Il mostro di St. Pauli (2019)

  • Titolo originale: Der Goldene Handschuh
  • Regia: Fatih Akin
  • Cast: Marc Hosemann, Jonas Dassler, Adam Bousdoukos, Katja Studt, Margarete Tiesel, Tristan Göbel, Hark Bohm, Philipp Baltus, Victoria Trauttmansdorff, Uwe Rohde
  • Genere: Thriller, colore
  • Durata: 115 minuti
  • Produzione: Germania, Francia, 2019
  • Distribuzione: Bim Distribuzione
  • Data di uscita: n/d

Il mostro di St. Pauli poster"Il mostro di St. Pauli" è una pellicola thriller-horror di Fatih Akin che, dopo aver vinto l'Orso d'oro con "La sposa turca", torna in concorso al Festival di Berlino 2019 con una storia incentrata sulle vicende dei femminicidi di Fritz Honka, detto Fiede dalla combriccola di ubriaconi che abitualmente frequentavano il bar "Der Goldene Handschuh" del quartiere a luci rosse di St. Pauli, da cui deriva il titolo del film in lingua originale.

A differenza degli altri lungometraggi del regista, qui si parla di un fatto realmente accaduto, che attinge alla cronaca nerissima e racconta di un serial killer, le sue fragilità e le sue nefandezze scomposte.

Il mostro di St. Pauli: il voyeurismo della decomposizione

Con "Il mostro di St. Pauli" ripercorriamo la mente alterata di un assassino seriale, un personaggio dalla vita sconvolta fin da bambino. Dopo essere stato in un campo di concentramento, si sposa, ha dei figli, ma con una vena violenta e dedita all'alcool, fino a quando un incidente stradale gli disfa completamente i connotati. A quel punto inizia a uccidere donne anziane, prostitute, con cui prima cerca di avere un rapporto sessuale, scontrandosi con la sua impotenza per poi farle letteralmente a pezzi, conservando i corpi nello sgabuzzino e incolpando del terribile odore che permea la casa la famiglia greca che abita al piano sottostante.

Un degrado materiale e morale perverso, quasi due ore di corpi mutilati e in decomposizione, herpes, denti ingialliti, marciume, obesità, sporcizia, mozziconi di sigarette che strasbordano e squallore ovunque, a voler denunciare l'abbandono della società tedesca, un paese di relitti e terrorismo, dai gesti esacerbati, dalla perversione sessuale manifesta e la violenza ad ogni angolo.

Il mostro di St. Pauli, un occhio grottesco che altera la visione

Basato sul libro di Heinz Strunk, "Il mostro di St. Pauli" traccia il ritratto di un mostro, parlando di violenza sulle donne e di attaccamento alla vita, inseguendo il fil rouge della follia ad ogni costo. Ci sono vermi che scivolano nei piani della casa, immagini dedicate a mostrare l'orrore, profumi al pino selvatico in gran quantità nel tentativo di coprire i terribili olezzi dei corpi in putrefazione, un taglio splatter della regia che nasconde ogni ombra o dubbio nei confronti dell'omicida.

Anche il protagonista stesso, interpretato da Jonas Dassler, viene caricato di tutte le brutture e deformazioni possibili, dalla resa finale disumana, come a voler mostrare il vero volto di un paese in piena ripresa economica, ma con i traumi violenti della guerra usciti allo scoperto.

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