Audrey Hepburn

Audrey Hepburn fu un'attrice britannica divenuta un'icona fuori dal tempo per la sua eleganza, il suo impegno umanitario e la sua bellezza.

Audrey Hepburn, la personificazione dell’eleganza femminile

(Bruxelles, 4 maggio 1929 – Tolochenaz, 20 gennaio 1993)

Audrey Hepburn elegante

Fascino discreto, stile, eleganza e un sorriso capace di disarmare chiunque rendono Audrey Hepburn una delle star più amate di tutti i tempi. All’anagrafe Audrey Kathleen Ruston, la Hepburn, figlia del banchiere inglese Joseph Hepburn-Ruston e della baronessa olandese Ella van Heemstra, acquisisce il cognome con il quale diverrà famosa dalla nonna paterna.

Nata a Bruxelles nel 1929 Audrey, muove i primi passi sulle punte, durante l’occupazione nazista, sognando di diventare una grande ballerina. Il destino le riserva però altre sorprese e, dopo la liberazione dell’Olanda e tre anni passati a Amsterdam, la fa approdare a Londra, dove quasi per caso si trova su un set cinematografico. Per la Hepburn è l’inizio di una carriera costellata da grandi successi, che la fa entrare nello Star System e che mai tuttavia l’allontana dalla sua vera natura.

Professionista instancabile, oltre che donna attenta alle esigenze della propria vita privata, Audrey, alla fine degli anni Sessanta, all’apice del successo, abbandona il cinema, per dedicarsi alla famiglia e porre al servizio del volontariato le sue grandi qualità umane.

La carriera

L’ispirazione artistica arriva per Audrey Hepburn con la passione per la danza. Approdata alle sale prove di Cambridge Circus nel 1948, Audrey, nonostante l’entusiasmo e Audrey Hepburn sorrisol’impegno capisce ben presto che la danza per lei rimarrà un sogno e nulla più, sia per il suo aspetto fisico, poco indicato alla disciplina sia perché i suoi studi sono iniziati troppo in ritardo rispetto a quelli delle altre ballerine.

In questo periodo Audrey, a corto di denaro inizia a lavorare come modella pubblicitaria e, tornata in Olanda per un breve periodo, compare per la prima volta dietro la macchina da presa in un cortometraggio.

Di nuovo a Londra viene ingaggiata dapprima in una commedia musicale in cui balla solamente, poi, nel 1949, grazie al produttore Cecil Landeau che per prima la nota, in una rivista musicale dal titolo “Sauce Tartare” per la quale deve recitare anche alcune battute.

Il successo dell’opera spinge Landeau a realizzare una sorta di seguito con “Sauce Picante” che, pur non avendo lo stesso successo, risulta essere una splendida vetrina per la futura attrice la quale viene notata dallo sceneggiatore e regista Thorold Dickinson e dal cineasta Mario Zampi. È in seguito alle visite dei due che Audrey decide di studiare seriamente arte drammatica.

Audrey Hepburn inizia poi a lavorare in piccole parti per la ABPC (diretta a quel tempo dal Jack Warner della Warner Bros), per Mario Zampi e, per la prima volta in un ruolo importante, diretta da Thorold Dickinson in “The Secret People” insieme a Valentina Cortese.

Tra le sue qualità spicca da subito la capacità di trasmettere emozioni, senza enfatizzare troppo l’azione, senza far trapelare la tecnica, lasciando anzi supporre una grande spontaneità. Durante le riprese in Costa Azzurra della commedia musicale “Vacanze a Montecarlo” la scrittrice francese Colette la nota e suggerisce al produttore Miller di affidarle il ruolo di protagonista in “Gigi”, adattamento teatrale del suo omonimo romanzo.

I successi 'Vacanze romane' e 'Sabrina'

Audrey Hepburn Vacanze Romane finale

Audrey Hepburn in una scena di "Vacanze Romane"

Quasi nello stesso periodo passa il provino con William Wyler per “Vacanze romane”. La Hepburn fu sicuramente la prima attrice a essere scritturata contemporaneamente a Broadway e Hollywood per due parti importanti

. Nonostante la paura di non essere all’altezza come attrice e il terrore del pubblico, la giovane artista conquista chi la guarda con autorevolezza. Con “Gigi” raggiunge subito il successo. Nel 1952 lavora per la televisione americana e, subito dopo il trionfo teatrale, parte per Roma per le riprese di “Vacanze romane”.

Il set romano rappresenta per l’attrice un’esperienza felice sia da un punto di vista professionale, che umano. L’intera troupe rimane conquistata dal carattere della donna, si vocifera addirittura su una possibile relazione tra lei e Gregory Peck. Il 25 marzo del 1953, grazie alla sua prima vera grande interpretazione in un film di produzione hollywoodiana, Audrey vince l’Oscar come Miglior Attrice.

Tornata negli Stati Uniti, la Hepburn, tra le varie proposte sceglie “Sabrina” – adattamento della commedia teatrale di Samuel Taylor “Sabrina Fair” – diretto da Billy Wilder. In questa occasione Audrey decide di rinunciare alla costumista della Paramount, Edith Head (la quale riceverà in tutta la sua carriera ben otto Oscar) e di scegliere da sé i costumi a Parigi.

I rapporti tra le due donne non peggiorarono di certo per questo motivo. Il viaggio nella capitale francese si rivela invece importante soprattutto per l’incontro con Hubert de Givenchy, fondamentale non solo per gli abiti indossati nel film di Wilder e i film successivi, ma anche per il suo look personale, grazie al quale sarà consacrata regina dello stile. I due saranno amici a vita.

Audrey Hepburn Sabrina

Audrey Hepburn nei panni di Sabrina

A differenza delle riprese di “Vacanze romane”, la lavorazione di “Sabrina” risulta molto più faticosa per il nervosismo presente sul set. L’abissale differenza d’età fra i due protagonisti, l’irritazione di Humphrey Bogart dovuta agli eccessi dell’alcol e ai primi sintomi del cancro e, non meno grave, l’arroganza dello stesso nei confronti di William Holden e di Wilder rendono l’atmosfera tesa. Nonostante ciò, il film riscuote un enorme successo.

All’inizio del 1954 Audrey riconferma la sua bravura in teatro con “Ondine” di Giraudoux, adattato e tradotto da Valency e interpretato insieme a Mel Ferrer, poco gradito in questo ruolo, e con il quale si sposerà lo stesso anno. Nell’Aprile del 1955 i Ferrer incontrano King Vidor per la realizzazione di “Guerra e Pace” (girato in Italia e in Iugoslavia), nel quale Audrey interpreta il ruolo di Natasha affiancata da Henry Fonda.

Nonostante le critiche negative che colpiscono il film e da cui non rimane esente neanche la Hepburn, Il New York Film Critics Circe la candida come Miglior Attrice dell’anno, anche se a vincere è poi Ingrid Bergman.

Nel 1956 all’attrice viene offerta la possibilità di lavorare con Fred Astaire, cantando e ballando nella favola hollywoodiana “Cenerentola a Parigi” diretta da Stanley Donen. Un altro film girato a Parigi, città che la star impone anche a Billy Wilder nel successivo film “Arianna”, dove ancora una volta deve recitare con un attore molto più grande di lei, Gary Cooper (nel 1956 aveva ben cinquantacinque anni!).

Dopo le riprese di quest’ultima fatica la donna deve rimandare il lungo periodo di pausa che aveva deciso di concedersi.Il meritato riposo arriva dopo aver interpretato a New York all’inizio del 1957, insieme al marito, un dramma per la televisione, accolto con freddezza dalla critica soprattutto per la scarsa alchimia recitativa tra i coniugi.

È in questo periodo che Audrey legge “Storia di una suora” (il film sarà intitolato “Storia di una monaca”) nel quale Kathryn Hulme racconta la storia della sua compagna, ex suora Louise Habets. L’attrice diviene amica di entrambe le donne.

Il film, diretto da Fred Zinnemann, è ricordato dalla stessa Audrey come la produzione più bella, nonostante la stanchezza dovuta alle condizioni climatiche in Congo e un suo malore durante le riprese a Cinecittà. La sua interpretazione viene menzionata come una delle più profonde, sia per lo spessore del personaggio sia per le sue capacità di renderlo in tutte le sue sfumature.

Dopo questo impegno la Hepburn accontenta il marito e interpreta insieme a Anthony Perkins il film da lui diretto “Verdi dimore”, fiasco di critica e pubblico che viene smorzato dal grande trionfo di “Storia di una monaca”. Il successivo è “Gli inesorabili” di John Huston, che lo stesso regista in seguito definisce una vera e propria “schifezza”.

Audrey Hepburn in Tiffany

Audrey Hepburn foto di scena

Audrey Hepburn in "Colazione da Tiffany"

Nell’autunno del 1960 Audrey si cimenta nel personaggio per la quale sarà forse maggiormente ricordata: la malinconica e stramba Holly Golightly in “Colazione da Tiffany”, di Blake Edwards.

Il film, a differenza del romanzo di Truman Capote, ha un lieto fine, inoltre si rivela come una vera e propria celebrazione di New York e della stessa attrice che, nei panni di una donna confusa e ancora immatura, conferma non solo la sua professionalità, ma anche una classe e uno stile tutto personale (al quale non poco contribuisce la scelta degli abiti).

La recitazione della Hepburn è giudicata dalla critica del tempo equilibrata e ricca di sfumature. Nel luglio del 1962 Audrey incontra nuovamente sul set di “Insieme a Parigi” di Richard Quine il sempre più alcolizzato William Holden che rende le riprese difficili e frammentate. I tempi allungati fanno odiare il film agli stessi produttori, le critiche sono negative e i momenti più divertenti della commedia sono quelli in cui figura Tony Curtis.

Diretta per la seconda volta da Stanley Donen, Audrey è la protagonista dell’intricato thriller sentimentale “Sciarada”, ancora vicina a un attore molto più grande di lei. Si tratta questa volta di Cary Grant.

Durante le riprese l’attrice riceve la proposta per interpretare un personaggio a lei molto caro: si tratta di Eliza nella versione cinematografica del musical “My Fair Lady”, diretto da George Cukor. Per prepararsi al ruolo la star si trasferisce a Los Angeles dove, oltre a concentrarsi sul copione, prende lezioni di canto in vista delle difficili canzoni presenti nella sceneggiatura.

Emozionante e verosimile, Audrey appare sul grande schermo senza trucco, tuttavia la scelta di doppiarla, facendo cantare al suo posto la professionista Marni Nixon, non ha gli esiti sperati, anzi rende la storia meno credibile.

Audrey Hepburn My Fair Lady film

Audrey Hepburn interpreta Eliza Doolittle in "My Fair Lady"

Dopo “My Fair Lady” l’attrice lavora ancora una volta per Wyler in “Come rubare un milione di dollari e vivere felici” e per Stanley Donen in “Due per la strada” affiancata da Albert Finney, un attore più giovane di lei di ben sei anni (lei ne aveva trentasette). Prodotto da Mel Ferrer, il successivo impegno è con “Gli occhi della notte” di Terence Young, regista dei primi due film di James Bond. In questa occasione la Hepburn deve interpretare una donna cieca.

Il periodo delle riprese a Los Angeles è per Audrey molto difficile, le manca il figlio rimasto in Europa, inoltre il rapporto con il marito è alterato dalla sua posizione di produttore. A ciò si aggiunge la difficoltà delle scene in cui l’impatto fisico con altri attori è in alcuni momenti addirittura violento. In ogni caso il film ottiene l’approvazione del pubblico e la critica giudica la sua interpretazione ottima. Dopo questa fatica l’artista starà lontano dal set per otto anni.

Dopo il divorzio dal marito, un po’ per depressione, un po’ per denaro accetta di recitare per Terence Young in “Linea di sangue”, girato tra Parigi, New York, Roma e la Sardegna. Il film risulta un fiasco.

In seguito Peter Bogdanovich la ingaggia per “E tutti risero”, in una parte scritta su misura per lei, dopo le confidenze di Ben Gazzarra sulla sua relazione con la diva. Audrey Hepburn  in un primo momento accetta di prendere parte alla pellicola soprattutto perché allettata dalla possibilità di stare vicino a Ben che ancora ama.

Poi decide di rimanere nel progetto, seppur di malavoglia, anche quando capisce che l’alchimia con l’uomo si è spezzata. Lui non la vuole più e un nuovo amore si affaccia per lei all’orizzonte. “E tutti risero” non incontra il favore né della critica, né del pubblico.

Nel 1986 Audrey si impegna nell’unico lungometraggio per la televisione “Love Among Thieves”. Sempre per la televisione presenterà una serie di documentari sui grandi giardini del mondo. Il suo ultimo ruolo al cinema è per il film di SpielbergAlways – Per sempre” dove si trasforma nella guida angelica di un giovane pilota.

Negli ultimi anni della sua vita Audrey Hepburn riceve una serie di riconoscimenti e viene definita una delle più grandi attrici americane, pur non appartenendo al sistema cinematografico americano e pur non essendo cittadina americana. Certamente come molte attrici europee ha lavorato per la “Grande Industria”, ma non si è mai veramente sentita a casa sua negli Stati Uniti.

La vita privata

Audrey Hepburn telefonoIl padre di Audrey abbandona la famiglia nel 1935, quando lei ha solo sei anni. Anni dopo l’attrice ricorda quel momento come il più traumatico di tutta la sua vita. Da quel giorno la bambina si allontana da tutti i suoi amici, un po’ per la vergogna di non avere più un padre, un po’ per il dispiacere impossibile da comunicare a chiunque. I nonni materni di Audrey, accolgono nella loro casa ad Arnhem madre e figlia, mentre il padre, dopo la separazione, decide di trasferisce a Londra.

La preoccupante situazione politica dell’Olanda spinge Ella a scegliere per la figlia un collegio inglese nel Kent, convinta che la vicinanza di Joseph, a cui la piccola è molto legata, possa aiutarla, ma lui, le fa visita solo quattro volte, facendole sentire ancora una volta un profondo vuoto affettivo. Il periodo scolastico fa acquisire ad Audrey un grande senso dell’indipendenza.

Con lo scoppio della guerra Ella e Audrey tornano in Olanda, mentre Joseph è messo agli arresti domiciliari sull’isola di Man, come molti altri fascisti inglesi. Sia lui che Ella infatti avevano avuto in passato rapporti con Hitler e condiviso alcune idee fasciste in seguito abbandonate.

Nel 1940 anche l’Olanda viene occupata e per la Hepburn inizia un periodo molto duro, durante il quale la famiglia materna viene espropriata di ogni bene. È in questo periodo che Audrey si appassiona alla danza e alla musica e, costretta a nascondere la cittadinanza inglese, viene iscritta a scuola con il nome di Edda van Heemstra.

Il 4 maggio del 1945, il giorno del suo sedicesimo compleanno, Audrey capisce che l’Olanda è stata liberata. Le sofferenze provocate dall’indigenza la portano ad arrivare a pesare quaranta chili su un metro e settanta d’altezza. In seguito la ragazza sarà vittima di una profonda depressione che la farà invece ingrassare, arrivando a pesare sessantotto chili. L’amore per la danza e il trasferimento a Londra le ridanno la salute, Audrey si ferma sui cinquanta chili.

È il 1948 quando abbandona per sempre il cognome Ruston e decide di usare unicamente quello della bisnonna Hepburn. Nel 1949, mentre recita e danza per il produttore Landeau, Audrey ha una relazione con l’affascinante cantante francese Marcel Le Bon, relazione che continua fino al 1950 rimanendo per lo più privata, senza l’invasione della stampa o del pubblico.

In quel periodo – a differenza di oggi – il pubblico esigeva infatti che la vita delle star risultasse esemplare e la stampa diffondeva solo le notizie necessarie (matrimoni, separazioni e divorzi) senza entrare nello specifico della vita sentimentale.

La prima storia d’amore ufficiale di Audrey (approvata anche dalla madre che aveva invece mostrato le sue riserve nei confronti di Le Bon) è quella con l’affascinante James Hanson, più grande di lei di sette anni, conosciuto nel 1951.

Da lui riceve una proposta di matrimonio nello stesso periodo in cui sta per partire per l’America per lavorare in “Gigi”. Il teatro la consacra al successo, ma, nonostante l’approvazione di pubblico e stampa, la Hepburn non riesce a liberarsi dal terrore di affrontare le platee e dall’insicurezza che probabilmente a causa della difficile situazione famigliare e della freddezza della madre, l’accompagnerà per tutta la vita.

Audrey Hepburn diademaIn futuro il figlio Sean la definirà “una stella che non riusciva a vedere la propria luce”. Gli impegni lavorativi spingono l’attrice a rimandare il matrimonio al termine delle riprese di “Vacanze romane”. Ma le continue interferenze di Hanson nella sua vita professionale e la distanza fisica, che li costringe sempre a fugaci incontri, spingono Audrey Hepburn a sciogliere il fidanzamento.

A luglio del 1953, durante uno dei ricevimenti organizzati dalla madre per lei Wyler e Peck, in occasione dell’uscita a Londra di “Vacanze romane”, l’attrice conosce il regista-attore-scrittore americano Mel Ferrer. I due si innamorano follemente tanto che lui, al terzo matrimonio, chiede prontamente il divorzio alla moglie, alla quale dichiara con sincerità la sua passione per la nuova stella del cinema.

Nonostante la storia aperta con Ferrer, al quale però non aveva fatto alcuna promessa, durante le riprese di “Sabrina”, Audrey ha una relazione con Wiliam Holden, chiusa non appena la donna scopre che l’attore è sterile. Riconquistata da Ferrer al suo fianco recita in “Ondine”.

Il successo raggiunto alla sua giovane età, la pressione a cui la sottopone la stampa e lo stesso Mel, la tensione durante la preparazione della rappresentazione teatrale portano la donna a una sorta di crollo nervoso durante il quale arriva a fumare addirittura tre pacchetti di sigarette al giorno.

Nonostante i dubbi su un possibile matrimonio, il 24 settembre del 1954 sposa Ferrer in Svizzera, sulle sponde del lago di Lucerna, dove l’attrice, seppur con grandi difficoltà, ha la possibilità di riprendersi. Molti videro in Audrey Hepburn una sorta di “infelicità cronica”, un insoddisfazione e una tristezza costante, in quel determinato frangente inoltre l’invadenza di Mel nella sua carriera crea ulteriori complicazioni.

A marzo del 1955, come se non bastasse, poco dopo aver ricevuto la notizia di essere incinta subisce un aborto spontaneo.

Durante le riprese di “Storia di una monaca” la Hepburn ha una relazione con lo sceneggiatore Robert Anderson, rimasto da poco vedovo. Quest’ultimo ebbe l’impressione – e ciò lo lasciò intendere in successive dichiarazioni – che tra la Hepburn e Ferrer ci fosse un tacito accordo circa le relazioni extraconiugali quando i due vivevano a lungo separati.

È durante questo periodo che la donna chiede al marito di fare delle ricerche per trovare il padre Joseph Ruston, ferita per lei ancora aperta. Le indagini della Croce Rossa Internazionale danno i loro frutti solo dopo un anno. Audrey Hepburn si troverà di fronte un estraneo con il quale diventerà impossibile qualsiasi contatto reale. Tuttavia all’uomo non mancherà da quel momento uno stipendio mensile per il resto della sua vita.

Durante le vacanze di Natale del 1959 Audrey Hepburn apprende la notizia di una nuova gravidanza, anche questa volta le cose vanno male, il bambino nasce morto e lei cade nuovamente in una profonda depressione, durante la quale arriva a pesare quaranta chili e a fumare più di tre pacchetti di sigarette al giorno.

Audrey Hepburn giovanissimaSolo il 17 luglio del 1960 realizzerà il suo sogno e diventerà madre di Sean. Nonostante ciò il rapporto dei coniugi Ferrer non è affatto felice. Il marito è troppo invadente nei confronti delle scelte professionali della moglie, lei si trova sempre in uno stato d’ansia e la sua magrezza non è risolta neanche dalla pastasciutta che l’attrice ama moltissimo e che mangia con piacere nei lunghi soggiorni romani.

Il matrimonio è sempre più in crisi, nonostante i tentativi di riavvicinamento della donna. Nel 1965, dopo aver vissuto per dieci anni in una villa situata in un cantone svizzero di lingua tedesca, la famiglia Ferrer si trasferisce vicino a Morges, in prossimità dell’aeroporto di Ginevra. Audrey vuole educare il figlio in una scuola di lingua francese. Durante le vacanze natalizie dello stesso anno Audrey Hepburn subisce un altro aborto spontaneo.

Più tardi sul set di “Due per la strada” lei si riprende emotivamente e vive una spensierata storia d’amore con Albert Finney. La storia con l’attore viene chiusa probabilmente a causa delle pressioni di Mel, ormai consapevole di una relazione di cui parlavano anche i giornali.

Nel 1967, dopo “Gli occhi della notte”, la stella del cinema si ritira a vita privata e poco dopo si separa dal marito. Inizia un nuovo periodo per la donna che in preda all’infelicità perde peso fino ad arrivare, questa volta, a pesare trentasei chili.

Audrey Hepburn si reca spesso in Italia dove frequenta altri uomini senza però legarsi a nessuno in maniera seria, finché a Roma conosce il conte Andrea Dotti, psichiatra e professore universitario. Audrey Hepburn si innamora nuovamente e ritorna in salute. La coppia si sposa a gennaio del 1969 e a febbraio dell’anno successivo nasce Luca.

Anche questo matrimonio però non è felice come sembra: il marito la tradisce e la va a trovare in Svizzera sempre più raramente. Dopo un periodo passato a Roma con la famiglia, la donna decide di tornare in Svizzera, dove presto la raggiunge la madre che rimane a vivere con lei. Nel 1978 la sua relazione con Andrea sembra essere giunta all’epilogo sebbene i due decidano di divorziare solo nel 1981. Durante le riprese di “Linea di sangue” la star ha una relazione con Ben Gazzarra che però non la ama con la sua stessa intensità. Poco dopo anche Sean inizia a lavorare per il cinema come assistente di produzione.

È il Natale del 1979 quando Audrey incontra Robert Wolders; i due si innamorano e insieme iniziano una vita all’insegna della serenità. Nel 1981 il padre di Audrey Hepburn muore, stessa sorte colpisce l’anno successivo la sua cara amica Cathleen Nesbitt.

Ella, la madre, la lascia invece nel 1984. In quegli anni molti amici e colleghi scompaiono; tra i più cari William Wyler, Kathryn Hulme e George Cukor. Alla fine del 1992 le viene diagnosticato un cancro e inizia la fisioterapia. La donna affronta la malattia con grande calma e grazie all’aiuto dell’amico di sempre Givenchy riesce a tornare in Svizzera a casa sua con un volo privato da Los Angeles. Il 20 gennaio si spegne accerchiata dai suoi cari che scorgono nel suo volto un sorriso sereno.

L’impegno umanitario

Audrey Hepburn b/nNel 1970 Audrey Hepburn viene contattata da un rappresentante dell’UNICEF che la invita a un programma televisivo per Natale, Audrey Hepburn accetta. In quell’occasione la donna è accerchiata da bambini che si stringono attorno a lei.

Quello è il suo primo contatto con l’UNICEF. Durante un viaggio di piacere in Estremo Oriente, l’attrice partecipa in veste di ospite d’onore al Festival Internazionale di Musica durante il quale viene realizzato un concerto in beneficenza per l’UNICEF.

La stella elogia il lavoro dell’organizzazione svolto a vantaggio dei bambini. Anche a Tokyo si reca a un evento di beneficenza per l’UNICEF, il pubblico giapponese apprezza l’attrice, amata per lo stile raffinato, in quell’occasione rimane totalmente conquistato.

La sua esperienza in Oriente fa decidere a Audrey Hepburn di mettere la sua fama e il suo nome al servizio dell’UNICEF con l’intento di operare a tutela dell’infanzia, recandosi anche nei luoghi in cui i piccoli hanno una vita difficile. Nel 1988, Audrey Hepburn viene nominata Ambasciatrice Internazionale di Buona Volontà per l'UNICEF.

Con il compagno Robert Wolders, otto giorni dopo aver ricevuto l’incarico si reca in Etiopia, uno dei paesi più poveri del mondo allo scopo di attirare l’attenzione sulla grave siccità abbattutasi sul paese in quel periodo. Da allora la Hepburn viaggia con un passaporto delle Nazioni Unite, spesso accompagnata dal famoso fotografo John Isaac. I due insieme presentano un provocatorio contesto visuale, che enfatizza l'urgenza delle problematiche affrontate.

Per cinque anni, sino alla sua morte Audrey Hepburn impiega tutte le proprie energie per dedicarsi alle difficili missioni promosse dall'UNICEF. Dal Sudan ad El Salvador, dall'Honduras al Messico, dal Venezuela all'Ecuador, dal Bangladesh al Vietnam, dalla Tailandia all'Etiopia, dal Sudan all'Eritrea, fino alla Somalia, ogni viaggio è una dolorosa, intensa, incredibile occasione per fornire all'opinione pubblica testimonianza del disagio vissuto dai bambini in tutte quelle parti del mondo devastate dalla guerra e dalla povertà.

Nel 1994 a New York viene creata la Fondazione Audrey Hepburn, trasferita nel 1998 a Los Angeles, dove ha sede tutt'oggi, allo scopo di sostenere, in ogni parte del pianeta, i piccoli maltrattati e sofferenti.

Audrey Hepburn stella intramontabileL'innato senso di modestia che ha caratterizzato da sempre la splendida attrice, le ha impedito di essere completamente consapevole di quanto sia stata forte e positiva la sua azione come Ambasciatrice, rivolta soprattutto a rafforzare la consapevolezza dell'opinione pubblica.

Il grande amore e l’immensa tenerezza che Audrey ha saputo regalare all’infanzia disagiata ha ispirato il lavoro di coloro che, dal 1994 in poi, hanno portato avanti questa importante missione.

Innocente ed eterea, Audrey Hepburn si è distinta da tutte le attrici della sua generazione e di quelle successive per la sua bellezza e per la sua semplice eleganza, per quel suo accento anglo-europeo, così diverso dal modo di esprimersi degli americani, per quei suoi occhi grandi, per quell'aura da angelo sceso tra gli uomini (un personaggio di Wenders ante-litteram) dolce ricordo del suo ultimo film e della sua presenza nel mondo.

Laura Calvo

Audrey Hepburn Filmografia - Attrice

Audrey Hepburn film

Cinema

  • One Wild Oat, regia di Charles Saunders (1951)
  • Racconti di giovani mogli, regia di Henry Cass (1951)
  • Risate in paradiso, regia di Mario Zampi (1951)
  • L'incredibile avventura di Mr. Holland, regia di Charles Crichton (1951)
  • Vacanze a Montecarlo, regia di Jean Boyer e Lester Fuller (1951)
  • Nous irons à Monte Carlo, regia di Jean Boyer (1952)
  • The Secret People, regia di Thorold Dickinson (1952)
  • Vacanze romane, regia di William Wyler (1953)
  • Sabrina, regia di Billy Wilder (1954)
  • Guerra e pace, regia di King Vidor (1956)
  • Cenerentola a Parigi, regia di Stanley Donen (1957)
  • Arianna, regia di Billy Wilder (1957)
  • Verdi dimore, regia di Mel Ferrer (1959)
  • La storia di una monaca, regia di Fred Zinnemann (1959)
  • Gli inesorabili, regia di John Huston (1960)
  • Colazione da Tiffany, regia di Blake Edwards (1961)
  • Quelle due, regia di William Wyler (1961)
  • Sciarada, regia di Stanley Donen (1963)
  • Insieme a Parigi, regia di Richard Quine (1964)
  • My Fair Lady, regia di George Cukor (1964)
  • Come rubare un milione di dollari e vivere felici, regia di William Wyler (1966)
  • Due per la strada, regia di Stanley Donen (1967)
  • Gli occhi della notte, regia di Terence Young (1967)
  • Robin e Marian, regia di Richard Lester (1976)
  • Linea di sangue, regia di Terence Young (1979)
  • ...E tutti risero, regia di Peter Bogdanovich (1981)
  • Always - Per sempre, regia di Steven Spielberg (1989)

Televisione

  • CBS Television Workshop (Serie TV, 1 episodio) (1952)
  • Mayerling, regia di Anatole Litvak (Film TV) (1957)
  • Amore tra ladri (Love Among Thieves), regia di Roger Young (Film TV) (1987)
  • Gardens of the World with Audrey Hepburn (Programma televisivo) (1993)

Documentari

  • Nederlands in zeven lessen (1948)

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