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Il saluto – La storia che nessuno ha mai raccontato (2008)

Trama

  • Titolo originale: Salute
  • Regia: Matt Norman
  • Cast: Christopher Kirby
  • Genere: documentario, colore
  • Durata: 120 minuti
  • Produzione: USA, Australia, 2008
  • Distribuzione: Viggo
  • Data di uscita: 16 ottobre 2018

Il saluto loc filmIl film documentario “Il saluto – La storia che nessuno ha mai raccontato” è ambientato il 16 ottobre del 1968 alle Olimpiadi di Città del Messico. Per la premiazione della finale dei 200 metri piani maschili salgono sul podio gli atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos e l’australiano Peter Norman, su quel podio si consuma uno dei gesti sportivi più significativi della storia mondiale dello sport e non solo.

Il saluto – La storia che nessuno ha mai raccontato: il racconto di uno dei gesti sportivi più significativo delle olimpiadi

Si è appena conclusa la finale dei 200 metri piani maschili, sul podio al primo posto sale l’afroamericano Tommie Smith, seguito dall’australiano Peter Norman, medaglia d’argento, sul terzo gradino un altro afroamericano, John Carlos.

Il saluto – La storia che nessuno ha mai raccontato (2008)

Siamo a Città del Messico durante le olimpiadi del 1968 e alle note dell’inno americano gli atleti Smith e Carlos chinano il capo e alzano al cielo il pugno con un guanto nero, simbolo del Black Power, per protestare contro la segregazione razziale negli USA e rendere nota al mondo intero la lotta degli afroamericani per l’eguaglianza. Un segno di protesta eclatante, fissato nella storia dell’umanità da una foto divenuta icona del 20° secolo: un saluto divenuto gesto di libertà.

Il clamore mediatico che segui a questo atto costò ai due corridori l’espulsione dalla federazione sportiva americana e una conseguente persecuzione sociale. Non andò meglio all’atleta australiano, non molti infatti sanno che Peter Norman appoggiò pubblicamente i due afroamericani nella loro simbolica manifestazione, aiutandoli nella preparazione del gesto prima della gara, ma soprattutto indossando al petto la stessa coccarda degli avversari, simbolo della ribellione alla segregazione razziale. Norman con questo comportamento si giocò la carriera e subì una condanna politica e sportiva che è durata sino alla sua morte.

 

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