Corro da te (2022)

Una commedia romantica che non passa inosservata

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Riccardo Milani con “Corro da te” porta o meglio riporta sul grande schermo la storia narrata in “Tout le Monde Debout”, il film francese, scritto e diretto da Franck Dubosc. Il regista effettua un lavoro di adattamento a più mani, assieme a Giulia Calenda e Furio Andreotti, in modo che il narrato rispecchi maggiormente il sentire nostrano.

Protagonista delle vicende è il cinico Gianni, uomo di successo, umanamente un concentrato di difetti, che si vanta al circolo, che frequenta con gli amici, delle sue conquiste di letto. Incapace di portare avanti una relazione per più di una notte, il destino gli fa incrociare Chiara, una ragazza disabile, che a seguito di un incidente stradale ha perso l’uso delle gambe. La loro conoscenza si basa su un castello di bugie, che Gianni riesce a costruire senza nessun ritegno. Ma si sa, tutti i nodi, prima o poi, vengono al pettine.

Corro da te: una bella storia, dove si ride di gusto

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Milani costruisce un film ben articolato, che intriga lo spettatore e fa ridere di gusto, seppur sia sempre viva l’attenzione su Chiara e su chi, come lei, deve combattere ogni giorno per farsi strada nonostante la disabilità. In vero il suo è il personaggio umanamente più appagato, che ha una vita completa, nonostante parta diciamo ‘svantaggiata’ rispetto ad altri. E’ una donna dinamica, bella, con una professione che la soddisfa, che non disdegna le competizioni tennistiche. Gianni, col suo sarcasmo, col suo cinismo, con la sua mancanza di rispetto per gli altri, procede quasi invisibile, non riuscendo a lasciare traccia dietro di se.

A vestire i panni del cinico Gianni un bravissimo Pierfrancesco Favino, a suo agio in ogni ruolo. Il suo Gianni riporta alla mente tante figure che hanno popolato la commedia all’italiana. “Corro da te” si distingue dal solito cliché di genere per la sapienza con cui il regista ha saputo tessere la trama di una vera commedia romantica. In un mix di ironia e cattiveria vengono dipinte figure non dissimili da quelle che incontriamo nella vita di tutti i giorni, che hanno un qualcosa che appartiene a ciascuno di noi o a chi ci sta vicino.

La disabilità raccontata con onestà e autoironia

Il film riesce a far ridere nonostante il tema della disabilità poco si presti allo scopo, fondendo sentimento e ‘cattive intenzioni’. Chiara ha la solarità di Miriam Leone, che è stata supportata sul set da alcuni disabili, che le hanno saputo indicare la giusta direzione per rendere il suo personaggio credibile.

Particolarmente riuscita la scelta del cast, ogni personaggio, qualunque sia la sua rilevanza all’interno del racconto, è ben interpretato. Commovente rivedere all’opera Piera degli Esposti. Tra tutti a spiccare è Vanessa Scalera, perfetta nei panni di Luciana, segretaria di Gianni. La Scalera, che abbiamo apprezzato nei ruoli più disparati, è particolarmente gradevole in quelli che richiedono una certa dose d'ironia, che sembra sia in lei innata.

“Corro da te” è un film per evadere, ma col cervello acceso, che sa ridere dei nostri mali senza mancare di rispetto a nessuno. Un film buono e non buonista, con all’interno una sua morale, e che, come in ogni commedia romantica degna di tale nome, contempla una sana dose di redenzione.

Maria Grazia Bosu

Corro da te poster“Corro da te” di Riccardo Milani è un remake del film francese “Tout le Monde Bebout” di Franck Dubosc.

Corro da te: la trama

Gianni (Pierfrancesco Favino) è un grande conquistatore di donne ed è un uomo di successo. Per uno strano caso si ritrova a corteggiare la musicista Chiara (Miriam Leone) diventata paraplegica dopo un incidente. L’incontro con lei lo cambierà e gli farà scoprire un nuovo mondo pieno di compassione e amore per il prossimo.

L'ultima interpretazione  della grande Piera degli Esposti 

Il regista di “Come un gatto in tangenziale” e “Come un gatto in tangenziale-Ritorno a Coccia di Morto” si cimenta in una commedia romantica agrodolce sul valore dell’inclusione per le persone con disabilità. Il regista ritaglia un piccolo ruolo per Piera degli Esposti, qui al suo ultimo film. Ancora una volta Milani si gioca la carta dell’amore con un occhio alle tematiche sociali, che in questo caso non dividono ma uniscono, non solo i due protagonisti ma anche tutti coloro che li circondano.

 

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