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L’amore non si sa (2020)

Recensione

L’amore non si sa: crime italico in salsa napoletana

L'amore non si sa

È un’ambientazione ruvida quella che Marcello di Noto sceglie per “L’amore non si sa”, il suo primo lungometraggio come regista, dopo tanti lavori a teatro, sceneggiature per il cinema e i primi corti dietro alla macchina da presa, riscuotendo sempre interesse di critica e pubblico.
Al centro delle vicende un gruppo di pseudo amici e parenti, accomunati dall’uso di droghe, alcool e nessun rispetto della legge.

Ai concerti neo melodici di Denis, il protagonista principale della storia, cantante di un gruppo musicale di terz’ordine, a caccia di visibilità nel web, si radunano tutti i suoi conoscenti, suo cognato, prestanome di uno dei tanti ‘Don’ che la malavita tiene tra le sue fila; la sua amica Nina, che si esibisce in numeri di magia e alla quale sembra legato da un forte sentimento, e tutto un sottobosco umano che parassita attorno al malaffare locale.

L’amore non si sa (2020)

La new entry è Marian, cui è legata sentimentalmente Nina. Tutt’attorno una cornice di degrado umano, in cui anche un capannone scalcinato può sembrare un’ottima location per proseguire d’inverno le performance estive del gruppo. Ad aleggiare su tutto la paura del serial ‘killer del telefonino’, un uomo su uno scooter le cui vittime hanno in comune di trovarsi alla guida di un auto col cellulare in mano. Gli omicidi scuotono l’opinione pubblica, impegnano le forze dell’ordine e disturbano notevolmente la criminalità, che non può sostenere a lungo indagini e terrore popolare, una vera seccatura per i loro affari.

Un mix di thriller, giallo, noir, senza dimenticare il sentimento

L'amore non si sa

Di Noto dipana questa torbida storia, seguendo una divisione in capitoli, dove intende focalizzare ogni volta l’attenzione su uno dei personaggi, fermo restando che è Denis il fulcro attorno al quale ruota tutto. Antonio Folletto ben interpreta questo ragazzo apatico, che se non sta sul palco sembra provare un completo disinteresse per tutto ciò che gli capita, quasi fosse impossibile cambiare quello che sembra un destino ineluttabile. In un turbinio di vicende si intrecciano più personaggi, svelando segreti e sentimenti, per poi culminare nel dramma finale. “L’amore non si sa” è un film a tratti disturbante, dalla colonna sonora che più che un accompagnamento è un frastuono, che spesso sovrasta la narrazione, ed una fotografia che schiaffeggia lo schermo, portandovi malessere e umanità mal assortita, senza ideali né valori.

Un film che convince nonostante alcune imperfezioni

L'amore non si sa

Pur non mancando le sorprese, l’intreccio è facilmente intuibile, almeno per chi si nutre del cinema di genere, la buona prova attoriale di quasi tutti i membri del cast è in parte schiacciata dal crollo della suspence che accompagna alcuni nodi della narrazione. Questo perché a un certo punto i sentimenti hanno il sopravvento su tutto, l’amore folle e disperato fa virare il racconto sul noir, ma l’esile costrutto narrativo priva il plot di un colpo di scena che non sia intuibile. Eppure questo è un film che rimane dentro, per quel senso di non completezza umana e sentimentale che pervade una storia dove alfine Denis si risveglia dal torpore, riscoprendo in sé un inaspettato desiderio di giustizia, che è ben lontano dallo spirito vendicativo che accomuna altri personaggi.

Nel complesso una buona prova d’esordio per il regista e una performance convincente per Antonio Folletto, che a quanto pare segue il destino del buon vino e migliora con gli anni.

Maria Grazia Bosu

Trama

  • Regia: Marcello di Noto
  • Cast: Antonio folletto, Silvia D’Amico, Diane Fleri; Simone Belli, Astrid Meloni, Simone Borrelli, Vincenzo de Michele, Azzurra Martino, Astrid Meloni, Vito Lopriore, Fabio Giacobbe, Michele Sinisi, Samuele Carrino, Gio Sada, Brianda Carreras
  • Genere: drammatico, colore
  • Durata: 92 minuti
  • Produzione: Italia, 2019
  • Distribuzione: Artex Film
  • Data di uscita: n/d

L'amore non si saMarcello di Noto firma il primo lungometraggio, “L’amore non si sa” un crime noir con sfumature romantiche. Un film sull’oppressione e la moralità che vige nella malavita, dominata da un terrore che va controllata per evitare spesso fatali conseguenze.

L’amore non si sa: un noir intriso d’altri generi

Il primo lungometraggio di Marcello di Noto è un classico noir in cui si fondono trame crime e tensioni emotivo-sentimentali di grande intensità. Denis è un cantante-musicista, che prolifera grazie al business neo melodico gestito dalla malavita, che investe in video e strutture. Si esibisce in ogni tipo di festa, comprese quelle di compleanno dei bambini, o quelle organizzate dal CRAC, Circolo Ricreativo Amici dei Criminali. Donnaiolo come pochi vive senza pensare al domani, lasciandosi scivolare addosso la vita stessa. L’amore lo porterà a prendere coscienza della realtà in cui è inserito.

La parole del regista

Marcello di Noto parla così di “L’amore non si sa”: “Volevo fare un film sul candore. Quella forza interiore che di fronte a scelte definitive permette di agire senza curarsi delle conseguenze, pur immaginandole. Fare semplicemente quello che va fatto quando puoi fare a meno di accorgerti che il futuro non esiste, almeno finché cammini nel bagnasciuga delle logiche malavitose. Ma l’omertà poi? La paura di morire. O la paura di vivere nella paura?”

Il film, seppur ambientato in Campania, è stato girato in Puglia, che da anni ben si presta a prestare location per ambientazioni tra le più disparate, permettendo ai registi di ritrovare in quelle location ciò che realmente cercano.

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