Al Dio ignoto (2020)

Al Dio ignoto: un film fuori dal tempo di Rodolfo Bisatti

Al Dio ignoto recensione

"Al Dio ignoto", quinto lungometraggio del regista Rodolfo Bisatti, padovano formatosi nella scuola di Olmi, affronta il delicato tema della morte, ambientando la storia in un vero hospice. Protagonista della narrazione è Lucia (Laura Pellicciari), infermiera divorziata che ha perso la figlia per leucemia. Con lei vive il figlio Gabriele (Francesco Cerutti) appassionato di sport estremi.

Al centro di quest’opera c’è il tema dell’elaborazione del lutto, visto attraverso gli occhi di una persona che convive con la morte ogni giorno per lavoro. La narrazione è lenta, in perfetta sintonia con la splendida natura che circonda tutti gli attori. La vita nella clinica è scandita dagli incontri di Lucia con i suoi ospiti.

L’arrivo del professor Giulio (Paolo Bonacelli) è la chiave di volta di tutto il film. Lui diventerà per la donna una sorta di tramite tra lei e il Dio ignoto invocato da Nietzsche nella sua poesia “Mi penetri nell’anima”.

Un’opera catartica sull’accettazione della morte

Al dio ignoto scena film

“Al Dio ignoto” è un gioiellino da maneggiare con cura per la delicatezza con cui tocca il tema della fine della vita, più che della morte. Paradossalmente non c’è solo tristezza in questo piccolo film. I pazienti della clinica sono estremamente vitali. C’è tanta poesia nelle scene in cui loro di notte guardano le stelle, la stessa che esplode letteralmente nei meravigliosi paesaggi montani dove è stato girata la pellicola. Al contrario, la rabbia è rappresentata dalla figura del giovane Gabriele che sembra coscientemente voler sfidare la sorte nelle sue imprese riprese in go Pro e messe sul web.

Bisatti mette i suoi attori in ambienti bianchi ma non asettici. Parla di pietas ma non sconfina nel melenso, neanche nell’unico personaggio che più colpisce il pubblico: una giovane mamma che deve dire addio ai suoi figli prima del tempo. Senza alcun dubbio il personaggio più interessante è Giulio, un uomo colto e ironico che passa i suoi ultimi giorni a giocare a scacchi con un altro paziente.

Sembra quasi che Bisatti abbia rievocato atmosfere bergmaniane, rileggendole in chiave completamente personale. Lo stile è asciutto, come Olmi insegnava. Tutti recitano per sottrazione e spesso parlano le immagini più delle parole. Paolo Bonacelli è straordinario nella sua interpretazione di un uomo che affronta la morte incipiente con ironia.

Ottimi anche tutti gli altri membri del cast, Laura Pelliciari in primis, una figura dolente ma mai piegata dal dolore. “Al Dio ignoto” non è un film facile ma riesce a toccare il cuore dello spettatore con la stessa cura che Lucia usa ogni giorno con i suoi pazienti.

Lorenzo Buellis

  • Regia: Rodolfo Bisatti
  • Cast: Paolo Bonacelli, Laura Pellicciari, Krista Posch, Francesco Cerutti
  • Genere Drammatico, colore
  • Durata: 121 minuti
  • Produzione: Italia, 2020
  • Data di uscita: 23 aprile su piattaforma Chili

Al dio ignoto poster "Al Dio ignoto" è un film drammatico diretto da Rodolfo Bisatti, disponibile dal 23 aprile sulla piattaforma Chili. Il film è stato presentato al museo MAXXI di Roma in occasione della mostra “Della Materia Spirituale dell’Arte” a fine 2019.

Un lungo viaggio per elaborare il lutto

"Al Dio ignoto"  si sofferma sull'importanza della cura verso i malati terminali e la capacità di affrontare la perdita di una persona cara.

Lucia non riesce a superare la prematura scomparsa della primogenita Anna, morta a causa della leucemia. Per trovare una ragione di vita, la donna si dedica interamente alla cura di malati terminali dell’Hospice in cui lavora come infermiera.

La sofferenza dei pazienti e l'ambiente circostante le forniranno gli strumenti per affrontare la sua angoscia.

Oltre a Lucia, Gabriel, fratello adolescente di Anna, affronta il dolore adottando uno stile di vita temerario.

"Al Dio ignoto" è il quinto lungometraggio di Rodolfo Bisatti, realizzato con il sostegno del Mibact e della Film Commission Vallée d'Aoste.



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