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8 Mile (2003)

Recensione

8 Mile: da cantante ad attore Eminem racconta il rap e la realtà sociale che gli ruota attorno

8 Mile recensione

“8 Mile” segna il debutto di Eminem sul grande schermo. Una pellicola semi-autobiografica sulla storia del rapper bianco americano, che ha scalato le vette delle classifiche musicali al ritmo delle sue rime pungenti e provocatorie.
Hanson, il regista, riesce a ricostruire un estratto dei bassifondi americani, denunciando la grave situazione sociale di moltissime città, come Detroit, in cui i ragazzi vivono emarginati, per la strada, e vedono nella musica la sola via di fuga dalla loro vita.

La 8 Mile Road è una strada che segna il confine tra la zona ricca della città e i suoi sobborghi poveri e abbandonati ed è anche una linea di demarcazione tra la comunità nera e bianca, da sempre in continua lotta.
In una fedele riproduzione dei modi musicali, gestuali, e dello stile di questa città, spicca la figura di Eminem, nei panni di Jimmy Smith, per gli amici B-Rabbit, un giovane serio ma con gravi problemi familiari: la madre, una bellissima benché trasandata Kim Basinger, vive in una baracca-roulotte insieme alla sorellina più piccola e, pur di non trovare lavoro, spende il suo tempo a giocare alla lotteria o nel letto di qualche manesco sconosciuto che promette di aiutarla economicamente, non ottenendo mai nulla di concreto.

B-Rabbit vuole uscire dalla sua misera situazione sociale e l’hip hop è la sua unica valvola di sfogo. Nel circolo frequentato solo da rapper neri, è escluso a priori, ghettizzato insieme ai suoi amici, perché nella minoranza etnica è lo straniero, il diverso, l’incapace. Il protagonista avrà però modo, dopo una serie di conoscenze scomode e di scontri di grande drammaticità umana, di capire che nessuno è diverso e che tutti, bianchi e neri, vivono nella stessa miseria. In una ‘battaglia’ finale davvero fenomenale, B-Rabbit usa le sue rime scottanti per suonargliele letteralmente di santa ragione.

8 Mile: un film troppo americano per il resto del mondo

“8 Mile” ha avuto un enorme successo in America. In Italia, sulla scia della fama di Eminem, la pellicola ha richiamato sicuramente l’attenzione di molte persone, ma non tutte avranno colto il vero messaggio del film: le scene rappate perdono sicuramente valore nel momento in cui vengono tradotte (talvolta anche male) e rese in prosa attraverso un sottotitolo, che ne fa perdere tutto il senso sociale e culturale.

Modi di dire, soprannomi e lo slang americano tipico dei bassifondi è difficile da comprendere, figurarsi da tradurre. Alcune curiosità sul film riguardano il foglio su cui B-Rabbit scrive i suoi appunti, lo stesso usato per i testi delle canzoni dell’Eminem Show, tra cui “Lose Yourself”, che fa da colonna sonora del film; le riprese sono state fatte interamente nella città di Detroit con la partecipazione di più di 2500 attori e comparse e solamente il club hip hop The Shelter è stato ricostruito sulla falsariga del St. Andrew’s Hall, uno storico locale nel quale si sono esibiti numerosi esponenti della scena rap di Detroit degli anni ’90.

Silvia Caputi

Trama

  • Regia: Curtis Hanson
  • Cast: Eminem, Kim Basinger, Brittany Murphy, Mekhi Phifer, Eugene Byrd, Omar Benson Miller, Taryn Manning, Evan Jones, De’Angelo Wilson, Michael Shannon, Larry Hudson, Proof, Mike Bell, DJ Head, Chloe Greenfield, Xzibit
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 110 minuti
  • Produzione: USA, 2002
  • Distribuzione: Universal
  • Data di uscita: 14 marzo 2003

8 mile locandina“8 Mile” è un film di Curtis Hanson ispirato alla vita di Marshall Mathers, in arte Eminem, che per la prima volta si cimenta in una prova attoriale.

Nato e cresciuto a Detroit, Jimmy Smith Jr. (Eminem) è un ragazzo che abita sulla strada più malfamata della città, la 8 Mile Road, dove è l’unico bianco. Come se questo non bastasse a creargli abbastanza problemi nel quartiere, ha l’ambizione di diventare un rapper, e per questo subisce continue offese e minacce da parte dei coetanei neri. Non solo: Jimmy vive una difficile situazione familiare, costretto a vivere in un camper con una madre alcolizzata (interpretata da Kim Basinger) che lo ignora, una piccola sorella trascurata e il compagno della madre che ha pochi anni più di lui.

Sebbene sembri solo la trama di un film, il rapper ha più volte dichiarato che la pellicola è l’esatta trasposizione della sua storia personale, e di come racconti il lungo e articolato percorso affrontato dall’artista nel diventare il rapper più famoso del mondo.

Jimmy, proprio come Marshall, inizia il suo viaggio nel rap partecipando ad una battaglia di freestyle in cui si ritrova per l’ennesima volta l’unico bianco a provarci. Nonostante il fallimento della prima sfida causato dalla sua paura del palcoscenico, B-Rabbit (nome d’arte di Jimmy), continua a perseverare nell’intento, prendendosi le sue rivincite ed entrando pian piano nella leggenda.

8 Mile, il film ideale per gli amanti del rap puro

Gli amanti del rap e dell’hip-hop hanno particolarmente apprezzato il film grazie alla partecipazione di numerose icone presenti nelle battle come Proof, Busta Rhymes e Obie Trice, ma soprattutto per le parti rap improvvisate da Eminem.

Vincitore del Premio Oscar 2003 per la Miglior Canzone (“Lose Yourself”), tra l’altro prima canzone rapper a vincere tale riconoscimento, “8 Mile” ha avuto un ottimo riscontro sia a livello di pubblico che di critica, guadagnandosi un Grammy Award nel 2003 per il Miglior Rap Cantato, due MTV Movie Awards 2003 e la seconda posizione nella classifica dei migliori film sulla cultura hip-hop.

Trailer

8 Mile (2003)

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