Cesare Zavattini

Cesare Zavattini è stato un artista a tutto tondo capace di seminare idee negli ambiti più diversi: dalla letteratura al cinema, dalla pittura alla radio, dal teatro alla televisione. Attraverso la sua opera letteraria e cinematografica ha raccontato, con linguaggio sintetico e provocatorio, il disagio esistenziale e il complesso groviglio delle relazioni umane. Il cinema ha rappresentato, nella sua vasta opera, il mezzo espressivo attraverso il quale è riuscito a cogliere un universo umano ricco di pensieri e sfaccettature. Al suo nome restano indelebilmente legati i film più importanti della storia del cinema italiano.

Cesare Zavattini, il padre del Neorealismo

(Luzzara, 20 settembre 1902 - Roma, 13 ottobre 1989)

cesare-zavattini“Za” nasce nel 1902 a Luzzara, paese sulle rive del Po’, dal quale si allontana per poi approdare, nel 1923, a Parma come istitutore nel Convitto Maria Luigia. Tra i suoi alunni ci sono Attilio Bertolucci e Pietro Bianchi che lo fanno avvicinare al cinema per la prima volta. Ricorda Bertolucci: “ (…) Noi lo portammo di sana pianta, un po’ riluttante a vedere ‘La febbre dell’oro’. E così assistemmo ad un miracolo, ad una conversione folgorante e di grandissimi esiti: la nascita del padre del nuovo cinema italiano, del suo più accanito teorico e del suo più inventivo creatore”. Negli stessi anni Cesare Zavattini scopre di avere una vocazione letteraria ed inizia la sua collaborazione prima con Bompiani (1928) e successivamente con Rizzoli (1930); per quest’ultimo editore pubblica una serie di articoli su “Cinema Illustrazione”, il periodico diretto da Giuseppe Marotta, di cui successivamente Zavattini prenderà il posto.

Risale al 1934 “Buoni per un giorno”, il suo primo soggetto cinematografico che diventa un film: “Darò un milione” per la regia di Camerini (1935). Il lungometraggio si allontana dall’idea originaria di Zavattini, che lo giudicherà “una storia dolce dolce”, ma ottiene comunque un gran successo e viene presentato alla mostra di Venezia.

È grazie alla decisione di trasferirsi a Roma che, nel 1939, incontra per la prima volta Vittorio De Sica. È l’inizio di un sodalizio umano e artistico che produrrà i più bei capolavori del cinema italiano fino al 1973, anno di uscita di “Una breve vacanza”, ultimo film scritto da Zavattini per De Sica.

Tra i frutti di questo sodalizio bisogna ricordare dei classici intramontabili del cinema neorealista. Nel 1947 esce “Sciuscià”, storia di un Italia uscita dalla guerra lacera, affamata e scalza, storia “di un’Italia triste e senza sole”. Questa indimenticabile storia sull’amicizia tra due giovani lustrascarpe napoletani riceve un Oscar speciale con questa motivazione: “l’alta qualità di questo film, nato palpitante di vita in una nazione devastata dalla guerra, dimostra al mondo che lo spirito creativo può trionfare sulle avversità.

Ma è “Ladri di biciclette” (1948) ad essere considerato l’espressione più alta del Neorealismo italiano e dellacesare zavattini mano sulla testa collaborazione tra De Sica e Zavattini. È un film che prende spunti dal pretesto narrativo per descrivere la società italiana appena uscita dalla guerra. È uno dei primi esempi di cinema puro: niente più messa in scena o attori ma assoluta realtà. La storia dell’attacchino Antonio, storia di soprusi esistenziali e di dignità infrante, riscosse un successo immediato e ricevette numerosi premi, tra cui l’Oscar come miglior film straniero.

Del 1952 è “Umberto D.”, l’unico film di cui Zavattini accetta di far pubblicare la sceneggiatura. In questo film i personaggi e le situazioni restano insoluti da un punto di vista pratico. La scena conclusiva di “Umberto D.” lascia in sospeso il destino del protagonista. Infatti lo spettatore, qualora voglia sapere se il protagonista riprenderà la vita di tutti i giorni o se tenterà nuovamente i suicidio, è obbligato da Zavattini a riflettere sulla triste vita di Umberto.

Tra gli anni ’50 e gli anni ’60 Zavattini è impegnato nella lavorazione di diversi film e nel tentativo di divulgare le proprie idee sul cinema, per un miglioramento dello stesso. Tra le opere di questo ventennio vanno ricordate le sceneggiature di “L’oro di Napoli” (1954), “La ciociara” (1960), “Ieri, oggi, domani” (1963): tutti film diretti da De Sica con straordinarie interpretazioni da parte di Sophia Loren.

Tra la fine degli anni ’60 e la fine degli anni ’70 Zavattini pubblica, invece, importanti scritti letterari, rimanendo fino alla fine diviso tra la sua passione letteraria e la sua vocazione cinematografica.

Un film provocatorio

Il 5 Gennaio 1982 va in onda su RaiDue il film “La Veritàaaa”, scritto, diretto ed interpretato da Cesare Zavattini. Nel film, realizzato con bassi costi e girato con attori improvvisati, è presente il messaggio morale e poetico di tutta una vita. E’ un’apologia di un’ora durante la quale Zavattini tenta di risvegliare l’intelligenza dello spettatore, da gran tempo smarrita per il cattivo uso che è stato fatto del pensiero. Il protagonista è Antonio/Zavattini, un pazzo ottantenne che fugge da un manicomio e cammina per le strade di Roma a gridare la sua verità sulla vita, sull’amore, sulla pace. O forse è solo un uomo che vuole risvegliare la società dal proprio torpore. “La Veritàaaa” è il tentativo provocatorio di condividere il proprio pensiero con gli altri che, purtroppo, non prestano ascolto al pazzo Antonio/Zavattini.

Il pazzo “Za” muore nel 1989 a Roma, all’età di 87 anni. E con lui muore la possibilità, non ascoltata, di essere gli interlocutori del padre del Neorealismo.

Micol Koch

Cesare Zavattini Filmografia - Cinema

cesare zavattini braccia 1978

  • Darò un milione, regia di Mario Camerini (1935)
  • San Giovanni Decollato, regia di Amleto Palermi (1940)
  • Una famiglia impossibile, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1940)
  • Teresa Venerdì, regia di Vittorio De Sica (1941)
  • La scuola dei timidi, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1941)
  • 4 passi fra le nuvole, regia di Alessandro Blasetti (1942)
  • Quarta pagina, regia di Nicola Manzari (1942)
  • C'è sempre un ma!, regia di Luigi Zampa (1943)
  • Romanzo a passo di danza, regia di Giancarlo Cappelli (1943)
  • I bambini ci guardano, regia di Vittorio De Sica (1943)
  • La porta del cielo, regia di Vittorio De Sica (1944)
  • Canto, ma sottovoce..., regia di Guido Brignone (1945)
  • La freccia nel fianco, regia di Alberto Lattuada (1945)
  • Biraghin, regia di Carmine Gallone (1946)
  • Un giorno nella vita, regia di Alessandro Blasetti (1946)
  • Sciuscià, regia di Vittorio De Sica (1946)
  • Il marito povero, regia di Gaetano Amata (1946)
  • L'angelo e il diavolo, regia di Mario Camerini (1946)
  • Il mondo vuole così, regia di Giorgio Bianchi (1946)
  • Roma città libera, regia di Marcello Pagliero (1946)
  • Caccia tragica, regia di Giuseppe De Santis (1947)
  • Ladri di biciclette, regia di Vittorio De Sica (1948)
  • Vent'anni, regia di Giorgio Bianchi (1949)
  • Le mura di Malapaga, regia di René Clément (1949)
  • Il cielo è rosso, regia di Claudio Gora (1950)
  • È più facile che un cammello..., regia di Luigi Zampa (1950)
  • Prima comunione, regia di Alessandro Blasetti (1950)
  • Miracolo a Milano, regia di Vittorio De Sica (1950)
  • Bellissima, regia di Luchino Visconti (1951)
  • Mamma mia, che impressione!, regia di Roberto Savarese (1951)
  • 5 poveri in automobile, regia di Mario Mattòli (1952)
  • Il cappotto, regia di Alberto Lattuada (1952)
  • Roma ore 11, regia di Giuseppe De Santis (1952)
  • Umberto D., regia di Vittorio De Sica (1952)
  • Buongiorno, elefante!, regia di Gianni Franciolini (1952)
  • Un marito per Anna Zaccheo (1953), regia di Giuseppe De Santis
  • Stazione Termini (1953), regia di Vittorio De Sica
  • Siamo donne (1953), registi vari
  • L'amore in città (1953), registi vari
  • Piovuto dal cielo (1953), regia di Leonardo De Mitri
  • Alì Babà (1954), regia di Jacques Becker
  • L'oro di Napoli (1954), regia di Vittorio De Sica
  • Il tetto (1955), regia di Vittorio De Sica
  • Suor Letizia (1956), regia di Mario Camerini
  • Amore e chiacchere (Salviamo il panorama) (1957), regia di Alessandro Blasetti
  • La donna del giorno (1957), regia di Francesco Maselli
  • Nel blu dipinto di blu, regia di Piero Tellini (1959)
  • Il rossetto, regia di Damiano Damiani (1960)
  • La ciociara, regia di Vittorio De Sica (1960)
  • Rat (La guerra), regia di Veljko Bulajić (1960)
  • Il sicario, regia di Damiano Damiani (1960)
  • Il giudizio universale, regia di Vittorio De Sica (1961)
  • Le italiane e l'amore, registi vari (1961)
  • Boccaccio '70, episodio “La riffa”, regia di Vittorio De Sica (1962)
  • I sequestrati di Altona, regia di Vittorio De Sica (1962)
  • Il boom, regia di Vittorio De Sica (1963)
  • Ieri, oggi, domani, regia di Vittorio De Sica (1963)
  • Matrimonio all'italiana, regia di Vittorio De Sica (1964)
  • Un mondo nuovo, regia di Vittorio De Sica (1965)
  • Caccia alla volpe, regia di Vittorio De Sica (1966)
  • Le streghe, episodio Una sera come le altre, regia di Vittorio De Sica (1967)
  • Sette volte donna, regia di Vittorio De Sica (1967)
  • Amanti, regia di Vittorio De Sica (1968)
  • I girasoli, regia di Vittorio De Sica (1969)
  • Lo chiameremo Andrea, regia di Vittorio De Sica (1972)
  • Una breve vacanza, regia di Vittorio De Sica (1973)
  • Il viaggio, regia di Vittorio De Sica (1974)
  • La veritàaaa, regia di Cesare Zavattini (1982)

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