Patty Jenkins e Aaron Sorkin discutono sul futuro del cinema

Patty Jenkins e Aaron Sorkin discutono sul futuro del cinema

Una rivoluzione culturale è in corso a causa delle restrizioni imposte dai governi per tentare di fermare la pandemia che ha colpito il mondo. Lo stile di vita dell’umanità intera sta cambiando, la condivisione sociale del tempo libero non è più prevista. L’intrattenimento è sicuramente uno dei settori più colpiti, la magia della sala cinematografica sta lentamente scivolando nella realtà delle piattaforme streaming e il cinema si sta depauperando del fascino e del valore che lo rendeva una forma di arte unica. Ecco cosa ne pensano i registi Patty Jenkins e Aaron Sorkin direttamente coinvolti con i loro attesissimi film.

Il pensiero di Patty Jenkins e Aaron Sorkin

Wonder Woman 1984
Wonder Woman 1984

Warner Bros. e Paramount hanno deciso di aggirare la pandemia trasformando le uscite cinematografiche di “Wonder Woman 1984” e “Il processo ai Chicago 7” in uscite su piattaforme streaming. Nel caso di “Wonder Woman 1984”, la Warner Bros. ha scelto l’ uscita su HBO Max e nelle sale il 25 dicembre. Per “Il processo ai Chicago 7”, Paramount ha venduto il film a titolo definitivo a Netflix.

In una conversazione pubblicata su Variety, tra Patty Jenkins regista di “Wonder Woman 1984” e Aaron Sorkin regista di “Il processo ai Chicago 7” è emerso il pensiero di entrambi relativo a queste scelte.

Tutti e due i registi si dichiarano sollevati per il fatto che il pubblico possa vedere i loro film in modo sicuro e tempestivo. Ma hanno anche espresso un notevole scetticismo sul fatto che lo scivolamento del settore verso lo streaming – inclusa la recente controversa decisione della Warner Bros. di rendere disponibile l’intera lista di film per il 2021 su HBO Max lo stesso giorno di uscita nelle sale – possa decretare la campana a morto per l’esperienza cinematografica.

Jenkins ha persino suggerito che i talenti di alto livello potrebbero iniziare a far pendere la bilancia nella direzione opposta.

La condivisione dell’esperienza cinematografica collettiva è insostituibile

Il processo ai Chicago 7
Il processo ai Chicago 7

“Abbiamo paura che tutto cambierà ora”, ha confessato Sorkin a Jenkins. “Che le sale cinematografiche diventeranno  case d’arte e che i film che io e te giriamo saranno visti solo sui servizi di streaming. Non credo che succederà. Penso che per 4.000 anni nulla abbia sostituito l’esperienza di far parte di un pubblico. Quell’esperienza condivisa: essere in un teatro quando le luci si abbassano, tutti ridono allo stesso tempo, ansimano allo stesso tempo…”.

Jenkins ha condiviso tale pensiero, ricordando che la morte dello spettatore era stata predetta anche con l’avvento della televisione negli anni ’50. Nonostante ciò Jenkins crede anche che l’industria cinematografica stia perdendo una considerevole opportunità economica a causa di tante società che collocano in modo aggressivo lo streaming al centro della loro attività: WarnerMedia con HBO Max, Disney con Disney Plus e Hulu, Comcast con Peacock, ViacomCBS con Paramount Plus e PlutoTV, per non parlare di Apple TV Plus, Amazon Prime Video e, ovviamente, Netflix.

Quando la Warner Bros. ha proposto di rilasciare “Wonder Woman 1984” lo stesso giorno su HBO Max e nei cinema, Jenkins ha affermato che le condizioni dettate dalla pandemia COVID-19 hanno essenzialmente costretto la Major a tale scelta. Tuttavia il regista ha anche detto che cineasti e attori che tengono molto all’esperienza del pubblico inizieranno a cercare studi che contrastino la tendenza dello streaming, soprattutto quando la pandemia si attenuerà.

Queste le sue parole:

“Quando ogni singolo studio in città inizia a rincorrere la stessa identica cosa, (si inizierà a pensare), perché qualcuno non si differenzia? In questo caso, penso che quello che succederà è… qualche studio sarà abbastanza intelligente da essere un outlier, e tutti i grandi registi della città andranno lì, e le sale favoriranno i loro film”.

Mentre Sorkin annuiva, Jenkins evocava United Artists, la compagnia fondata nel 1919 dal regista DW Griffith e dagli attori Charlie Chaplin, Mary Pickford e Douglas Fairbanks per favorire gli interessi degli artisti rispetto all’allora nascente sistema degli Studios.

In merito al passaggio alla streaming ha sottolineato: “Non sarà così facile. Penso che in questo momento ci sia il sentimento che il cambiamento stia arrivando e non ci sia niente che si possa fare al riguardo, ma penso che questo cambiamento non prenda in considerazione gli artisti”.

La conversazione si è conclusa con Sorkin che ha sperato che Jenkins sia in prima linea proprio a favore degli artisti, così com’era nell’idea degli United Artists”.

L’intera conversazione con Jenkins e Sorkin si svolgerà come parte del Variety ‘s Virtual FYC Fest, dal 15 al 17 dicembre.

Lorenzo Buellis

10/12/2020

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