Denis Villeneuve contro la Warner Bros.

Denis Villeneuve contro la Warner Bros.

Molti artisti iniziano a ribellarsi alla politica delle Majors che sacrificano le loro uscite cinematografiche, vendendo i propri film alle piattaforme streaming, o facendoli uscire in sala e sugli streamers contemporaneamente. Alle voci che urlano contro questa mancanza di amore per la Settima Arte si unisce anche Denis Villeneuve, regista di “Dune” che ha rilasciato il proprio pensiero su Variety.

La dura accusa di Denise Villeneuve

Denis Villeneuve

Con le sue parole il regista si unisce in difesa del Cinema ad altri artisti, come per esempio Christopher Nolan o la regista di “Wonder Woman 1984“, Patty Jenkins, che recentemente ha affrontato l’argomento in una conversazione con Aaron Sorkin, regista di “Il processo ai Chicago 7”.

Ecco il lungo comunicato di Denis Villeneuve pubblicato su Variety.

“Ho appreso che la Warner Bros. ha deciso di rilasciare “Dune” su HBO Max, contemporaneamente all’uscita nelle sale, utilizzando immagini importanti del nostro film per promuovere il loro servizio di streaming. Con questa decisione, il colosso della telefonia AT&T ha sabotato uno degli studi più rispettabili e importanti della storia del cinema.

Non c’è assolutamente amore per il cinema, né per il pubblico qui. Si tratta della sopravvivenza di un mammut delle telecomunicazioni, che attualmente ha un debito astronomico di oltre 150 miliardi di dollari. Pertanto, anche se “Dune” riguarda il cinema e il pubblico, AT&T ha pensato solo alla propria sopravvivenza a Wall Street. Con il lancio di HBO Max finora fallito, AT&T ha deciso di sacrificare la Warner Bros. utilizzando tutto il suo listino del 2021 nel disperato tentativo di attirare l’attenzione del pubblico”.

La Warner Bros. storica Major che teneva conto delle esigenze dei registi sta entrando in una nuova era di completo disprezzo, segnando per me una una linea chiara. Il cinema è fatto di collaborazione, che si basa sulla fiducia reciproca nel lavoro di squadra e la Warner Bros. ha dichiarato di non essere più nella stessa squadra.

Lo streaming, il COVID e le esigenze del cinema

Il regista ha sottolineato quanto gli streaming siamo positivi e potenti per “gli ecosistemi di film e TV”, ma pur potendo produrre ottimi contenuti, non può sostenere una macchina come quella dell’industria cinematografica, così come era prima della pandemia.

Con questo doppio rilascio di “Dune” i risultati economici non potranno di certo essere soddisfacenti, e tutto questo – a detta di Villeneuve – porterà a una crescita della pirateria. Con questa mossa la Warner Bros. potrebbe aver ucciso il franchise di “Dune”.

Proprio di fronte all’esigenza di salvaguardare la salute delle persone, il regista aveva sostenuto la decisione di rimandare il film a ottobre 2021, quando secondo i comitati scientifici, grazie alle vaccinazioni, si dovrebbe tornare alla normalità.

A tal proposito Villeneuve ha sottolineato

“”Dune” è di gran lunga il miglior film che abbia mai realizzato. Io e il mio team abbiamo dedicato più di tre anni della nostra vita per renderlo un’esperienza unica sul grande schermo. L’immagine e il suono del nostro film sono stati progettati meticolosamente affinchè fosse visto nei cinema.

Parlo per me, anche se sono solidale con gli altri sedici registi che ora affrontano lo stesso destino. Per favore, sappiate che sono con voi e che insieme siamo forti. Gli artisti sono quelli che creano film e serie.

Il ruolo sociale del cinema

Dune

Come molte altre forme artistiche, in particolare il teatro e la danza, anche il cinema ha un ruolo sociale di rilievo.

“Credo fermamente che il futuro del cinema sarà sul grande schermo, qualunque cosa dica un dilettante di Wall Street. Sin dall’alba dei tempi, gli esseri umani hanno profondamente bisogno di esperienze di narrazione comune. Il cinema sul grande schermo è più di un business, è una forma d’arte che unisce le persone, celebra l’umanità, migliora la nostra empatia reciproca: è una delle ultime esperienze artistiche e collettive di persona che condividiamo come esseri umani.

Una volta che la pandemia sarà finita, i teatri si riempiranno di nuovo degli amanti del cinema. Questa è la mia forte convinzione. Non perché l’industria cinematografica ne abbia bisogno, ma perché noi umani abbiamo bisogno del cinema, come esperienza collettiva.

Quindi, proprio come ho una responsabilità fiduciaria e creativa da adempiere come regista, invito AT&T ad agire rapidamente con la stessa responsabilità, rispetto e riguardo per proteggere questo mezzo culturale vitale. L’impatto economico sugli azionisti è solo un aspetto della responsabilità sociale delle imprese. Trovare modi per migliorare la cultura è un altro. L’esperienza cinematografica non ha rivali. Nelle sale buie i film catturano la nostra storia, ci educano, alimentano la nostra immaginazione e sollevano e ispirano il nostro spirito collettivo. È la nostra eredità. Lunga vita alla sala cinematografica!”.

Anche noi, come Villeneuve, siamo convinti che l’esperienza cinematografica sia completa solo immersi in una sala buia, soli con se stessi, ma insieme agli altri spettatori che vivono un momento di condivisione di un’arte unica proprio per questo.

11/12/2020

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