Courtney Love

Leader di una band grunge e fondatrice del movimento "riot girl" californiano, chiacchierata e discussa vedova di Kurt Cobain, cantante, attrice e pittrice, Courtney Love è stata ed è tra i personaggi più amati e odiati della scena attuale. Provocatrice intemperante, resta una delle star più tormentate del panorama musicale internazionale.

Courtney Love, una vita a tutto rock

(San Francisco, 9 luglio 1964)

Courtney Love“Esattamente un mese fa io e mio marito abbiamo fatto l’amore per l’ultima volta. Gli ho cucinato la cena, abbiamo giocato per quattro ore con Frances e abbiamo guardato “Schindler’s List”. Quel film ci ha fatto temere per la vita e ci ha fatto capire il suo valore. Ci siamo addormentati alle quattro del mattino l’uno nelle braccia dell’altra e ci siamo risvegliati così”.

Come non avventurarsi e perdersi tra le righe di questa storia? Come respingere l’attrazione di una vita così maledettamente perfetta e dannata?". “Dirty Blonde: The Diaries of Courtney Love” è la sua scottante autobiografia edita nel 2006 grazie all’aiuto della giornalista Ava Stander. Duecentottantotto pagine per raccontare il successo ottenuto dopo essere diventata leader delle Hole, l’amore travolgente per il cantante Kurt Cobain e i devastanti problemi legati all’uso smoderato di qualunque droga.

I diversi interessi musicali, dal wave al punk, i lavori con le band ed i viaggi per il mondo

Courtney Michelle Love Harrison nasce a San Francisco il 9 luglio 1964. Figlia di Hank Harrison e Linda Carrol trascorre un’infanzia a dir poco turbolenta collezionando numerose visite in riformatori e collegi. Dopo il divorzio dei suoi si lascia letteralmente travolgere dall’ondata underground del momento e comincia a coltivare il sogno di diventare una star. I rapporti con la madre peggiorano drasticamente quando a soli quindici anni comincia a lavorare come spogliarellista mostrandosi come una sfacciata esibizionista. D'altronde per avere successo bisogna pagare un prezzo.

Coltiva diversi interessi musicali prediligendo gli stili new wave e punk; comincia anche a cantare con i Faith No More. Conosce Kat Bjelland e Jennifer Finch e con loro fonda una prima band, le Sugar Babylon cominciando così il suo interminabile viaggio intorno al mondo alla scoperta di posti da sogno e le più diverse forme culturali.

Irlanda, Germania, Giappone, Inghilterra sono solo alcune delle mete di Courtney Love prima di stabilirsi momentaneamente a Los Angeles dopo aver accettato una parte nel film “Sid and Nancy” (1986) di Alex Cox, una sorta di biopic incentrato sulla tormentata figura di Sid Vicious, batterista dei Sex Pistols. L’anno seguente Cox le affida un ruolo nel film “Dritti all’inferno” (1987). Lasciato il primo gruppo si trasferisce a Minneapolis dove forma la band post-punk rigorosamente tutta al femminile “Babes in Toyland whit Kat Bjelland” che però dura meno del previsto.

La turbolenta relazione di Courtney Love con Kurt Cobain, l'abuso di droghe e l'inizio della fine

Come sempre, archiviata un’esperienza decide di cambiare città ritornando nella magica Los Angeles, patria delle stelle dello spettacolo. Nel 1991 con il chitarrista Eric Erlandson, la bassista Jill Emery e la batterista Caroline Rue Courtney Love debutta con l’album “Pretty on the inside” dando così vita alla leggendaria rock band delle Hole.

Durante gli anni Novanta comincia anche la tormentata e controversa relazione con Kurt Cobain, il leader dei Nirvana, ancora agli inizi della sua carriera. I due oltre all’amore condividono la malsana passione per la droga, in particolare per l’eroina: nel suo diario lei dice di aver assistito alla sua prima overdose a Roma. Il 24 febbraio 1992 si sposano a Waikiki, una bellissima località hawaiana e il 18 agosto mettono al mondo la piccola Frances Bean.

Un minatorio articolo apparso su Vanity Fair la accusa di aver fatto uso di eroina anche durante la gravidanza; la custodia della bambina è immediatamente revocata. Solo dopo mesi di disintossicazione e processi la coppia vince la causa e riottiene la custodia della figlia. Da quel momento in poi i due si guadagnano il soprannome di “genitori maledetti”. I media inoltre contribuiscono ad aumentare le voci che vedono la coppia in crisi; addirittura il detective Tom Grant arriva a dichiarare che durante un tour a Roma, Kurt abbia scritto una lettera d’addio alla moglie, oppresso dalla gelosia ossessiva e dal suo carattere violento. Nel mese di marzo Courtney telefona improvvisamente alla polizia temendo che il marito si sia suicidato: Kurt è chiuso a chiave in una stanza armato di pistola. Gli agenti confiscano diverse armi da fuoco e una bottiglia di pillole appartenenti a Cobain che cerca di smentire la tesi del suicidio, precisando di essere solo scappato via da sua moglie. A questo episodio segue un altro ciclo di riabilitazioni.

La morte di Kurt Cobain  e lo shock emotivo

Courteney Love e Kurt Cobain

Courtney Love con suo marito Kurt Cobain e la loro figlia Frances Bean.

Questo amore tanto passionale quanto tormentato e velenoso, dura fino all’8 aprile 1994, giorno in cui Kurt Cobain viene trovato morto nella serra della sua casa sul Lago Washington, dall’elettricista Gary Smith. Devastata dal dolore Courtney confessa che il marito con la scusa di fumare una sigaretta, è fuggito a Seattle già da diversi giorni; infatti per paura lei ha ingaggiato un investigatore privato che ha anche diffuso un comunicato per segnalarne la scomparsa. La morte del cantante è archiviata come suicidio da arma da fuoco (l’amico Dylan Carlson si era preoccupato di comprargli un fucile a pompa) con “un colpo auto inflitto alla testa”, che con grande probabilità è stato sparato tre giorni prima del ritrovamento del cadavere.

Courtney Love scopre che non è lei la destinataria dell’ultima lettera del marito, bensì l’amico immaginario della sua infanzia, Boddah: “A volte mi sento come se dovessi timbrare il cartellino ogni volta che salgo sul palco. Ho provato tutto quello che è in mio potere per apprezzare questo. Ho apprezzato il fatto che io e gli altri abbiamo colpito e intrattenuto tutta questa gente. Ma devo essere uno di quei narcisisti che apprezzano le cose solo quando non ci sono più. Io sono troppo sensibile. Ho bisogno di essere un po' stordito per ritrovare l'entusiasmo che avevo da bambino”. Dunque a distruggerlo è stato apparentemente lo scarso entusiasmo per il proprio lavoro.

Tuttavia la mogliettina dal cuore spezzato tira un respiro di sollievo quando scopre che le ultime parole della lettera sono per lei e la loro bambina: “Ho una moglie divina che trasuda ambizione ed empatia e una figlia che mi ricorda troppo quando ero come lei, pieno di amore e gioia. Bacia tutte le persone che incontra perché tutti sono buoni e nessuno può farle del male. E questo mi terrorizza a tal punto che perdo le mie funzioni vitali. Non posso sopportare l'idea che Frances diventi una miserabile, autodistruttiva rocker come me. Io sono un bambino troppo incostante, lunatico! E non ho più nessuna emozione, e ricordate, è meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente. Frances e Courtney, io sarò al vostro altare. Ti prego Courtney continua così, per Frances. Per la sua vita, che sarà molto più felice senza di me. Vi amo”. Termina così la relazione d’amore più bella della storia del rock.

La fase della ripresa personale, Courtney Love si divide tra musica e set cinematografici

Dopo un periodo di totale shock emotivo nel 1996 Courtney Love si butta capofitto nel lavoro e gira ben tre film: “Basquiat” (1996) e “Larry Flint - Oltre lo scandalo” (1996) e “Due mariti per un matrimonio” (1997). In quest’ultima pellicola interpreta la bella Althea, la moglie eroinomane di Larry Flint. Questo ruolo le vale diversi riconoscimenti tra cui una nomination ai Golden Globe. Sul set ha un flirt con Edward Norton e con lui condivide i due anni successivi. Seguono “200 Cigarettes” (1998) e “Man on the Moon” (1999) in cui interpreta la fidanzata di Jim Carrey.

Nel 1998 esce l’album di maggior successo commerciale delle Hole: “Celebrity Skin”. Per promuovere il disco “Courtney la vedova allegra” accetta di seguire come band di supporto il Mechanical Animals Tour di Marilyn Manson. Inutile dire che anche questa esperienza ha vita breve, data l’incompatibilità dei caratteri dei cantanti. I due trascorrono infatti due anni lanciandosi provocazioni e minacce pubbliche attraverso i palcoscenici di tutto il mondo.

Nel 2002, dopo aver girato “24 ore” con Charlize Theron, i rapporti con gli altri membri delle Hole tendono a degenerare e così muore anche questo gruppo. La voglia di essere sempre sotto i riflettori spinge Courtney Love a fare un altro tentativo con una nuova band, le Bastards. Nel 2003 la vediamo impegnata nel film musicale "The Mayor of the Sunset Strip", storia della musica raccontata dagli occhi dell'impresario musicale Rodney Bingenheimer.

La carriera da solista, i problemi con la giustizia, la storia di una vita travagliata

Courtney Love sigaretta bianco e neroNel 2004 si convince che la vita di gruppo non è proprio il suo forte e debutta come solista con l’album “America’s Sweetheart”; il brano “But Julian I’m a little bit older than you” è dedicato al cantante degli Strokes, Julian Casablancas, con cui ha avuto una breve ma intensa relazione. Nel 2005 viola le leggi contro la detenzione e l’uso di sostanze stupefacenti ed è condannata a trascorrere sei mesi in un centro di riabilitazione durante i quali l’amica e produttrice Linda Perry l’ha aiutata a non sprofondare nel baratro e a scrivere nuove canzoni. In un modo o nell’altro riesce sempre a far parlare di se, girando documentari sulla sua vita e quella del defunto marito di cui peraltro è unica erede.

Recentemente Courtney Love si è riproposta nelle sue vesti rock con l’album “Nobody’s Daughter” il cui titolo la dice davvero lunga. Ad accompagnare la scalata di questa nuova avventura non è mancato un piccolo scandalo: sapendo che parlare di sesso è il modo migliore per far parlare di sé, Courtney ha rivelato di aver avuto una relazione con la controversa modella Kate Moss (oggi mamma di una bellissima bimba) e ha tappezzato il suo sito ufficiale di immagini e video compromettenti dichiarando di essere bisessuale. Sono poi spuntate delle foto scattate nelle strade milanesi con la trans Amanda Lepore, che la vedono protagonista di un nuovo scandalo a luci rosse. La vedova di Kurt Cobain, per il momento, non ha nessuna voglia di abbandonare le scene.

Nel 2011 la vediamo nel film documentario "Hit So Hard" sulla travagliata vita della batterista Patty Schemel delle Hole. Nel 2015 appare nella serie televisiva "Empire", incentrata sulle vicende di un'eccentrica famiglia nel mondo dell'hip-hop.

Giusy Del Salvatore

Courtney Love Filmografia

Courtney Love Larry Flynt

Courtney Love è Althea Leasure in "Larry Flynt - Oltre lo scandalo", pellicola di Miloš Forman interpretata da Woody Harrelson.

  • Reuben, Reuben, regia di Robert Ellis Miller (1983)
  • Sid & Nancy, regia di Alex Cox (1986)
  • Diritti all'inferno, regia di Alex Cox (1987)
  • Due mariti per un matrimonio, regia di Steven Baigelman (1996)
  • Basquiat, regia di Julian Schnabel (1996)
  • Larry Flint - Oltre lo scandalo, regia di Milos Forman (1996)
  • Kurt & Courtney (Documentario) (1998)
  • 200 Cigarettes, regia di Risa Bramon Garcia (1998)
  • Man on the Moon, regia di Milos Forman (1999)
  • Clara Bow: Discovering the "It" Girl (Documentario) (1999)
  • Beat, regia di Gary Walkow (2000)
  • Julie Johnson, regia di Bob Gosse (2001)
  • The Party's Over (Documentario) (2001)
  • Eminem: Behind the mask (Documentario) (2001)
  • 24 ore, regia di Luis Mandoki (2002)
  • The Mayor of the Sunset Strip (Documentario) (2003)
  • Trailer for a Remake of Gore Vidal's Caligula (Trailer amatoriale) (2005)
  • Hit So Hard (Documentario) (2011)
  • Empire (serie TV) (2015)

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