I giovani amanti (2021)

I giovani amanti: una delicatissima storia d’amore e di speranza con Fanny Ardant

Carine Tardieu, già autrice di “Toglimi i dubbi”, ha portato sul grande schermo uno stralcio della vicenda di famiglia della regista islandese Solveig Ansprach scomparsa prematuramente, cui stava lavorando con la sua sceneggiatrice Agnès de Sacy. Un incontro in un ospedale tra i due protagonisti è il prologo di una storia d’amore, che scoppierà molti anni dopo, complice Georges (Sharif Andoura) un amico comune.

Parte lentamente il plot, tra paesaggi da sogno irlandesi e una casa carica di magia in una notte di pioggia. I due si sfiorano con lo sguardo, si desiderano e parlano con i loro silenzi, fino a quando succede tutto. Ha il tocco francese Carine, che dirige la bella e sensuale Fanny Ardant che non ha paura di mostrare le sue rughe, e solo lei poteva interpretare degnamente Shauna, una settantenne ancora bellissima che ha sofferto, ma ha anche vissuto una vita piena come testimonia la sua casa. L’incontro con Pierre è raccontato con i tempi giusti. La regista, inoltre, non indulge sui dettagli dolorosi della protagonista, che soffre di una malattia lenta ma inesorabile. In questo passo a due, s’inseriscono la figlia Cécilia (Florence Loiret-Caille) e il buffo Georges che è diviso tra l’amicizia per Pierre e l’affetto per Shauna per lui una seconda madre.

Un omaggio a Solveig Ansprach con una scrittura e una regia tutta al femminile

I giovani amanti review

Ci ha pensato molto, come detto da lei stessa, Carine a prendere il testimone di un progetto già iniziato dalla regista islandese e mai finito. L’ha fatto suo, lasciandogli lo spirito iniziale. Era complicato mettere in scena una storia simile con queste premesse, ma il risultato è notevole. Il dolore c’è ma è nascosto tra le pieghe della narrazione. La speranza, quella di continuare a respirare la stessa aria finché è possibile, è lì.

La regia gioca sapientemente con primi piani intesi su Fanny, che dimostra come la bellezza trascende dai segni del tempo. Pierre recita con grande rigore e sono ottimi anche i coprotagonisti Florance Loiret-Caille e Cécile de Franc nei panni della giovane moglie del medico stupita di vedersi tradita con una donna più anziana di lei. La prima è stata diretta in molti dei lavori della Ansprach, tra cui “Queen of Montreuil” e la sua l’ultima opera “L'effetto acquatico - Un colpo di fulmine a prima svista”. Finalmente, assistiamo allo sdoganamento nella Settima Arte dei rapporti tra età diverse ma non solo al maschile.

"I giovani amanti" è un film prezioso per il messaggio di speranza che veicola e per la delicatezza della narrazione, che solo una cineasta poteva avere. Da non perdere, anche solo per godere della bellezza matura di Fanny Ardant e del suo coraggio di non essere caduta nella trappola della giovinezza ad ogni costo.

Ivana Faranda

  • Titolo originale: Les jeunes amants
  • Regia: Carine Tardieu
  • Cast: Fanny Ardant, Melvil Poupaud, Cécile De France, Florence Loiret-Caille, Sharif Andoura, Sarah Henochsberg, Manda Touré, Salma Lahmer, Valérie Dashwood
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 112 minuti
  • Produzione: Francia, Belgio, 2021
  • Distribuzione: I Wonder Pictures
  • Data di uscita: 23 giugno 2022

I giovani amanti film"I giovani amanti" è un film diretto da Carine Tardieu, presentato alla Festa del Cinema nel 2021, dedicata dalla regista alla cineasta franco-islandese Solveigh Anspach scomparsa molto giovane nel 2015.

I giovani amanti: la trama

Shauna e Pierre s’incontrano in ospedale in occasione della morte di Mathilde, amica della donna e paziente del medico. Qualcosa scatta tra loro ma i due si perdono. Le loro strade s’incrociano nuovamente dopo quindici anni e, nonostante la grande differenza di età, iniziano una relazione.

Storia della produzione in pillole

Il film è scritto dalla regista con Agnès de Sacy, collaboratrice storica di Solveigh Asprach, che aveva promesso alla morte della donna di finire il film che avevano appena iniziato a scrivere. La storia dell’attrazione fatale tra una donna più matura e un uomo più giovane è stata realmente vissuta dalla madre di Solveigh, Högna Sigurðardóttir, la prima architetta islandese. Carine Tardieu, subentrata alla regia, ha detto più volte che la regista scomparsa era presente in qualche modo durante tutto il processo creativo.

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