Captive State (2019)

  • Regia: Rupert Wyatt
  • Cast: Vera Farmiga, Machine Gun Kelly, Madeline Brewer, John Goodman, Alan Ruck, Kevin J. O'Connor, James Ransone, Ben Daniels, D.B. Sweeney, Jonathan Majors, Ashton Sanders, KiKi Layne
  • Genere: Fantascienza, colore
  • Durata: n/d
  • Produzione: USA, 2019
  • Produzione: Adler Entertainment
  • Data di uscita: 28 marzo 2019

Captive State loc"Captive State" è un un thriller fantascientifico con forti spunti di riflessione.
Il regista Rupert Wyatt torna a un genere da lui amato dopo "L'alba del pianeta delle scimmie" (2011) e ritrova nuovamente John Goodman, da lui già diretto in "The Gambler" (2014), stavolta insieme ad Ashton Sanders e Vera Farmiga ("L'uomo sul treno", 2018).

Per la prima volta sul grande schermo troviamo anche il rapper Machine Gun Kelly.

Captive State: la storia

Dieci anni dopo l'invasione aliena, in un impalpabile e distopico futuro, in un quartiere di Chicago, l'umanità è divisa in due fazioni :i dissidenti ed i collaborazionisti. Il poliziotto Mulligan (John Goodman) dovrà unire il mondo contro il nemico extraterrestre e in questo difficile compito sceglierà di avere al suo fianco Gabriel (Ashton Sanders) il giovane figlio di un soldato morto, appartenente ad un gruppo di ribelli chiamato La Fenice.

Captive State: la genesi di un film, il possibile epilogo di una civiltà

"Captive State" ricorda nel tema e nelle riflessioni sociali "District 9" (2009) di Neill Blomkamp e anche il precedente "Alive in Joburg" e offre allo spettatore una visione a tutto tondo di quello che accade in quel lontano, anche se non improbabile, alienante futuro. Tutto questo anche grazie ad effetti speciali notevoli e un grande lavoro fotografico e di scenografie. Lo scenario è una città di plastica, asettica, avanguardistica, dove gli abitanti hanno oramai perso la loro identità, sono insetti in catena di montaggio, completamente sostituibili.

"Captive State" una storia orweliana dal forte rigore morale

Il trailer del film parte mostrando da un lato la forza ed il benessere dell'America, sostenuta dai media e dal governo, ma dall'altro la smentisce reclamando la verità contro le menzogne, invitando tutti ad una sorta di resistenza comune, perchè nulla spetta più di diritto, ma ogni cosa, seppur giusta, va conquistata lottando con la forza delle proprie idee.

Una storia, questa di "Captive State" che mira a far riflettere sullo stato di polizia, sulla propaganda mirata ad opera delle istituzioni, le minacce alle libertà civili e soprattutto sul ruolo, fondamentale, del dissenso, prima del singolo individuo e poi collettivo, all'interno di una civiltà sempre più autoritaria ed opprimente. Del resto come anticipava George Orwell "In tempi di menzogna universale, dire la verità è un atto rivoluzionario "
Il film viene distribuito nelle sale da Adler Entertainment.

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