Eco Del Cinema

Everything Else

Recensione

Everything Else – Recensione: un’opera complessa riuscita solo parzialmente

everything else

“Everything Else”, opera prima di finzione di Natalia Almada, conduce lo spettatore nei meandri di una società violenta come quella messicana usando un linguaggio assolutamente particolare, che non riesce a passare allo spettatore.

Ci sono molte potenzialità nel film messicano della selezione ufficiale della Festa del Cinema di Roma 2016 “Everythig Else” . La regista mette al centro della sua opera Dona Flor, sessantenne che lavora da sempre per lo Stato. La sua vita è grigia, come i suoi abiti e la sua casa. L’unica compagnia è un gatto, la cui perdita la porterà a cercare di uscire dal suo guscio, iscrivendosi in piscina ma non riuscendo mai a buttarcisi dentro.

Ci sono molte metafore in questo film che ha un andamento estremamente lento. Si assiste alle giornate sempre uguali della protagonista, che è priva di qualsiasi empatia per gli altri. Loro sono le persone che quotidianamente vanno da lei in ufficio per richiedere i documenti, umiliate puntualmente con ogni scusa possibile e immaginabile.

Anche se non sembra, c’è tanta violenza latente, nell’universo che questa opera con pretese di autorialità racconta. Tuttavia, la narrazione non riesce mai a decollare.

Everything Else: ottima interpretazione di Adriana Barraza per un film che non decolla

La protagonista risulta piatta e priva di qualsiasi profondità psicologica. Non si capisce perché sia così e di quali natura siano i suoi traumi. La sua interprete, una straordinaria Adriana Barraza, non è in alcun modo supportata dalla regia, né dalla sceneggiatura.

Appare chiaro alla fine che la paura dell’acqua di cui soffre Dona Flor altro non è che quella di tuffarsi nella vita. Ma il messaggio arriva troppo tardi, quando nello spettatore è già calato l’interesse.

“Everythingh Else” potrebbe ricordare, anche se a tratti, il “Dillinger è morto”. Tuttavia, manca in quest’opera la genialità di Marco Ferreri.

Bella la fotografia, che indulge nei primi piani degli attori e in quelli delle mani e dei piedi della donna.

In sintesi, si può dire che, nonostante l’impegno messo dall’autrice, “Everything Else” è un film indigesto e privo di empatia come il personaggio su cui è costruito.

Giulia Sessich

Trama

  • Titolo originale: Todo lo demás
  • Regia: Natalia Almada
  • Cast: Adriana Barraza
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 98 minuti
  • Produzione: Messico, USA, 2016

everything elseUna grigia burocrate conduce una vita triste e priva incolore. Giornate sempre uguali, senza mai aver alcun contatto ravvicinato con gli altri.

La morte del suo gatto, l’unico suo affetto, la porterà a cercare di uscire dal muro della sua solitudine, provando a superare le sue paure.

Trailer

https://www.youtube.com/watch?v=EMssvQUruKc

Everything Else

Articoli correlati

Condividi