Bertrand Blier

Bertrand Blier è un regista, attore e sceneggiatore francese, figlio dell'attore Bernard Blier, che vanta una carriera piena di successi cinematografici di cui spesso cura sia la sceneggiatura che la regia.

Bertrand Blier: fuoriclasse del cinema francese, l’eccellenza tramandata di padre in figlio

(Boulogne-Billancourt, 14 marzo 1939)

Bertrand Blier

Bertrand Blier, figlio del grandissimo attore francese Bernard, non è un regista prolifico: una quindicina di film in tutto, nell’arco di cinquant’anni, ma ognuno di essi rappresenta un evento, anche se non sempre in senso positivo, e tutti insieme denotano uno stile personalissimo e inconfondibile.

Blier è autore, sceneggiatore e regista di tutti i suoi lavori perché vuole raccontare le sue storie, storie contraddistinte da temi ricorrenti che rivelano una visione della vita e dei rapporti umani improntata a un pessimismo profondo e senza consolazione al punto che non si può che amaramente riderne.

Ambiti degradati, donne perdute, uomini debosciati attraversano le sue storie sconcertando il pubblico per la crudezza e il cinismo che non risparmia nulla: devianze, turbamenti, trucidità, laidezza e oscenità narrati però senza compiacimento, con malinconia, mostrando, di tanto in tanto che la tenerezza, il calore e persino l’amore allignano anche nel torbido.

Del triangolo amoroso, che in Blier non è ‘lei – lui – l’altro’ bensì ‘lui – lui – l’altra’, ne ha fatto territorio di esplorazione interrelazionale, mostrando come l’universo femminile costituisca un mistero che i maschi non possono penetrare rifugiandosi, di conseguenza, nel più semplice rapporto fra loro che può estendersi anche fino al sesso.

Questa visione gli è valsa l’accusa di misoginia, dalla quale, invero, non ha mai inteso difendersi.

I primi successi cinematografici

Il tema del triangolo amoroso caratterizza il film (in Italia noto come “I santissimi”) che nel 1974 gli ha dato la notorietà e che Bertrand Blier ha tratto dal suo romanzo “Les valseuses”. Lancia qui una terna di attori fantastici che poi chiamerà ancora più volte nel futuro: Gérard Depardieu, Patrick Dewaere e Miou-Miou.

Il tema viene poi ripreso in “Preparate i fazzoletti” del 1978 ancora con Gérard Depardieu e Patrick Deweare che ottiene l’Oscar quale Miglior Film Straniero, e ancora in “Lui portava i tacchi a spillo”, del 1986, che suscita enorme scalpore per la trattazione più che esplicita dell’omosessualità; i protagonisti ancora Depardieu e Miou-Miou affiancati da Michel Blanc che consegue a Cannes il Premio per la Migliore Interpretazione Maschile.

Nel frattempo Bertrand Blier riscuote un grande successo con: “Buffet Froid” del 1979 (con Depardieu e suo padre Bernard) che vince il César per la Migliore Sceneggiatura e con “Beau - Père” del 1981, tratto anch’esso da un suo romanzo, di nuovo e per l’ultima volta con Patrick Deweare che, l’anno successivo, si suiciderà.

Nel 1989 ancora un’ottima risposta di pubblico e di critica con “Trop belle pour toi” con Carole Bouquet e l’immancabile Depardieu; la pellicola vince a Cannes il Premio della Giuria e ben cinque César.

I primi anni '90 e 2000

Negli anni ’90, Bertrand Blier incontra l’attrice Anouk Grinberg che diviene la sua terza moglie e le costruisce intorno tre film: “Merci la vie” (1991), “Un, deux, trois soleil!” (1993, impreziosito dalla presenza nel cast di Marcello Mastroianni) e “Mon homme” (1995); queste pellicole che mostrano un Blier meno pessimista e cinico non riscuotono, però, un grande successo.

Nel 2000 realizza “Les Acteurs” in cui i più noti attori francesi (Belmondo, Delon, Brialy, Brasseur, ecc.) interpretano se stessi; il film è autoreferenziale seppur con ironia e si rivela un clamoroso fiasco.

Nel 2003 in “Les cotellettes” con Philippe Noiret e Michel Bouquet, torna il triangolo con i due "lui" vecchi e un po’ sgradevoli, il cui equilibrio viene turbato da una ‘lei’ giovane cameriera magrebina; anche questa pellicola, della quale comunque si parla molto, non viene particolarmente apprezzata.

Migliore sorte tocca invece a “Combien tu m’aimes?” (2005, “Per sesso o per amore”): ancora il triangolo amoroso con Monica Bellucci, prostituta prima contesa e poi condivisa fra Bernard Campan, cliente innamorato, e Gérard Depardieu, compagno di vita e protettore.

I più recenti capolavori

Nel 2010 con “Les bruit des glaçons”, interpretato da Jean Dujardin, raggiunge la vetta della provocazione: narra di uno scrittore, ritiratosi in campagna dopo l’abbandono da parte della moglie, al quale, un giorno, bussa alla porta il suo cancro, che ha l’aspetto di un signore distinto, con il quale il protagonista dovrà convivere e confrontarsi.

Il film, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2010 e invero apprezzato, non è stato distribuito in Italia.

Bertrand Blier è nato a Boulogne – Billancourt (Seine) il 14 marzo 1939 e ha iniziato la carriera nel cinema come assistente per poi girare, nel 1963, il documentario “Hitler, connais pas” che mostra l’ignoranza dei giovani studenti e poi, nel 1967 il primo film “Si j’étais un espion” in cui recita anche il padre.

Poi, dal 1974, il successo come regista, senza mai strafare per numero di pellicole, senza mai abbandonare la passione per la scrittura alla quale, negli ultimi anni, si dedica in via esclusiva.

Bertrand Blier non è inquadrabile in alcun genere cinematografico, neppure nel noir francese di cui pure rivela alcuni accenti; ciò che lo rende unico è che i suoi film, nonostante la durezza dei temi trattati, sono commedie e non drammi: le situazioni sono presentate in modo talmente parossistico e volutamente esagerato da rivelare, anche per mezzo dei sapienti dialoghi, la parte di disperata comicità che si cela dietro la tragedia.

Claudio Di Paola

Bertrand Blier Filmografia - Cinema

Bertrand Blier camera

  • Si j'etais un espion (soggetto, sceneggiatura e regia) (1967)
  • Tre canaglie e un piedipiatti, regia di Georges Lautner (soggetto e sceneggiatura) (1970)
  • I santissimi (soggetto e regia) (1974)
  • Calmos (sceneggiatura e regia) (1976)
  • Preparate i fazzoletti (soggetto, sceneggiatura e regia) (1978)
  • Buffet freddo (sceneggiatura e regia) (1979)
  • Beau-père (sceneggiatura e regia) (1981)
  • Ormai sono una donna (soggetto, sceneggiatura e regia) (1981)
  • Notre historie (regia) (1984)
  • Lui portava i tacchi a spillo donna (soggetto, sceneggiatura e regia) (1986)
  • Troppo bella per te! donna (soggetto, sceneggiatura e regia) (1989)
  • Contre l'oubli (regia) (1991)
  • Grazie alla vita (soggetto, sceneggiatura e regia) (1991)
  • Uno, due, tre, stella! donna (soggetto, sceneggiatura e regia) (1993)
  • Il sosia (soggetto) (1994)
  • Actors (soggetto, sceneggiatura e regia) (2000)
  • Les cotellettes (sceneggiatura e regia) (2003)
  • Per sesso o per amore? (sceneggiatura e regia) (2005)
  • Le Bruit des Glaçons (sceneggiatura e regia) (2010)

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