui spiccano volti noti, garanzia di successo al botteghino. Oltre al già citato Marcello Fonte che vanta una consistente carriera al cinema (“Dogman" di Matteo Garrone) e in tv (“Don Matteo"), il regista ha coinvolto in questa nuova avventura Sabrina Ferilli, una delle attrici più apprezzate del cinema nazionale. Ferilli, qui è a capo della vivace compagnia di squillo tra cui figurano Gabriela Giovanardi, Eva Moore, Maitè Yanes, Valentina Pegorer e Giulia Perulli. Nella pellicola non mancherà un gradito ritorno, quello di Massimo Ceccherini.

Il sesso degli angeli : la trama

Don Simone (Leonardo Pieraccioni) è un prete di frontiera con una chiesetta sempre in difficoltà e mai frequentata dai ragazzi che preferiscono, piuttosto, lo “stare insieme” dei social. Finalmente Don Simone riceve una fantastica notizia: un eccentrico zio gli ha lasciato in eredità un’avviatissima attività in Svizzera che potrà risollevare le sorti economiche del suo oratorio sempre deserto! Ma arrivato a Lugano il nostro prete scopre di aver ereditato… un bordello!

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