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Alita: Angelo della battaglia (2018)

 

Recensione

Alita – Angelo della Battaglia – Recensione: spettacolo visivo senza precedenti

Alita – Angelo della Battaglia recensione

Alita: Angelo della battaglia (2018)

“Alita – Angelo della battaglia” è l’adattamento cinematografico del celebre manga di Yukito Kishiro. Il film racconta gli eventi raccolti nei primi quattro volumi del manga, arrivando fino alla partecipazione di Alita alla gara di Motorball. Perciò, purtroppo, il finale rimane aperto come un primo capitolo, pur trovando una chiusa provvisoria abbastanza soddisfacente in attesa che il sequel venga prodotto.

Per chi non conosce il manga: la storia, ambientata nel ventiseiesimo secolo, è quella di una giovane cyborg, Alita, col corpo meccanico e il cervello umano, che viene ritrovata abbandonata e spenta in una discarica dal dottor Ido, un “medico per cyborg” che vive nella Città di Ferro, una sorta di brutta periferia metropolitana all’ombra della ricca città sospesa di Salem, miraggio dei poveri che vivono al di sotto di essa. La giovane Alita, una volta riattivata, non ricorda nulla del suo passato e deve lentamente ricostruirsi una vita grazie all’aiuto di Ido, che le farà da padre e mentore nel suo percorso di crescita.

Alita – Angelo della Battaglia: un nuovo “Avatar”

Il produttore James Cameron, al momento impegnato con i sequel di “Avatar“, stava inseguendo da vent’anni questo progetto. Indeciso tra occuparsi di Alita o Avatar, alla fine ha optato per quest’ultimo, lasciando da parte la prima per tempi migliori, finché il suo amico Robert Rodriguez non è salito in barca, prendendone il timone.

Il connubio tra questi due registi, così diversi e unici nei loro generi, è curiosamente funzionale e interessante. James Cameron è un illustratore, quindi la “sua” fantascienza è razionale e ben radicata nella realtà: ogni elemento “fantastico” deve avere una sua spiegazione razionale, seppur fantascientifica, e deve essere plausibile. Rodriguez, invece, è un fumettista, perciò il suo approccio è quello di scatenare la fantasia a briglie sciolte: le cose non devono avere una spiegazione, solo essere “cool”. Unite insieme, la scrittura più scientifica dello sceneggiatore-produttore Cameron e la visionarietà del regista Rodriguez, creano un’opera bilanciata e visivamente stupefacente.

La sceneggiatura, scritta a sei mani da Cameron, Rodriguez e Laeta Kalogridis, è fantastica nella prima metà del film. Prende per mano gli spettatori, trasportandoli con calma e cura all’interno del mondo fantastico in cui la storia è ambientata. I personaggi sono ben presentati e tutti interessanti. Alita spicca su tutti, con i suoi grandi occhioni che scrutano il mondo stupiti e meravigliati, proprio come quelli dello spettatore di fronte alla meraviglia visionaria che si vede sullo schermo. Purtroppo, la seconda metà prende una corsa forsennata verso il finale, nel tentativo di rimanere entro le due ore di durata e dare un epilogo a tutte le parentesi lasciate aperte. Qui i toni si fanno più patetici e diversi personaggi (in primis quello della, seppur bravissima, Jennifer Connelly) subiscono svolte eccessivamente repentine e non ben preparate, tanto da farli apparire schizofrenici. Ed è un vero peccato, perché sarebbe stato meglio far durare il film anche una mezz’ora in più, se fosse stato necessario, per dare un respiro maggiore all’evoluzione caratteriale. In alcuni punti si ha proprio l’impressione che, per questioni di durata, siano state tagliate scene essenziali. Vedremo se, all’uscita in home video, verrà mai pubblicata una extended edition.

Alita – Angelo della Battaglia: motion-capture da Oscar

Alita – Angelo della Battaglia immagine

La resa visiva del personaggio di Alita, interpretato magistralmente da Rosa Salazar, è semplicemente sbalorditiva. Alita è “vera più del vero”. Già con “Avatar”, la motion capture aveva fatto salti da gigante, ma qui raggiunge un livello mai visto prima. Più dei panorami mozzafiato, più delle scene di azione iper-dinamiche, a lasciare con gli occhi sbarrati dalla meraviglia è la protagonista. Dopo un po’ ci si dimentica che si tratta di un personaggio ricreato digitalmente. Alita sembra vera tanto quanto gli attori in carne e ossa con i quali divide la scena, persino nei primissimi piani.

Rosa Salazar ruba la scena persino ai colleghi più blasonati, come Christoph Waltz. Non perché gli altri non siano bravi: è lei ad essere eccezionale. La sua Alita è vivissima. I suoi occhioni sgranati e assetati di conoscenza ci ricordano cosa vuol dire essere giovani e innocenti, avere ancora la capacità e l’ingenuità di stupirsi, di emozionarsi.

Poi, ci sono le scene d’azione. Enormi. Dirette magistralmente. La gara di Motorball è mastodontica, al livello della corsa d’auto vista in “Ready Player One”. E non voglio anticipare altro.

Alita – Angelo della Battaglia: 3D o non 3D? Questo è il dilemma…

Risolviamo subito il dubbio amletico: “Alita – Angelo della Battaglia” è probabilmente una delle ultime occasioni di vedere al cinema, sullo schermo più grande e prestante possibile, un film che davvero trae grande vantaggio dalla terza dimensione.

Il 3D è un formato che, negli anni, ha subìto da parte dell’industria cinematografica un abuso che lo ha stroncato sul nascere. Sono stati molteplici, probabilmente la maggior parte, i film nei quali il 3D risultava come un fastidioso orpello piuttosto che un’aggiunta reale alla fruizione. Non è questo il caso di Alita. Qui la terza dimensione aggiunge molto alla visione. La profondità delle scene panoramiche è notevole, così come i momenti di pop-out, dove diversi oggetti finiscono per “infilarsi” dentro lo schermo e passare a un centimetro dal naso degli spettatori. L’uso del 3D è sempre organico e non si nota mai la mano del regista nel voler cercare l’effetto a tutti i costi. Inoltre la maggior parte delle riprese è stata effettuata con la messa a fuoco all’infinito, perciò parte del fastidio riscontrato normalmente nella visione dei film in 3D, quando l’occhio umano cerca istintivamente di mettere a fuoco oggetti che nella ripresa sono sfocati, è assente.

Perciò, visto anche che il formato sta cadendo in disuso, per gli amanti del 3D o per chi vuole semplicemente provare, questa può essere un’ultima, grande occasione, perché ne vale davvero la pena.

Nicola De Santis

Trama

  • Titolo originale: Alita: Battle Angel
  • Regia: Robert Rodriguez
  • Cast: Rosa Salazar, Christoph Waltz, Jennifer Connelly, Michelle Rodriguez, Jackie Earle Haley, Ed Skrein, Keean Johnson, Mahershala Ali, Eiza Gonzalez, Lana Condor, Marko Zaror, Elle LaMont, Jorge A. Jimenez
  • Genere: Azione, colore
  • Durata: 122 minuti
  • Produzione: USA, Canada, 2018
  • Distribuzione: 20th Century Fox
  • Data di uscita: 14 Febbraio 2019

Alita - Angelo della battaglia poster“Alita: Angelo della battaglia” è ambientato nel ventunesimo secolo e vede il cyborg Alita (Rosa Salazar) al centro della narrazione. Alita, dopo essere stata abbandonata in una discarica, viene trovata dal dottor Ido (Christoph Waltz) specializzato in hi-tech. Portato nella sua clinica, il cyborg si risveglia senza però ricordare nulla. Non conosce la propria identità, la sua natura, tutto le sembra nuovo e da scoprire. Ido tenta di tenerla al sicuro e il suo nuovo amico Hugo (Keean Johnson) si offre volontario nel cercare di farle ricordare il suo passato.

Tra i due nasce un’amicizia che ben presto si trasforma in qualcosa di più profondo. Il rapporto però viene ostacolato da alcuni nemici che si mettono sulle tracce di Alita e minacciano di far del male ai suoi cari. Pian piano il cyborg scopre le sue grandi abilità di combattimento e non esiterà a combattere per proteggere se stessa, la sua famiglia e tutti quelli che hanno imparato ad amarla. Alita scopre che una donna giovanissima può cambiare il mondo in cui vive.

Alita: Angelo della battaglia, dal manga al grande schermo

“Alita: Angelo della battaglia” è la trasposizione cinematografica del manga cyberpunkBattle Angel Alita” (Gunm) di Yukito Kishiro. Ormai negli ultimi anni anche altri registi hanno impresso sulla pellicola altri fumetti come ad esempio Rupert Sanders con “Ghost in the Shell” (2017) ispirato al manga “Kōkaku kidōtai” (letteralmente: Squadra mobile con corazza offensiva).

A differenza del fumetto giapponese, il film “Alita: Angelo della battaglia” non sarà il riassunto dei nove volumi componenti la serie, ma vedrà al centro alcuni momenti solo dei primi quattro capitoli.

Robert Rodriguez sarà accompagnato da James Cameron nel ruolo di  produttore esecutivo e co-sceneggiatore.

 

Trailer

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