Gregory Peck

Gregory Peck è stato uno dei più talentuosi interpreti dello star system americano. L'attore è divenuto celebre per aver ricoperto ruoli di grande levatura morale, divenuti indimenticabili.

Gregory Peck, l’uomo con la vespa

(La Jolla, 5 aprile 1916 – Los Angeles, 12 giugno 2003)

Gregory PeckConsiderato un vero mito della cosiddetta ‘vecchia Hollywood’, Gregory Peck rimane nella nostra memoria per aver interpretato ruoli di personaggi eroici e di integrità morale che hanno conquistato il pubblico mondiale soprattutto a cavallo degli anni ’50 e ’60. Affascinante ed elegante, fece della sua carriera l’espressione dei suoi ideali liberali e democratici che perseguiva attivamente anche nella vita privata e in famiglia. La scena sulla Vespa con Audrey Hepburn girovagando per Roma è ormai scolpita nell’immaginario collettivo.

Un’infanzia a dir poco solitaria per il giovane Peck: dopo il divorzio dei suoi genitori, viene mandato a vivere con la nonna con cui però non trova mai quella stabilità che un bambino dovrebbe avere. Il suo cane come amico e il cinema ogni settimana sono gli unici bei ricordi che conserva di quegli anni.

Studente di medicina, decide di cambiare il corso dei suoi studi, iscrivendosi alla Neighborhood Playhouse a New York per intraprendere la carriera di attore. Il suo primo contratto arriva nel 1944, con il film “Tamara figlio della steppa” di Jacques Tourneur. Il suo modo di recitare, unito al gradevole aspetto fisico, fanno quasi immediatamente di lui un divo, spalancandogli le porte del mondo cinematografico e ottenendo la sua prima nomination agli Oscar nel suo secondo film “Le chiavi del paradiso” (1944) di John M. Stahl.

Gli anni del successo

Il successo dell’attore arriva grazie all’incontro con Hitchcock, che lo sceglie come protagonista insieme alla star Ingrid Bergman nel film “Io ti salverò” (1945), in cui veste i panni di un paziente affetto di amnesia accusato di omicidio. Dimostrata la sua capacità di attore anche per ruoli misteriosi e tormentati, è chiamato da Clarence Brown per “Il cucciolo” che gli vale il primo Golden Globe e una seconda nomination agli Oscar. Il 1947 è l’anno, invece, del suo primo western “Duello al sole” diretto da Vidor.

Conclude gli anni ’40 con altre due nomination agli Oscar, “Barriera Invisibile” (1947) di Elia Kazan, prima pellicola americana sull’antisemitismo, e in “Cielo di Fuoco” (1949) di Henry King, uno dei pochi film americani capaci di far vivere in pieno il dramma della Seconda Guerra Mondiale.

La fama internazionale

Nonostante la serie di successi, Gregory Peck prende la decisione di dedicarsi solamente ai film che gli interessano ed è proprio negli anni ’50 che acquista fama mondiale.

Due sono i capolavori sfornati in questo periodo: il film tratto dal romanzo di Ernest Hemigway, “Le nevi del Chilimangiaro” (1952), diretto da Henry King e la commedia romantica “Vacanze Romane” di William Wyler, affiancato da una giovane Audrey Hepburn al suo debutto, una principessa che sacrifica il proprio amore per il giornalista Peck, pur di mantenere fede ai suoi doveri di nobile. Hepburn e Peck stringono una forte amicizia sul set, continuata anche al di fuori fino alla morte dell’attrice.

Da non dimenticare il suo più grande successo, ottenuto con il regista John Huston in “Moby Dick – La balena bianca” (1956), film inserito dalla National Board of Review of Motion Pictures nella lista dei migliori dieci film dell’anno.

Lavora ancora con il regista William Wyler nel western “The Big Country” (1958)  tratto da un romanzo di Donald Hamilton.

Un ruolo fortemente amato e  sentito dall’ attore  è nel film “Buio oltre la siepe” (1962) di Roberto Mulligan. È grazie ad Atticus Finch, l’avvocato progressista riuscito a salvare un nero da un ingiusto processo di stupro, che Gregory Peck ottiene il suo primo Oscar. L’American Film Institute ha addirittura nominato il suo personaggio come uno dei più influenti negli ultimi cento anni.

Gli anni ’60 si aprono con un thriller diretto da J. Lee Thompson “Il promontorio della paura”, del quale sarà fatto un remake nel 1991 da Martin Scorsese, con attori come Robert De Niro, Jessica Lange, Juliette Lewis. Della precedente pellicola, il film mantiene solo Gregory Peck e Robert Mitchum, con piccole parti per loro e ruoli invertiti: il criminale di ieri oggi fa il poliziotto e il poliziotto di ieri, il criminale.

Gregory Peck è anche famoso per non avere mai usato controfigure nelle sue scene d’azione. Robert Mitchum ricorda con affetto la scena finale del film in cui Peck accidentalmente lo colpisce con un pugno, risentendone anche nei giorni successivi.

Seguono “I cannoni di Navarone” (1961) di J. Lee Thompson, uno dei maggiori successi al botteghino, in cui veste in maniera splendida i panni del capitano Keith Mallory; “...e venne il giorno della vendetta” (1963) di Fred Zinnemann e “Arabesque” (1966), diretto da Stanley Donen, in cui affiancò Sophia Loren.

I primi anni ’70 lo vedono invece come produttore del film “Il processo dei nove di Catonsville” di Gordon Davidson, in cui emerge lo sdegno dell’attore contro la guerra in Vietnam (l’impegno cinematografico non è da meno al confronto del suo impegno politico, da sempre sostenitore del partito democratico), e produttore anche di “Il ragazzo del mare” (1974) di Charles Jarrott. Ma è da ricordare soprattutto nei panni del famigerato medico nazista Josef Mengele in “I ragazzi venuti dal Brasile” co-interpretato da Laurence Olivier.

Il ritorno sulle scene

Durante gli anni ’80 è protagonista in televisione con la mini-serie “Il grigio e il blu” (1982) di Andrew V. McLaglen e “Scarlatto e nero” (1983) di Jerry London. Ritorna sul grande schermo per recitare nel remake di Martin Scorsese “Cape Fear – il promontorio della paura” (1991) e nel suo ultimo ruolo prominente in “I soldi degli altri” (1991) di Norman Jewison, al fianco di Danny DeVito.

È a questo punto che si ritira dalle scene e trascorre gli ultimi anni della sua vita girando il mondo, proponendo spezzoni dei suoi film per ricordare e rispondere alle domande del pubblico. L’attore, reso famoso tanto per le sue doti d’attore quanto per i suoi delicati lineamenti, vanta due matrimoni, il primo con Greta Kukkomen (1911 – 2008) e il secondo con Veronica Passani (1932 – 2012), più la brevissima e intensa storia d’amore con Ingrid Bergman, giustificata poi dall’attore stesso come una piccola avventura tra persone molto giovani.

Peck si sentiva un fervente cattolico, pur respingendo molte posizioni prese dalla Chiesa soprattutto nel campo dell’aborto e dei divorzi. In gioventù, considerò persino l’idea di diventare prete. L’anima brillante di un attore poliedrico quale era Gregory Peck si spegne definitivamente nel giugno 2013, a causa di una broncopolmonite, nel suo letto, affiancato dalla moglie Veronica.

 Flavia Moscone

Gregory Peck Filmografia - Cinema

Gregory Peck filmografia

  • Tamara, figlia della steppa, regia di Jacques Tourneur (1944)
  • Le chiavi del paradiso, regia di John M. Stahl (1944)
  • La valle del destino, regia di Tay Garnett (1945)
  • Io ti salverò, regia di Alfred Hitchcock (1945)
  • Il cucciolo, regia di Clarence Brown (1946)
  • Duello al sole, regia di King Vidor (1946)
  • Passione selvaggia, regia di Zoltan Korda (1947)
  • Barriera invisibile, regia di Elia Kazan (1947)
  • Il caso Paradine, regia di Alfred Hitchcock (1947)
  • Cielo giallo, regia di William A. Wellman (1948)
  • Il grande peccatore, regia di Robert Siodmak (1949)
  • Cielo di fuoco, regia di Henry King (1949)
  • Romantico avventuriero, regia di Henry King (1950)
  • Le avventure del capitano Hornblower, il temerario, regia di Raoul Walsh (1951)
  • L'avamposto degli uomini perduti, regia di Gordon Douglas (1951)
  • Davide e Betsabea, regia di Henry King (1951)
  • Il mondo nelle mie braccia, regia di Raoul Walsh (1952)
  • Le nevi del Chilimangiaro, regia di Henry King (1952)
  • Vacanze romane, regia di William Wyler (1953)
  • Il forestiero, regia di Ronald Neame (1953)
  • Gente di notte, regia di Nunnally Johnson (1954)
  • Pianura rossa, regia di Robert Parrish (1954)
  • L'uomo dal vestito grigio, regia di Nunnally Johnson (1956)
  • Moby Dick, regia di John Huston (1956)
  • La donna del destino, regia di Vincente Minnelli (1957)
  • Bravados, regia di Henry King (1958)
  • Il grande paese, regia di William Wyler (1958)
  • 38º parallelo: missione compiuta, regia di Lewis Milestone (1959)
  • Adorabile infedele, regia di Henry King (1959)
  • L'ultima spiaggia, regia di Stanley Kramer (1959)
  • I cannoni di Navarone, regia di J. Lee Thompson (1961)
  • Il promontorio della paura, regia di J. Lee Thompson (1962)
  • La conquista del West, regia di John Ford, Henry Hathaway e George Marshall (1962)
  • Il buio oltre la siepe, regia di Robert Mulligan (1962)
  • Capitan Newman, regia di David Miller (1963)
  • ...e venne il giorno della vendetta, regia di Fred Zinnemann (1964)
  • Mirage, regia di Edward Dmytryk (1965)
  • Arabesque, regia di Stanley Donen (1966)
  • La notte dell'agguato, regia di Robert Mulligan (1968)
  • L'oro di MacKenna, regia di J. Lee Thompson (1969)
  • La lunga ombra gialla, regia di J. Lee Thompson (1969)
  • Abbandonati nello spazio, regia di John Sturges (1969)
  • Un uomo senza scampo, regia di John Frankenheimer (1970)
  • Il solitario di Rio Grande, regia di Henry Hathaway (1971)
  • La mia pistola per Billy, regia di Ted Kotcheff (1974)
  • Il presagio, regia di Richard Donner (1976)
  • MacArthur il generale ribelle, regia di Joseph Sargent (1977)
  • I ragazzi venuti dal Brasile, regia di Franklin J. Schaffner (1978)
  • L'oca selvaggia colpisce ancora, regia di Andrew V. McLaglen (1980)
  • La protesta del silenzio, regia di Mike Newell (1987)
  • Old Gringo - Il vecchio gringo, regia di Luis Puenzo (1989)
  • I soldi degli altri, regia di Norman Jewison (1991)
  • Cape Fear - Il promontorio della paura, regia di Martin Scorsese (1991)

Gregory Peck Filmografia - Televisione

  • The Dick Powell Show (Episodio "Project X") (1963)
  • Il grigio e il blu (Miniserie TV) (1982)
  • Scarlatto e nero (1983)
  • Ritratti (1993)
  • Moby Dick (Miniserie TV) (1998)

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