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Mary Shelley – Un Amore Immortale (2017)

Recensione

Mary Shelley – Un Amore Immortale – Recensione: come romanzare (male) una storia vera

Mary Shelley 2018

 

Mary Shelley – Un Amore Immortale (2017)

Della vita di Mary Shelley si può dire tutto tranne che fosse noiosa: figlia di due controversi filosofi, scrittori e politicanti, perse la madre alla nascita e venne allevata dal padre insieme alla sorellastra Fanny – figlia della madre e di un altro uomo, non pervenuta nel film – e dalla sua nuova moglie, con cui Mary non andò mai d’accordo. Iniziò una relazione con il poeta Percy Bysshe Shelley contro la volontà del padre ed ebbe varie sfortune nel corso della vita, che non le impedirono però di seguire l’impronta sovversiva e anticonvenzionale della madre.
Risulta quindi incredibile che con questo ricco pozzo da cui attingere il film riesca a risultare noioso, piatto e forzatamente melenso. Mary viene dipinta come una giovane tormentata dalla solitudine e dalla sofferenza soprattutto a causa della sua problematica relazione con Shelley, cosa non confermata dai suoi numerosi diari che permettono di avere ad oggi una conoscenza piuttosto precisa delle sue vicissitudini. In particolare riguardo la stesura della sua opera magna, “Frankenstein”, il film si prende molte libertà e sceglie di romanzare di parecchio ciò che è stata davvero la realizzazione di questa pietra miliare della narrativa.

La sceneggiatura vuole essere molto ridondante e poetica, forse per seguire lo stile di scrittura dell’epoca, ma il risultato che se ne ottiene è qualcosa che sa di vecchio e a cui non ci si riesce ad appassionare. A poco servono gli scambi di sguardi profondi o le tragiche rivelazioni: tutto è molto prevedibile e dopo venti minuti la pellicola ha già stancato.
Gli altri personaggi che fanno da contorno sono più o meno inutili, ma tutti incredibilmente antipatici: su questo gli sceneggiatori devono essersi impegnati parecchio.

Mary Shelley – Un Amore Immortale: sbagliare completamente approccio… si-può-fare!!

Mary Shelley scena film

 

Mary Shelley – Un Amore Immortale (2017)

Quando si porta sul grande schermo la vita di una celebre scrittrice la cosa più interessante è capire quali sono stati gli eventi che l’hanno portata a partorire un’opera così originale e fuori dagli schemi: in “Mary Shelley – Un Amore Immortale” invece, come già detto, la parte riguardo il libro è probabilmente quella gestita peggio, per lasciare ampio spazio alle sue paturnie d’amore. D’accordo che l’amore è centrale nella vita di ogni persona e che l’azienda cinematografica campa su di esso da un secolo, ma quando si ha a disposizione tanto materiale quanto quello che è la vita di Mary Shelley si può anche cercare di andare oltre il classico amore tormentato.
Alcuni fatti storici sono persino stati mutati per sostenere questo filo narrativo incentrato sulla sofferenza amorosa. Come Mary ha concepito “Frankenstein” è ridotto ad un orripilante “Mary, stiamo facendo un esperimento, vieni a guardare, che a te piace tanto la scienza” da parte del futuro maritino.

“Mary Shelley – Un Amore Immortale” è in conclusione un film noioso, ridondante e privo di carisma: una perdita di tempo per lo spettatore e per chi l’ha realizzato.

Valeria Brunori

Trama

  • Titolo originale: Mary Shelley
  • Regia: Haifaa al-Mansour
  • Cast: Elle Fanning, Douglas Booth, Stephen Dillane, Joanne Froggatt, Ben Hardy, Maisie Williams, Bel Powley, Tom Sturridge, Hugh O’Conor e Ciara Charteris
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 120 minuti
  • Produzione: USA, 2017
  • Distribuzione: Notorious Pictures
  • Data di uscita: 29 Agosto 2018

Mary Shelley – Un amore immortale - locandina

“Mary Shelley – Un amore immortale ” è il titolo italiano del film drammatico di Haifaa al-Mansour, con protagonista Elle Fanning nel ruolo di Mary Shelley.

Il lungometraggio è ispirato alla vera storia d’amore tra la scrittrice del celebre romanzo “Frankenstein“, Mary Wollstonecraft, e il giovane poeta Percy Bysshe Shelley.

Mary Shelley – Un amore immortale: la tormentata storia d’amore di due artisti

Questa pellicola vuole portare nel grande schermo la storia d’amore tra l’allora diciasettenne scrittrice, saggista e biografa britannica Mary Wollstonecraft Godwin – autrice del romanzo gotico Frankenstein del 1818 – e il giovane filosofo e poeta romantico Percy Bysshe Shelley.

La trama infatti, racconta di una giovane ragazza, Mary, che cresce in una famiglia di letterati, la madre, Mary Wollstonecraft, era una filosofa e antesignana del femminismo, mentre il padre,William Godwin, era un politico e un filosofo. Mary cresce in un ambiente amante della bellezza e della cultura, che favorisce la sua passione per letteratura gotica e i fantasmi; un mondo in cui si rifugia sognando di scrivere un giorno il proprio romanzo.

Durante un soggiorno in campagna la giovane incontra Percy Shelley ( Douglas Booth), poeta inquieto e affascinante che la seduce. Il poeta però, nasconde a Mary il suo matrimonio e suoi figli. Nonostante gli sforzi dell’uomo, la giovane viene presto a conoscenza della verità e si vedrà costretta a scegliere tra il cuore e le convenzioni sociali. Sopraffatti però dall’amore, Mary e Percy scappano insieme alla sorella minore della ragazza. Tra i tre nasce un ménage che dovrà affronatare alti e bassi, miseria e nobiltà; ma è proprio in questa situazione altalenante che Mary realizzerà il suo sogno.

Focus sulla produzione di “Mary Shelley – Un amore immortale”

Dietro la macchina da ripresa troviamo un’artista della storia eccezionale: Haifaa Al-Mansour è infatti la prima regista e sceneggiatrice donna dell’Arabia Saudita.

Dopo aver denunciato il fondamentalismo e la poligamia in Arabia Saudita e aver girato il primo film saudita della storia (“La bicicletta verde” del 2012), Haifaa Al-Mansour prosegue la sua carriera con “Mary Shelley – Un amore immortale”. Molti dei suoi cortometraggi e documentari hanno influenzato una vasta gamma di registi esordienti non solo dei paese arabi, dove l’hanno diffamata per gli argomenti considerati “tabù”, come la tolleranza, i pericoli dell’ortodossia e la critica alla cultura restrittiva araba.

Sempre in prima linea a lottare per la causa femminile, Haifaa Al-Mansour sembra essere la regista più adatta per trasmettere al pubblico la determinazione, il coraggio e l’entusiasmo rivoluzionario di una giovane donna che lotta contro le restrizione della società. A collaborare con Haifaa Al-Mansour e ad essere responsabile della sceneggiatura troviamo Emma Jensen.

Il cast, che è formato da grandi artisti, vede la partecipazione come protagonisti di Elle Fanning (“Il curioso caso di Benjamin Button“), sorella di Dakota Fanning, e Douglas Booth noto per il film “Romeo & Juliet“. A partecipare alla pellicola anche due volti noti della famosa serie  “Game of Thrones“: Stephen Dillane, nei panni di William Godwin, e Maisie Williams, amica della protagonista.

Originariamente il titolo per questo dramma doveva essere “A Storm In The Stars”, ma è stato suggesivamente modificato in “Mary Shelley”.

Trailer

Mary Shelley – Un amore immortale: trailer Ufficiale in italiano

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