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Il discorso di Frances McDormand agli Oscar 2018

Frances McDormand ha ottenuto l’Oscar come Miglior attrice protagonista per “Tre Manifesti a Ebbing, Missouri” la scorsa domenica e ha pronunciato un discorso davvero particolare.

Il discorso di Frances McDormand agli Oscar 2018

Frances McDormand discorso Oscar 2018

Entusiasmo, commozione e tanti sorrisi. L’attrice Frances McDormand ha mostrato ancora una volta la sua personalità eccentrica e anticonformista durante il discorso agli Oscar 2018, dopo aver ricevuto la sua seconda statuetta come Migliore attrice protagonista per “Tre Manifesti a Ebbing, Missouri“.

Il discorso di Frances McDormand agli Oscar 2018

Il suo è stato un discorso davvero speciale, in cui la star ha deciso di porre al centro una questione molto delicata nell’azienda hollywoodiana, non solo: la McDormand ha ricevuto una standing ovation da tutte le donne presenti in sala, che in un applauso hanno racchiuso la solidarietà che, in particolare negli ultimi periodi, le ha legate nelle varie vicende di scandali. L’attrice, però, ha deciso di non focalizzarsi sulle molestie, né tanto meno sull’iniziativa “Time’s Up”. Al contrario, ha parlato di inclusion rider. Queste due parole per molti sono prive di significato, ma in realtà la loro importanza è attualissima. Vi riproponiamo di seguito il discorso dell’attrice, prima di spiegare meglio che cosa è esattamente l’inclusion rider.

«Okay, sto iperventilando. Se dovessi cadere per terra, per favore tiratemi su. Dopo aver fatto discesa libera alle Olimpiadi ci si sente più o meno così, penso. Mettetevi comodi perché ho un po’ di cose da dire. Voglio ringraziare ogni singola persona: mia sorella, la mia famiglia, Joel e Pedro, che hanno creduto in me.

Posso avere l’onore di vedere tutte le donne che hanno ricevuto una nomination alzarsi insieme a me? Le attrici. Meryl, se lo fai lo faranno tutte, forza. Le filmmaker, le produttrici, le registe, le autrici, le direttrici della fotografia, le compositrici, le designer. Guardatevi attorno tutti. Guardatevi attorno, signore e signori. Perché abbiamo tutte storie da raccontare e progetti che hanno bisogno di finanziamenti. Non parlateci di queste cose durante le feste di questa sera. Invitateci nei vostri uffici tra un paio di giorni, o venite nei nostri, come preferite. E ve ne parleremo ampiamente.

Ho due parole per voi stanotte, signore e signori: INCLUSION RIDER.»

Un discorso davvero potente che non poteva passare di certo inosservato e che mostra, ancora una volta, il pragmatismo dell’attrice, nota per aver sempre cercato un cambiamento nell’azienda di Hollywood. La potenza di queste parole non risiede solamente nell’aver invitato ogni donna candidata ad alzarsi in piedi, quanto piuttosto nell’aver richiamato alla mente di ogni persona presente alla cerimonia una clausola davvero rilevante, che sembra essere stata dimenticata da molti.

Quindi cos’è l’inclusion rider? È una clausola che ogni attore può richiedere di diritto ogni volta che deve firmare un contratto. In questo modo, si obbliga la produzione ad includere un determinato numero di donne e di minoranze (come neri, asiatici ecc.). Una richiesta ben precisa quella della McDormand, dunque, che decide di ricordare uno dei punti salienti delle fasi di contrattazione con le produzioni cinematografiche.

Nessun pietismo, ma solo la necessità di mostrare (con un incredibile carisma) che le cose possono essere cambiate, perché farlo è un sacrosanto diritto.

 

Claudia Pulella

6/3/2018

 

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