Douglas Fairbanks

Douglas Fairbanks Filmografia

Douglas Fairbanks filmografia

  • The Lamb, regia di Christy Cabanne (1915)
  • Sotto l'unghia dei tiranni, regia di Christy Cabanne (1915)
  • Double Trouble, regia di Christy Cabanne (1915)
  • L'eroico salvataggio del diretto di Atlantic, regia di John Emerson (1916)
  • Doug è uno scervellato, regia di Allan Dwan (1916)
  • I banditi del West, regia di Allan Dwan (1916)
  • Reggie Mixes In, regia di Christy Cabanne (1916)
  • The Mystery of the Leaping Fish, regia di Christy Cabanne, John Emerson (1916)
  • Io e il mio destino, regia di Christy Cabanne (1916)
  • Il meticcio della foresta, regia di Allan Dwan (1916)
  • Intolerance, regia di David W. Griffith (1916)
  • L'allegra favola di Black Burke, regia di Allan Dwan (1916)
  • Nel mondo dei miliardi, regia di Lloyd Ingraham (1916)
  • Matrimoniomania, regia di Paul Powell (1916)
  • L'americano, regia di John Emerson (1916)
  • All-Star Production of Patriotic Episodes for the Second Liberty Loan (1917)
  • Come divenni deputato, regia di John Emerson (1917)
  • Wild and Woolly, regia di John Emerson (1917)
  • Down to Earth, regia di John Emerson (1917)
  • Il fanciullo del West, regia di Joseph Henabery (1917)
  • Douglas Fairbanks nella luna, regia di John Emerson (1917)
  • Un moschettiere moderno, regia di Allan Dwan (1917)
  • All-Star Production of Patriotic Episodes for the Second Liberty Loan
  • Douglas e gli avvoltoi del Sud, regia di Allan Dwan e Arthur Rosson (1918)
  • Ci penso io!, regia di Allan Dwan (1918)
  • Dite un po' giovinotto!, regia di Joseph Henabery (1918)
  • L'avventura marocchina di Douglas, regia di Allan Dwan (1918)
  • Sette giorni di gioia, regia di Allan Dwan (1918)
  • Sic 'Em, Sam, regia di Albert Parker (1918)
  • Il cavaliere dell'Arizona, regia di Douglas Fairbanks e Albert Parker (1918)
  • Swat the Kaiser, regia di Allan Dwan (1918)
  • L'avventuriero dilettante, regia di Albert Parker (1919)
  • Sua maestà Douglas, regia di Joseph Henabery - il primo film della nuova casa di distribuzione United Artists[1] (1919)
  • Douglas superstizioso, regia di Victor Fleming (1919)
  • Un pulcino nella stoppa, regia di Victor Fleming (1920)
  • Il segno di Zorro, regia di Fred Niblo (1920)
  • Come presi moglie, regia di Theodore Reed (1921)
  • I tre moschettieri, regia di Fred Niblo (1921)
  • Robin Hood, regia di Allan Dwan (1922)
  • Il ladro di Bagdad, regia di Raoul Walsh (1924)
  • Don X, figlio di Zorro, regia di Donald Crisp (1925)
  • Ben-Hur, regia di Fred Niblo
  • Il pirata nero, regia di Albert Parker(1926)
  • Il bacio di Mary Pickford, regia di Sergei Komarov (1927)
  • Il gaucho, regia di F. Richard Jones (1928)
  • La maschera di ferro, regia di Allan Dwan (1929)
  • La bisbetica domata, regia di Sam Taylor (1929)
  • Mi sposo... e torno!, regia di Edmund Goulding (1930)
  • Il signor Robinson Crosuè, regia di A. Edward Sutherland (1932)
  • Le ultime avventure di Don Giovanni, regia di Alexander Korda (1934)
  • Alì Babà va in città, regia di David Butler (1937)

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1 Comment

  1. Ines Di Lelio

    Per aggiornamento titolo del commento prendente

    STORIA DI ALFREDO DI LELIO, CREATORE DELLE “FETTUCCINE ALL’ALFREDO” (“FETTUCCINE ALFREDO”), E DELLA SUA TRADIZIONE FAMILIARE PRESSO IL RISTORANTE “IL VERO ALFREDO” (“ALFREDO DI ROMA”) IN PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE A ROMA OVE SONO PRESENTI LE POSATE D’ORO REGALATE A MIO NONNO DA MARY PICFORD E DOUGLAS FAIRBANKS

    Con riferimento al Vostro articolo ho il piacere di raccontarVi la storia di mio nonno Alfredo Di Lelio, inventore delle note “fettuccine all’Alfredo” (“Fettuccine Alfredo”).
    Alfredo Di Lelio, nato nel settembre del 1883 a Roma in Vicolo di Santa Maria in Trastevere, cominciò a lavorare fin da ragazzo nella piccola trattoria aperta da sua madre Angelina in Piazza Rosa, un piccolo slargo (scomparso intorno al 1910) che esisteva prima della costruzione della Galleria Colonna (ora Galleria Sordi).
    Il 1908 fu un anno indimenticabile per Alfredo Di Lelio: nacque, infatti, suo figlio Armando e videro contemporaneamente la luce in tale trattoria di Piazza Rosa le sue “fettuccine”, divenute poi famose in tutto il mondo. Questa trattoria è “the birthplace of fettuccine all’Alfredo”.
    Alfredo Di Lelio inventò le sue “fettuccine” per dare un ricostituente naturale, a base di burro e parmigiano, a sua moglie (e mia nonna) Ines, prostrata in seguito al parto del suo primogenito (mio padre Armando). Il piatto delle “fettuccine” fu un successo familiare prima ancora di diventare il piatto che rese noto e popolare Alfredo Di Lelio, personaggio con “i baffi all’Umberto” ed i calli alle mani a forza di mischiare le sue “fettuccine” davanti ai clienti sempre più numerosi.
    Nel 1914, a seguito della chiusura di detta trattoria per la scomparsa di Piazza Rosa dovuta alla costruzione della Galleria Colonna, Alfredo Di Lelio decise di trasferirsi in un locale in una via del centro di Roma, ove aprì il suo primo ristorante che gestì fino al 1943, per poi cedere l’attività a terzi estranei alla sua famiglia.
    Ma l’assenza dalla scena gastronomica di Alfredo Di Lelio fu del tutto transitoria. Infatti nel 1950 riprese il controllo della sua tradizione familiare ed aprì, insieme al figlio Armando, il ristorante “Il Vero Alfredo” (noto all’estero anche come “Alfredo di Roma”) in Piazza Augusto Imperatore n.30 (cfr. il sito web di Il Vero Alfredo).
    Con l’avvio del nuovo ristorante Alfredo Di Lelio ottenne un forte successo di pubblico e di clienti negli anni della “dolce vita”. Successo, che, tuttora, richiama nel ristorante un flusso continuo di turisti da ogni parte del mondo per assaggiare le famose “fettuccine all’Alfredo” al doppio burro da me servite, con l’impegno di continuare nel tempo la tradizione familiare dei miei cari maestri, nonno Alfredo, mio padre Armando e mio fratello Alfredo. In particolare le fettuccine sono servite ai clienti con 2 “posate d’oro”: una forchetta ed un cucchiaio d’oro regalati nel 1927 ad Alfredo dai due noti attori americani M. Pickford e D. Fairbanks (in segno di gratitudine per l’ospitalità).
    Un aneddoto della vita di mio nonno. Alfredo fu un grande amico di Ettore Petrolini, che conobbe nei primi anni del 1900 in un incontro tra ragazzi del quartiere Trastevere (tra cui mio nonno) e ragazzi del Quartiere Monti (tra cui Petrolini). Fu proprio Petrolini che un giorno, già attore famoso, andando a trovare l’amico Alfredo, gli disse che lui era un “attore” della cucina romana nel mondo e gli consigliò di attaccare alle pareti del ristorante le sue foto con i noti personaggi soprattutto dello spettacolo, del cinema e della cultura in genere che erano ospiti di “Alfredo”. Anche ciò fa parte del cuore della bella tradizione di famiglia che continuo a rendere sempre viva con affetto ed entusiasmo.
    Desidero precisare che altri ristoranti “Alfredo” a Roma (come Alfredo alla scrofa o Alfredo’s gallery) non appartengono e sono fuori dal mio brand di famiglia.
    Vi informo che il Ristorante “Il Vero Alfredo” è presente nell’Albo dei “Negozi Storici di Eccellenza – sezione Attività Storiche di Eccellenza” del Comune di Roma Capitale.
    Grata per la Vostra attenzione ed ospitalità nel Vostro interessante blog, cordiali saluti
    Ines Di Lelio

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