Ennio Morricone

Compositore, musicista e direttore d’orchestra italiano, Ennio Morricone ha portato lontano il suo talento tutto ‘made in Italy’, scrivendo le musiche di più di 500 tra film, serie TV e opere di musica contemporanea. La sua carriera include una vasta gamma di generi compositivi, che fanno di lui uno dei più fecondi e influenti compositori di colonne sonore di tutti i tempi, rendendo le sue musiche tra le più richieste nel mondo, usate in più di 60 film vincitori di premi.

Ennio Morricone, il cinema in musica

(Roma, 10 novembre 1928)

Ennio Morricone immagineEnnio Morricone, nato il 10 novembre del 1928 a Roma, è considerato uno dei più influenti e prolifici compositori di musiche cinematografiche della storia. Sue sono infatti quasi 500 tra colonne sonore cinematografiche e televisive, oltre a numerose composizioni di musica “colta”.

Morricone nasce a Roma, nel cuore di Trastevere. Suo padre è un trombettista e il piccolo Ennio è esposto precocemente alle delizie della musica rivelandosi un bambino prodigio. A soli sei anni comincia a comporre e a prendere lezioni di musica. A 12 diventa allievo della prestigiosa Accademia di Santa Cecilia, dove si diploma in tromba e in composizione, avendo fra i suoi maestri il celebre Goffredo Petrassi che influenzerà molto il suo stile.

Gli arrangiamenti di un Ennio Morricone agli esordi

Gli anni del dopoguerra sono molto duri, segnati dalla fame e dalla disoccupazione. Per questo il giovanissimo musicista, pur continuando a suonare e comporre musica classica, comincia a lavorare per la radio, arrangiando o creando le colonne sonore dei radiodrammi.

Dal 1956 allarga il suo ambito di lavoro anche alla televisione e al cinema, che intanto sta conoscendo un vero e proprio boom, ritagliandosi al contempo una carriera come arrangiatore di musica pop e jazz, lavorando con i grandi nomi del periodo, da Rascel a Rita Pavone da Morandi a Mina, per la quale, nel 1966 comporrà la famosissima “Se telefonando”.

Compositore per Sergio Leone, tutto “Per un pugno di dollari”

Gli anni ’60 vedono Morricone ormai affermato come compositore di colonne sonore che firma con i più diversi pseudonimi. Il regista Sergio Leone, suo ex-compagno di scuola, gli chiede di creare qualcosa di particolare per il western “Per un pugno di dollari” (1964), ma con un budget ristrettissimo. Il compositore accetta la sfida e usa nell’arrangiamento fischi, scricchiolii, spari e suoni di scacciapensieri, oltre a una moderna Fender.

Il risultato è eccezionale e contribuisce a far diventare “Per un pugno di dollari” un successo incredibile in tutto il mondo. Morricone musicherà tutti i western di Leone: “Per qualche dollaro in più” (1965), “Il buono, il brutto e il cattivo” (1966), “C’era una volta il West” (1968) e “Giù la testa” (1971), oltre ad altre 40 pellicole dello stesso genere, che intanto viene ribattezzato “spaghetti-western”.

Con “Per un pugno di dollari”, Morricone inaugura la collaborazione con Alessandro Alessandroni e i suoi “Cantori Moderni”, un gruppo di cantanti e musicisti di altissima qualità. La grandissima popolarità dei western lancia alle stelle la carriera di Morricone che negli anni ’60 compone al ritmo di 15 o più colonne sonore all’anno. Fra le sue molte produzioni di questo periodo c’è anche la musica per “La battaglia di Algeri” (1965) di Pontecorvo e quella del primo film di Dario Argento, “L’uccello dalle piume di cristallo” (1969).

Le collaborazioni internazionali

Nel 1969 riceve il primo di molti Nastri d’argento per le musiche di “Metti una sera a cena” di Patroni Griffi. Negli anni ’70 il successo di Morricone dilaga inarrestabile, collabora con registi quali Pasolini, Bellocchio, Argento e Petri, per il quale compone il famosissimo tema di “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”. Quasi tutti i grandi registi di genere dal poliziesco all’horror richiedono la sua collaborazione, da Lenzi a Fulci, ma compone anche per la commedia, per esempio per l’esordiente Carlo Verdone, per Corbucci o per la serie “Il vizietto”.

Negli anni ’80, ormai ricco e famoso, riduce sensibilmente il ritmo di lavoro, ma produce ancora musiche indimenticabili come la colonna sonora di “C’era una volta in America” (1984), ultimo fluviale successo di Leone o “Mission” (1986) di Roland Joffé per il quale riceve una nomination all’Oscar. Di questi anni sono le collaborazioni con autori del calibro di Polanski per “Frantic” (1987), Almodovar per “Legami” (1989) e De Palma per “Gli intoccabili” (1987), che gli frutta un Golden Globe.

L’Oscar alla carriera

Nei successivi due decenni Morricone ispira ogni genere di tributi e cover, diventa un classico e lavora con artisti di ogni genere: Metallica, Bruce Springsteen e Bocelli. Compone musiche anche per alcune famose fiction fra le quali “Perlasca” (2002), “L’ultimo dei corleonesi” (2007) e “Pane e libertà” (2008).

Nel 2007, dopo cinque nomination, arriva anche il sospirato Oscar alla carriera, consegnatogli dal vecchio amico Clint Eastwood che traduce anche al pubblico il discorso di ringraziamento dell’anziano maestro. Tra i suoi ultimi lavori in ordine di tempo c’è la colonna sonora di “Baarìa” (2009) di Giuseppe Tornatore e quella per il film TV “Mi ricordo Anna Frank” (2009) di Alberto Negrin. È sua anche la musica di un’atra fiction italiana, “Come un delfino”, la miniserie tv con Raoul Bova. Nel 2012 aggiunge al prestigioso curriculum un altro film di spessore: “Django Unchained” di Quentin Tarantino, ispirato alla tradizione degli spaghetti western cui Ennio Morricone è irrimediabilmente legato.

Collabora poi ancora con Giuseppe Tornatore per il film “La migliore offerta”, per il quale il maestro vince il David di Donatello e il Nastro d’Argento per la Migliore Colonna sonora nel 2013.

Fabio Benincasa

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