Tony Sperandeo - Biografia Tony Sperandeo, l'attore e l'uomo colpiti per sempre da una tragedia familiare..
(Palermo, 8 maggio 1953)
Faccia da duro e siciliano doc, Tony Sperandeo, all'anagrafe Gaetano Sperandeo, nasce a Palermo l'8 maggio del 1953.
Dopo un’infanzia difficile, decide di tentare la strada dello spettacolo, passando attraverso il cabaret, per poi approdare al cinema, dopo il trasferimento a Roma e una serie di provini, esordendo con un piccolo ruolo nel film dei fratelli Taviani “Kaos” (1984), con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. È richiesto da subito soprattutto in pellicole incentrate sulla mafia e sulla criminalità organizzata; nel 1985 si fa apprezzare infatti, dal pubblico televisivo, ne “La Piovra 2” e, da quello cinematografico, in “Pizza Connection”, di Damiano Damiani con Michele Placido, e nel film “Il pentito” di Pasquale Squitieri. Nel 1987 ha l’onore di essere diretto, seppur per una piccola parte, da Michael Cimino ne “Il Siciliano” con Christopher Lambert e Terence Stamp, sulla storia del bandito Salvatore Giuliano. È isolana anche l’ambientazione di “Mery per sempre” (1989), dove è una guardia carceraria e ritrova Michele Placido nei panni di un insegnante che cerca di infondere speranza nei giovani di un carcere minorile, e del sequel “Ragazzi fuori” (1990) diretti entrambi di Marco Risi. Nel 1990 lavora di nuovo con i Taviani ne “Il sole anche di notte” ed è nel cast di “Felipe ha gli occhi azzurri”. L’anno successivo ha una parte in “Una storia semplice”; è diretto ancora da Risi ne “Il muro di gomma” e passa alla commedia con “Johnny Stecchino” di Roberto Benigni, e “Piedipiatti” di Carlo Vanzina. Sempre con Risi è “Nel continente nero” (1992), per poi approdare al sesto capitolo de “La piovra”.
Il 1992 è anche l’anno in cui incontra la futura moglie Rita Barbanera, madre dei figli Tony e Priscilla sul set del poco fortunato "La discesa di Aclà a Floristella". Nel 1993 fa parte de “La scorta” di Ricky Tognazzi e lavora ancora con Placido in “Quattro bravi ragazzi”. Diretto da Carlo Vanzina recita ne “I Mitici – Colpo Gobbo a Milano” (1994), oltre a lavorare in “Segreto di Stato” (1994) di Giuseppe Ferrara con Massimo d’Apporto e Massimo Ghini. Nel 1995 lo troviamo nel cast del conterraneo Giuseppe Tornatore del film “L’uomo delle stelle” e in quello di ClaudioFragasso di “Palermo-Milano solo andata”, per poi ottenere una piccola parte in “Vesna va veloce” (1996) di Carlo Mazzacurati.
Dopo aver partecipato alla serie televisiva “Dio vede e provvede” (1996), nel 1997 viene nuovamente catapultato negli ambienti malavitosi (stavolta milanesi, durante gli anni Settanta) con “Altri uomini” di Claudio Bonivento, ed è protagonista con Marina Suma di “Volare!”. Sempre nel 1997 partecipa a “La Piovra 8 – Lo scandalo” (lo ritroveremo anche ne “La Piovra 9 – Il patto”, 1998) e a un episodio di “Don Matteo”. Per la tv sarà anche Salvatore Sciacca ne “La squadra” (2004 -2007) oltre a trovarsi in “Distretto di Polizia” (2001) e “Ultimo – L’infiltrato” (2003) di Michele Soavi.
Nel 2000 interpreta magistralmente il boss mafioso Tano Badalamenti nel film di denuncia di Marco Tullio Giordana “I cento passi” con un bravissimo Luigi Lo Cascio. Grazie alla sua prova Sperandeo riceve il David di Donatello come Miglior Attore non Protagonista nel 2001, anno che purtroppo l’attore ricorderà soprattutto per la tragica scomparsa della moglie trentaduenne, morta suicida. Oltre alle innumerevoli partecipazioni televisive, seguono per il cinema: “Il testimone” (2001) di Michele Soavi; “E adesso sesso” (2001) di Carlo Vanzina; “Miracolo a Palermo!” (2004); “Eccezzziunale veramente – Capitolo secondo… me” (2006) e la commedia “Il 7 e l’8” di Ficarra, Picone e Giambattista Avellino. Nel 2007 fa parte del cast di “Una moglie bellissima” di Leonardo Pieraccioni; de “L’uomo di vetro” di Stefano Incerti e de “La nuova squadra” (sarà realizzata una seconda serie nel 2009).
Il 2009 è un anno ricco d’impegni; lo troviamo infatti in: “Baarìa”, dove è diretto nuovamente da Tornatore; “Backward” di Max Leonida; “Prigioniero di un segreto” e “Pochi giorni per capire” entrambi di Carlo Fusco. Nonostante i successi professionali, Tony Sperandeo sembra non essersi mai ripreso dalla tragedia che lo ha colpito in famiglia tanto che, nel novembre del 2008, nel corso di un’intervista si è definito “un morto che cammina” che ha bisogno di aiuto.
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