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Captive State (2019)

Recensione

Captive State – Recensione: le folle aliene colpiscono ancora

Captive State Recensione

Rupert Wyatt torna alla sua passione dopo “L’alba del pianeta delle scimmie” e ritrova la terra invasa da una specie evolutivamente avanzata e dall’aspetto intrigante, che domina “quasi” incontrastata. Da una parte dunque ci sono gli alieni, che poco appaiono in superficie, tranne in zone “di confine” commiste e pericolose per il genere umano e si limitano, in realtà, a vivere nel sottosuolo e sfruttarne le risorse naturali, mentre in aria controllano le mosse degli abitanti, che possono solo scegliere se essere collaborazionisti o ribelli.

Captive State (2019)

Eppure la definizione “fantascienza” per questa pellicola è limitante, in quanto come trama e soprattutto come immagini di riferimento si sviluppa più come un thriller spionistico, con continui rimandi al predominio nazista e la sua pianificazione bellica. Sembra di assistere alle strategie dei circoli segreti della resistenza francese che combatte l’invasione di Hitler in chiave moderna e digitalizzata, sottolineando il divario tra il potere ed il volgo, in un mondo che si rivelerà, poco a poco, diverso da come sembra e fatto di prostitute attiviste, poliziotti collaboranti, spie e commissari apparentemente incorruttibili.

Captive State: un mondo sommerso a tinte foschi

Captive State still

Una pellicola esteticamente cupa, dalle atmosfere dark, ma molto dinamica nel montaggio, soprattutto nella prima parte, che segue le vicende di Gabriel, interpretato da Ashton Sanders, venti anni dopo la scena iniziale in cui assiste, in macchina, alla morte dei genitori risucchiati dagli extraterrestri, che lasciano vivi ed illesi lui e suo fratello maggiore, in seguito ritenuto morto nel tentativo di compiere un attentato.

“Accendere un fiammifero per far scoppiare una guerra, fino a che combatteremo avremo una possibilità” il mantra ripetuto costantemente nel film, che ricorda gli anni di piombo, un passato che trae origine dalla guerra di Troia e che ancora oggi genera le dinamiche del futuro.

Una sceneggiatura “ad hoc”, dove gli alieni esistono solo per brevi apparizioni, evocati a ogni passo, anche grazie all’incombente presenza delle loro astronavi, che si stagliano nel cielo e puntano verso la terra, come un enorme masso frastagliato ed appuntito, accentuando la sensazione costante di oppressione.

Un film cercato, volutamente complesso, una metafora di alcuni evidenti problemi del presente, soprattutto americano, trasposti in questo caso in un futuro distopico. Un calo di ritmo visibile a metà della pellicola e un intreccio fin troppo articolato con elementi che sembrano non finire mai, rendono il lungometraggio artificioso e denso, seppur nato da un’espediente ed un idea veramente geniale.

Una potente colonna sonora di stampo elettronico firmata da Rob Simonsen corona le immagini d’azione, alienando definitivamente il mondo attuale e ponendo l’accento sulla necessità di resistere a una realtà sempre più ossessionata dalle dinamiche del controllo ed autocontrollo, come diceva Evola “…quel che in grande, ossia in ordine all’indirizzo generale ed irreversibile del mondo moderno deve apparire utopistico può tuttavia, sempre proporsi a singoli individui ancora in piedi che intendano difendersi”.

Chiaretta Migliani Cavina

Trama

  • Regia: Rupert Wyatt
  • Cast: Vera Farmiga, Machine Gun Kelly, Madeline Brewer, John Goodman, Alan Ruck, Kevin J. O’Connor, James Ransone, Ben Daniels, D.B. Sweeney, Jonathan Majors, Ashton Sanders, KiKi Layne
  • Genere: Fantascienza, colore
  • Durata: 110 minuti
  • Produzione: USA, 2019
  • Produzione: Adler Entertainment
  • Data di uscita: 28 marzo 2019

Captive State poster finale“Captive State” è un un thriller fantascientifico con forti spunti di riflessione.
Il regista Rupert Wyatt torna a un genere da lui amato dopo “L’alba del pianeta delle scimmie” (2011) e ritrova nuovamente John Goodman, da lui già diretto in “The Gambler” (2014), stavolta insieme ad Ashton Sanders e Vera Farmiga (“L’uomo sul treno“, 2018).

Per la prima volta sul grande schermo troviamo anche il rapper Machine Gun Kelly.

Captive State: la storia

Dieci anni dopo l’invasione aliena, in un impalpabile e distopico futuro, in un quartiere di Chicago, l’umanità è divisa in due fazioni :i dissidenti ed i collaborazionisti. Il poliziotto Mulligan (John Goodman) dovrà unire il mondo contro il nemico extraterrestre e in questo difficile compito sceglierà di avere al suo fianco Gabriel (Ashton Sanders) il giovane figlio di un soldato morto, appartenente ad un gruppo di ribelli chiamato La Fenice.

Captive State: la genesi di un film, il possibile epilogo di una civiltà

“Captive State” ricorda nel tema e nelle riflessioni sociali “District 9” (2009) di Neill Blomkamp e anche il precedente “Alive in Joburg” e offre allo spettatore una visione a tutto tondo di quello che accade in quel lontano, anche se non improbabile, alienante futuro. Tutto questo anche grazie ad effetti speciali notevoli e un grande lavoro fotografico e di scenografie. Lo scenario è una città di plastica, asettica, avanguardistica, dove gli abitanti hanno oramai perso la loro identità, sono insetti in catena di montaggio, completamente sostituibili.

“Captive State” una storia orweliana dal forte rigore morale

Il trailer del film parte mostrando da un lato la forza ed il benessere dell’America, sostenuta dai media e dal governo, ma dall’altro la smentisce reclamando la verità contro le menzogne, invitando tutti ad una sorta di resistenza comune, perchè nulla spetta più di diritto, ma ogni cosa, seppur giusta, va conquistata lottando con la forza delle proprie idee.

Una storia, questa di “Captive State” che mira a far riflettere sullo stato di polizia, sulla propaganda mirata ad opera delle istituzioni, le minacce alle libertà civili e soprattutto sul ruolo, fondamentale, del dissenso, prima del singolo individuo e poi collettivo, all’interno di una civiltà sempre più autoritaria ed opprimente. Del resto come anticipava George Orwell “In tempi di menzogna universale, dire la verità è un atto rivoluzionario ”
Il film viene distribuito nelle sale da Adler Entertainment.

Trailer

Captive State: Trailer finale

Captive State: Trailer italiano

Captive State: teaser trailer italiano

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