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Fortuna (2020)

Recensione

Fortuna: una struttura inconsistente

Fortuna

Fortuna (2020)

“Fortuna”, esordio di Nicolangelo Gelormini, con nel cast Valeria Golino e Pina Turco, è un film che non funziona sin dai titoli di testa. Una pellicola ambivalente, che rappresenta una realtà cruda, amara e inconfessabile. Un problema reale, basato su una storia vera, in un mondo popolato solo da mostri e vittime innocenti. Diviso in due macro parti, connesse e slegate al tempo stesso, “Fortuna” si serve del genere del fantastico per raccontare una vita segreta, inconsapevolmente creata per cercare di sfuggire da ricordi dolorosi. Due mondi paralleli vengono rappresentati nel corso del film, senza però chiarire, se non alla fine, quale sia la finzione e quale la realtà.

Lasciando lo spettatore nella confusione e incomprensione più totale, il film procede lento, inesorabile e a tratti interminabile, verso una conclusione didascalica, dove il regista sembra voler spiegare tutto ciò che non è stato chiarito nel film. Interessante il simbolismo, tipico del mondo del sogno, o meglio dei meandri più segreti della mente dove ci si rifugia, con ogni oggetto e luogo che può avere un valore diverso e opposto. La stessa tecnica utilizzata può risultare una scelta originale, per non fare del film la classica pellicola di denuncia, dallo stile documentaristico. “Fortuna” mostra infatti anche le modalità con le quali possono venir affrontati traumi del genere. Tema non sempre trattato e invece centrale nella situazione narrata. Ma usando la doppia narrazione, il desiderio di scoperta cede al disinteresse e a un’immobilità filmica che fa di una regia artificiosa l’unica e inutile particolarità della pellicola.

Realtà differenti

Fortuna

Una recitazione sconnessa, legata ovviamente a un doppio mondo, a una realtà parallela che però appare comunque illusoria e fantastica. Nulla rende visibilmente diversi i due universi, Nancy e Fortuna sono due bambine uguali che distorcono la realtà, almeno quella che possono cambiare, tenendo invece nascosto il segreto che ha stravolto la loro esistenza. La scelta di rappresentare la realtà e la finzione quasi allo stesso modo carica di simbolismo il film, creando una connessione intrigante, ma al tempo stesso disordina la storia, rendendo difficile arrivare alla fine, alla sorpresa ultima che dà alla pellicola una forza che sembrava impossibile da riuscire ad ottenere. Ottima l’interpretazione dei giovanissimi protagonisti che rendono alla perfezione il trauma e l’oppressione di un atroce segreto.

Con una tecnica ricca di inquadrature particolari e movimenti di macchina ricercati, fatta di campi lunghi fissi e dettagli che ritornano, “Fortuna” non conquista né coinvolge, esplodendo solo nelle ultime scene, quando la verità stravolge e colpisce come un pugno nello stomaco. Una tematica di per sé forte poteva essere realizzata anche attraverso una struttura più lineare, rappresentando il mondo in cui i bambini si rifugiano e la realtà che continuamente si insinua nella vita segreta. Un film che forse, riducendo la prima parte e mostrando le vere differenze tra concretezza e immaginazione, avrebbe caricato di spunti interessanti e originali una terribile storia vera.

Giorgia Terranova

Trama

  • Regia: Nicolangelo Gelormini
  • Cast: Valeria Golino, Pina Turco, Cristina Magnotti, Anna Patierno, Luciano Saltarelli, Denise Aisler, Leonardo Russo, Giovanni Ludeno, Marcello Romolo, Libero De Rienza
  • Genere: drammatico, colore
  • Durata: 108 minuti
  • Produzione: Italia, 2020
  • Distribuzione: I Wonder Pictures

Fortuna“Fortuna”, opera prima di Nicolangelo Gelormini, con Valeria Golino e Pina Turco, basato su fatti realmente accaduti, racconta una storia cruda e drammatica, nel quale vivere diventa sempre più difficile e doloroso.

 

Fortuna: la trama

Nancy, timida e silenziosa, vivevo con i genitori in un complesso di palazzi alto e imponente, dall’aria piuttosto minacciosa. La madre, preoccupata per la famiglia che da mesi non dice una parola, si affida ad una psicologa che Nancy frequenta spesso e dal quale emerge un qualcosa di segreto e non detto. Nancy soffre di perdita di memoria e sostiene di chiamarsi Fortuna, di essere la principessa di un altro pianeta dove vuole tornare. Insieme agli amici Anna e Nicola organizza la sua fuga verso quella che è la sua casa. Mentre realtà e finzione si intrecciano tra loro, Nancy ricomincia a parlare, tra ricordi confusi e disegni allarmanti, e di una verità condivisa che aspettava solo di essere scoperta.

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