Doctor Strange nel Multiverso della Follia (2022)

Doctor Strange nel Multiverso della Follia (2022)

Doctor Strange nel Multiverso della Follia: ove tutto sembra possibile

Doctor Strange nel Multiverso della Follia review

"A volte mi trovo a pensare alle altre vite, ma sai sono riconoscente a questa con le sue tribolazioni"

É un Sam Raimi a tutto tondo quello che straborda mano mano che crescono le sequenze e i personaggi nella seconda fatica delle avventure dello stregone supremo. Il regista si diverte nel fare e dissacrare un B movie, denso e costellato di citazioni e di improbabili eventualità.

La sceneggiatura attinge a piene mani ovunque, lancia e distrugge, prepara, ma solo Raimi poteva portare in scena in questo modo "Doctor Strange nel Multiverso della Follia", riprendendosi il posto che era sempre stato suo di diritto.

Se il diavolo si nasconde nei dettagli, Raimi è l’incarnazione perfetta di Lucifero, la cura in essi è spaventosamente clinica, ma non disturba l’occhio di chi guarda.

In questo caso il cineasta può permettersi una strizzata d’occhio a "Evil Dead" (La casa), saga con cui ha debuttato nel 1981 e che l’ha consacrato giovane maestro dell’horror, offrendo uno spiritoso e gaudioso cameo al suo attore feticcio Bruce Campbell.

Doctor Strange ci trascina da un universo all’altro catapultandoci in un viaggio surreale e intenso in grado di farci sentire all’interno della pellicola grazie agli effetti visivi, che finora nessun film Marvel era stato in grado di rendere così realistici.

Lo Stregone Supremo soffre di incubi terribili in cui vede se stesso, anche se lievemente diverso, tentare di salvare una ragazzina da una creatura mostruosa. Quando quella ragazzina irrompe nella realtà e con lei il mostro che la inseguiva, lo stregone capisce che dovrà chiedere l’aiuto di altri esperti delle arti magiche per aiutarla. Peccato però che nulla sia come sembra e che da quel momento inizierà per lui un percorso in cui dovrà confrontarsi con nemici vecchi e nuovi e, soprattutto, con gli Strange di altri universi.

Abbiamo appunto la "Giovane", un'eroina che ci ricorda Kate Bishop di Occhio di Falco, America Chavez, interpretata da Xochitl Gomez, ancora inesperta, seppur capace di aprire portali a forma di stella lucente nel Multiverso, trasportando chi vuole con sè.

Prepotente e strega più che mai abbiamo Elizabeth Olsen nei panni di Wanda Maximoff, impeccabile anche nel suo essere mamma a ogni costo e nel volerlo fino all'ultima battaglia, controllando ogni possibile ed impossibile eventualità. Una Scarlet Witch sbalorditiva per la sua potenza, la passione e la bellezza.
Sopra tutti, Bendedict Cumberbatch, sempre carico delle sfumature taglienti alla Sherlock Holmes, che rendono profondo e magnetico il suo personaggio.

Una catena di montaggio senza sosta

"Doctor Strange nel Multiverso della Follia" è una pellicola folle e fuori di testa, esattamente come recita il titolo, dove l'horror cede il passo alla razionalità, tra uccisioni diaboliche in stile "armata delle tenebre" ed innesti continui, di cui non vi sveleremo nulla per lasciarvi il piacere della scoperta, in una ruota che gira forsennatamente e consuma, senza sosta.

"Come maestro delle arti mistiche lui usa proprio gli spiriti"...

L'estetica è predominante, macabra, oscura, sinistra e disgustosa, e porta una ventata di aria fresca in un momento in cui la stasi piatta ed elegante sembrava farla da padrone, senza innovare, ma, al contrario, attingendo a piene mani da un passato oramai obsoleto.

Sam Raimi mostra di sapere gestire una matassa di probabilità e mosse narrative difficili per chiunque, alimentando la curiosità nello spettatore, che diventa avido di svelare cosa si nasconde dietro questo o quel portale.

Ad addolcire un ritmo a dir poco incalzante non mancano i cameo emotivi, che vi proiettano sul viale dei ricordi e trasformano questa opera in un valzer della dualità, dove è il cuore a fare comunque da padrone, aiutando a comprendere anche i se stessi che il multiverso presenta ad ogni svolta.

Perchè per citare le parole di Marcel Proust: “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere l'universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d'altri: di osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è”.

Chiaretta Migliani Cavina

Doctor Strange nel multiverso della follia poster"Doctor Strange nel Multiverso della Follia" diretto da Sam Raimi è il sequel di "Doctor Strange" del 2016. Nel cast ritroviamo Benedict Cumberbatch nei panni del protagonista, affiancato da Elizabeth Olsen, Benedict Wong, Rachel McAdams e Chiwetel Ejiofor. Si unisce a loro Xochitl Gomez, che interpreta America Chavez, un nuovo personaggio dei fumetti amato dai fan.

La storia del film è collegata a quella di WandaVision e di "Spider-Man: No Way Home" ed è una corsa attraverso il Multiverso con Doctor Strange, il suo fidato amico Wong e Wanda Maximoff, alias Scarlet Witch. Il film rientra nella Fase 4 dell'Universo Cinematografico Marvel.

Doctor Strange nel Multiverso della Follia: la trama

"Doctor Strange" chiede l’aiuto di Wanda Maximoff aka Scarlet Witch (Olsen) per riuscire ad avere la meglio in questa nuova avventura attraverso il Multiverso. Insieme a loro anche Wong (Benedict Wong), l’amico fidato del potente e grande stregone.

La produzione del film

Le riprese di "Doctor Strange nel Multiverso della Follia" dovevano iniziare a maggio 2020, tuttavia a marzo tutte le produzioni dei Marvel Studios sono state sospese per il Covid-19. Nonostante i lavori di pre-produzione non siano stati interrot,ti si è dovuto attendere il 4 novembre del 2020 per poter girare a Londra.

Il protagonista Benedict Cumberbatch ha iniziato a lavorare per il film dopo aver terminato le riprese di "Spider-Man: No Way Home", cominciate ad Atlanta sempre nel novembre 2020.

Una nuova interruzione si è verificata il 6 gennaio 2021 sempre a causa dell'aumento di casi COVID-19 nel Regno Unito. A metà marzo il lavoro è ricominciato fino al 17 aprile.

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