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La fuga (2017)

Recensione

La fuga: una vicenda personale per l’esordio alla regia di Sandra Vannucchi

La fuga recensione film

“La fuga”, basato su un episodio realmente accaduto nella vita della regista Sandra Vannucchi, “La Fuga”, suo primo lungometraggio, racconta la storia di una bambina e del suo viaggio in solitaria a Roma. Un’evasione da una situazione familiare complicata che è anche un grido di aiuto, alla ricerca di una sognata leggerezza.

La fuga (2017)

Tapparelle abbassate e luci spente. Una ragazza entra nella camera dei genitori per raccontare i suoi successi scolastici. La madre, stesa a letto, piange e ignora completamente lei e la sua richiesta di attenzione. Fin dalla prima scena capiamo come al film interessi mostrarci, più che la condizione di Giulia, interpretata da Donatella Finocchiaro (già interprete nel “Il regista di matrimoni” di Bellocchio del 2006 e di “Terraferma” di Crialese nel 2011), la reazione di Silvia, giovane protagonista undicenne col volto di Lisa Ruth Andreozzi, su cui spesso si sofferma la ripresa. Lei e la sua fuga verso Roma, coi suoi incontri e le sue scelte, saranno infatti il fulcro del film.
Un percorso di crescita, rappresentato nel suo viaggio verso una capitale idealizzata, che permetterà a tutti di confrontarsi coi loro limiti e le loro speranze.

La situazione a casa non è idilliaca, dopo aver tentato il suicidio ed essere stata in clinica per più di un anno, Giulia torna a casa, ma invece di stare meglio, forse a causa di una nuova cura, risprofonda nella depressione, affondata dal peso dei suoi stessi pensieri. Assente per i figli e il marito, la sua condizione ha serie ripercussioni sull’equilibrio di tutta la famiglia. Filippo Nigro interpreta Pietro, padre taciturno e in difficoltà nel dover gestire da solo una situazione più grande di lui.

Non è sicuramente un caso che gli animali domestici che ci vengono mostrati siano dei criceti in gabbia, simbolo forse della sensazione di oppressione in cui si trovano tutti i personaggi principali. In molte scene, come il pranzo familiare col posto della madre apparecchiato ma non occupato, la regia vuole sottolineare la spaccatura derivante dalla depressione.

A causa delle molte promesse mai mantenute di un viaggio a Roma tutti insieme, un giorno, dopo la scuola e senza avvisare i genitori, Silvia decide di prendere un treno da sola e di avventurarsi verso la città in cui vive la zia, sorella della madre. È durante questo viaggio che la protagonista incontra un’inaspettata amica, Emina, giovane ragazza rom che la prende in simpatia e la accoglie nella sua vita.

La fuga: alla ricerca della libertà e dell’amore mancato

Le conseguenze della depressione, l’incontro con culture diverse e il desiderio di escapismo adolescenziale sono tra i temi di cui vorrebbe parlare il film, purtroppo non sempre approfondendoli accuratamente. I genitori, coi loro problemi e le loro incomprensioni, si rivelano meri meccanismi di messa in moto dell’azione. Più spazio viene dato alle giornate che la bambina vive a Roma, in un onesto confronto con la realtà che non sembra però sminuire minimamente la sua voglia di conoscere un mondo di possibilità altre.

È proprio questo gesto estremo, una fuga da tutto e da tutti, a innescare un senso di consapevolezza nei genitori. La madre uscirà dalla sua stanza buia per intraprendere anche lei un viaggio attraverso mezza Italia alla ricerca di Silvia. Un allontanamento quindi, da un luogo quanto da una condizione, alla ricerca di amore e libertà. Saranno infatti proprio dei gesti affettivi la vera svolta del racconto, tre abbracci risolutivi nei quali la bambina potrà ritrovare il suo posto nel mondo.

Punteggiato con una buona colonna sonora mai troppo invasiva e a tratti evocativa, il film, complice la ridotta durata, riesce a non stancare, anche se si perde un poco con la sua struttura episodica degli avvenimenti nella capitale che sembrano susseguirsi con scarso senso di continuità.

Un’opera prima non priva di difetti ma con una voglia pura di raccontare una storia personale che sia sentita e universale, attraverso una riuscita interpretazione della protagonista. “La fuga” si sviluppa sfiorando più problematiche grazie uno sguardo sempre ben focalizzato sul vissuto dei bambini, spesso in balia di problemi che non hanno la capacita né di poter risolvere né di capire. Una visione che è valsa al film una candidatura per gli European Film Academy Youth Audience Award.

Federico Renis

Trama

 

  • Regia: Sandra Vannucchi
  • Cast: Donatella Finocchiaro, Filippo Nigro, Lisa Ruth Andreozzi, Madellena Halilovic, Andrea Atzei, Alessio Spagnoli, Dario Andreozzi, Linda Cerabolini
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 80 minuti
  • Produzione: Svizzera, Italia, 2017
  • Distribuzione: Lo Scrittoio
  • Data di Uscita: 7 marzo 2019

La fuga poster “La fuga” è l’opera prima della regista toscana Sandra Vannucchi, ispirata da una storia vera, che si basa in parte sull’esperienza che lei stessa ha vissuto quando era una bambina. Girato in Toscana a Pistoia e dintorni in un vero campo nomadi, con attori non professionisti, il film oltre a essere presente in diversi Festival internazionali, è stato finalista, all’edizione del 2018 del premio Young Audience Awards, nella categoria ufficiale degli European film Awards ,i premi che ogni anno, celebrano l’eccellenza della produzione cinematografica europea. “La fuga” seuge la storia di amicizia, tra una bambina di undici anni e una ragazza rom, sottolineando il profondo disagio esistenziale di un contesto familiare alquanto difficile.

La fuga: sogni e speranze di un futuro migliore

Silvia (Lisa Ruth Andreozzi) è una bambina molto vivace, che vive con la madre, sofferente di una grave forma di depressione cronica e con un padre incapace di comprendere i veri problemi familiari. Proprio la malattia della madre rende fragile il rapporto tra genitori e figli, e fa si, che la situazione a volte diventi insostenibile. Ma Silvia ha un solo desiderio, visitare Roma e, nonostante lo continui a dire, le sue parole non vengono mai prese in considerazione. Un bel giorno allora, capendo che mai nessuno le permetterà di realizzare il suo sogno, decide di andare via di casa, entusiasta di raggiungere la città da sola. Prende il treno e durante il viaggio conosce una ragazza rom Emina (Madellena Halilovic) con cui instaura da subito un forte legame di amicizia. Questo le permetterà di proiettarsi verso un mondo che la renderà matura, portandosi con sé un bagaglio di esperienze che faranno riflettere.

“La Fuga” è realizzato in collaborazione con RTS (radio televisione svizzera), contributo di Italian National Tax Credit Program; regione Lazio; Roma Lazio Film Commision; Toscana Film Commision. Lisa Ruth Andreozzi, la bambina protagonista alla sua seconda esperienza cinematografica, dopo che si è cimentata in una piccola parte in un horror, ha ricevuto una menzione speciale per il suo eccezionale debutto alla recitazione al Festival di Woodstock.

Trailer

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