10.000 A.C. (2008)

 

10.000 a.C. - Recensione: tanti effetti ma poco contenuto

10.000 A.C.

Dopo "Independence Day" e "The Day After Tomorrow", con "10.000 a. C." Roland Emmerich ricrea nuovamente uno scenario diverso da quello attuale, avvalendosi di un uso intelligente degli effetti speciali, che, come avviene sempre per i suoi film, si pongono come utile mezzo per dar felice sfogo alla sua fervida fantasia

Supportato dalla tecnologia e dagli splendidi scenari della Nuova Zelanda, di Città del Capo e del deserto della Namibia, con "10000 a. C" Romand Emmerich mette in piedi un enorme macchina del tempo.

Da un punto di vista visivo l’operazione è come al solito riuscita, anzi in questo caso sembra estremamente naturale l’integrazione fra ciò che è stato ricreato al computer (eccezion fatta per la tigre dai denti di sciabola) e uno scenario naturale di per sé selvaggio e primordiale. Ma di questo non ci si può accontentare, sebbene questo genere di film siano per lo più relegati al puro intrattenimento, puntando molto sull’effetto spettacolare.

La storia non regge i 109 minuti di proiezione; andando a prendere qua e là da altri film (primo tra tutti “Apocalypto” di Gibson, naturalmente depauperato del suo significato profondo), la sceneggiatura di “10.000 a. C.”, scritta dallo stesso Emmerich insieme a Harold Kloser, non ha nulla di originale e in alcuni punti sfiora addirittura il ridicolo.

Come in “Apocalypto” anche qui una tribù di cacciatori viene attaccata da guerrieri appartenenti a una civiltà superiore che cercano schiavi per erigere monumenti ai loro dei. Una storia d’amore è al centro della vicenda: la bella Evolet (Camilla Belle) fatta prigioniera, insieme ad altri del villaggio, deve essere a tutti i costi salvata. Ci penserà l’amato D’Leh (Steven Strait) che, in men che non si dica, da ragazzo emarginato e inesperto (per il presunto, ma non vero, tradimento del padre nei confronti del villaggio) si trasforma in capo, non solo dei superstiti del suo gruppo, ma anche di altre tribù oppresse come la sua. Inizia il viaggio dell’eroe posto di fronte a una serie di pericoli superati quasi sempre nello stesso modo. Poi arriva l’incontro di D’Leh con una tigre dai denti a sciabola (che non si sa per quale ragione decide di salvare dalla morte). Da questo momento fino alla fine – una conclusione accettabile solo per i più piccoli – il film compie una discesa senza freni verso la noia, attraverso una serie di episodi che possono essere giustificati solo se relegati alla fantasia e alla fiaba, ma non sicuramente a tempi mitici e primordiali, di cui non traspare nemmeno l’ombra.

Laura Calvo

  • Titolo originale: 10,000 BC
  • Regia: Roland Emmerich
  • Cast: Camilla Belle, Steven Strait, Cliff Curtis, Ben Badra, Mo Zainal
  • Genere: Avventura, colore,
  • Durata: 109 minuti
  • Produzione: USA, Nuova Zelanda, 2008
  • Distribuzione: Warner Bros Italia
  • Data di uscita: 14 Marzo 2008

10.000 A.C. posterIn una tribù isolata tra le montagne, il giovane cacciatore D'Leh (Steven Strait) si innamora della bella Evolet, orfana. Ma la passione tra i due viene interrotta quando una banda di signori della guerra attacca il suo villaggio e rapisce la sua amata.

D'Leh allora si mette a capo di un piccolo gruppo di cacciatori e si spingerà fino ai confini del mondo per liberare la sua fanciulla. Durante il viaggio il gruppo, dopo aver affrontato situazioni molto difficili, scoprirà che esistono altre società più sviluppate, oltre la propria.

Il giovane cacciatore si renderà conto di essere stato chiamato a salvare non solo Evolet, ma la civiltà tutta.

10.000 A.C.: Roland Emmerich e i film epici

Roland Emmerich dirige "10.000 A.C.", un film di genere epico. Lo stile della pellicola rientra nelle preferenze del regista: tra i suoi lavori ritroviamo infatti "Independence Day, "The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo" e "2012".

"10.000 A.C." non ha ricevuto molte critiche positive, se non per gli effetti speciali utilizzati. Nonostante ciò, al Box Office italiano ha incassato 5,2 milioni di euro nelle prime sei settimane in sala (di cui quasi 2 milioni di euro solo nel primo weekend). Gli incassi complessivi a livello mondiale ammontano, invece, a quasi 95 milioni di dollari.

 

 

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