Il coraggio della verità (2018)

Il coraggio della verità- Recensione: un film duro su discriminazione e crescita personale

Il coraggio della verità imgCon lo splendido film "Il coraggio della verità" George Tillman Jr. porta sullo schermo l’omonimo romanzo di Angie Thomas, un vero e proprio caso editoriale, per l’intensità della storia trattata.
Il risultato sono 132 minuti di grande cinema, che raccontano della giovanissima Starr, divisa tra due mondi: il quartiere nero e popolare da cui proviene, e quello ricco e bianco in cui si trova la Williamson, la rinomata scuola privata che frequenta. La ragazza vive tenendo i due mondi nettamente divisi, quasi sdoppiandosi, per adeguarsi al meglio al luogo in cui si trova, il tutto non genera una vera e propria spersonalizzazione, ma fa perdere alla sedicenne la cognizione della sua vera identità. Sarà un evento drammatico a rompere questo fragile equilibrio, costringendola ad interrogarsi su se stessa e sul mondo al quale si sta appena affacciando; un mondo, il suo, dove la discriminazione razziale e il pregiudizio, seppur non vissuti da lei personalmente, sono all’ordine del giorno.

Il coraggio della verità: l’importanza di solidi affetti sui quali poter contare

Tillman realizza "Il coraggio della verità" con grande sensibilità, puntando i riflettori sulla deliziosa famiglia della ragazza: il regista di Milwaukee supera lo stereotipo cinematografico della famiglia nera, instabile o monogenitoriale, per proporre quella che può credibilmente essere una famiglia reale, con genitori che magari hanno fatto degli errori e per questo hanno pagato, e fanno di tutto per far prendere ai propri figli una strada differente. Mandandoli magari in una scuola privata, per tenerli lontani da quella vita di strada e da quella povertà che spesso portano ad azioni che non si vorrebbero commettere. Ma il film non è una dissertazione sul diventare adulti e trovare il proprio posto nel mondo, attraverso gli occhi della protagonista vediamo le discriminazioni che ancora la sua gente deve subire, quei soprusi da parte degli agenti di polizia che purtroppo riempiono ancora le prime pagine dei giornali, e portano a pensare che negli States la vita di un nero valga meno delle altre.

Il coraggio della verità: un film speciale che mette a nudo il reale senza indugiare su sangue e violenza

Il coraggio della verità img filmNel film di Tillman c’è il dolore di un popolo, che deve combattere su più fronti, non solo contro un sistema discriminatorio e razzista, ma anche con il mondo delle gang, che tiene in pugno interi quartieri, obbligando a un'omertà che non fa che peggiorare le già difficili condizioni in cui i più deboli si trovano a vivere. C’è posto anche per le posizioni discriminatorie in seno alla stessa comunità nera, ma non mancano sorrisi e persino risate, perché la vita vera è così, un mix di gioie e drammi.

Simbolica la citazione iniziale del decalogo delle Black Panther, che Maverick Carter, il capofamiglia, fa imparare a memoria ai propri figli, e la lezione che dà loro sull’atteggiamento da usare se ti ferma una pattuglia della polizia, perché come asserisce, prima o poi, "anche se non hai fatto niente, ti fermano, e quindi è meglio sapere cosa fare".
Starr trova se stessa quando il senso di giustizia diventa più forte della paura, liberandosi del doppio codice secondo il quale si è imposta di vivere, per non creare problemi, e questa crescita l’aiuterà anche a riconoscere i rapporti che val la pena coltivare.

Il coraggio della verità: quando un titolo sintetizza un intero film

Il titolo italiano, "Il coraggio della verità", non esplica il significato dell'originale, concetto attraverso il quale ruota l’intero film. Il cineasta fa con esso riferimento al rapper Tupac, che dopo il suo secondo album di successo, creò la crew "T.H.U.G. L.I.F.E.", un acronimo di "The Hate U Gave Little Infants Fucks Everybody", ossia: "l’odio che trasmettete ai più giovani fotte tutti". L’acronimo viene citato dagli stessi protagonisti, e sarà Starr, in una delle scene più significative del film, a dire che il termine "trasmettete" andava cambiato in ‘trasmettiamo’, portando anche se stessa ad un’assunzione di responsabilità.

"Il coraggio della verità" rimane nel cuore e nella mente di chi lo vede, perché spiega in modo magistrale come sia solo ed esclusivamente l’amore a poter cambiare le società in cui viviamo, un amore che dev’essere respirato dai più piccoli, in modo che possano ritrasmetterlo al mondo. Tillman realizza un film perfetto, dove ogni cosa è al suo posto, in equilibrio con le altre, fotografia e musica supportano costantemente il girato, e un cast incredibile dà vita a personaggi ben delineati, cui vengono donati dialoghi mai banali, che trasmettono un messaggio universale.

Maria Grazia Bosu

  • Titolo originale: The Hate U Give
  • Regia: George Tillman Jr.
  • Cast: Amandla Stenberg, Regina Hall, Common, Sabrina Carpenter, Anthony Mackie, Dominique Fishback, Issa Rae, Kian Lawley, Russell Hornsby, Algee Smith, K.J. Apa, Lamar Johnson, TJ Wright, Megan Lawless, Rhonda Johnson Dents, Tony Vaughn, Marcia Wright, Al Mitchell, Karan Kendrick, Javon Johnson, Mike Stoudt, Tye Claybrook Jr., Andrene Ward-Hammond, Drew Starkey, Monique Grant, Kurt Yue, Marc Fajardo, DJames Jones, Abby Glover, William J. Harrison, Susan Santiago, Brittany Inge, Chantel Bryant, Brian Lafontaine, Parker Sack, Kaleigh Rivera
  • Genere: drammatico, colore
  • Durata: 132 minuti
  • Produzione: Usa, 2018
  • Distribuzione: 20th Century Fox
  • Data di uscita: 14 Marzo 2019

Il coraggio della verità- poster"Il coraggio della verità" è un film drammatico del regista George Tillman Jr., che segue le vicende di una ragazza afroamericana coinvolta in complicato caso di omicidio. La pellicola è tratta dall'omonimo romanzo della scrittrice Angela Thomas.

Il coraggio della verità:

"Il coraggio della verità" segue la storia della giovane Starr Carter (Amandla Stenberg), la ragazza abita in un quartiere malfamato di periferia comandato dalle gang, nonostante ciò la Star ha comunque la fortuna di frequenta una scuola prestigiosa, soprattutto per volere della madre, determinata a costruire un futuro migliore per i suoi figli. Vive quasi una doppia vita, a metà tra gli amici di infanzia e i nuovi compagni conosciuti nel prestigioso istituto. Questo fragile equilibrio va in frantumi quando Starr assiste all'uccisione di Khalil, il suo migliore amico, per mano della polizia.

Il caso finisce su tutte le prime pagine dei giornali, la ragazza leggendo gli articoli si rende conto che la polizia non ha alcun interesse a chiarire l'episodio. La vicenda non è affatto chiara e gli abitanti del quartiere di Starr scendono in strada per contestare la polizia, ma la manifestazione si trasforma in teatro di guerriglia. C'è una cosa che tutti vogliono sapere: cos'è successo davvero quella notte? Ma l'unica che possa dare una risposta è Starr.
Quello che dirà - o non dirà - può distruggere la sua comunità e può rischia di mettere in pericolo la sua stessa vita.

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