Tom Hanks nel remake della commedia svedese “A Man Called Ove”

Dopo averlo visto al cinema in “The Circle” e “Aspettando il Re”, pellicole che non hanno entusiasmato né il pubblico né la critica, Tom Hanks torna al cinema con il remake della commedia svedese di successo “A Man Called Ove”.

Tom Hanks nel remake del successo svedese “A Man Called Ove”

Tom Hanks protagonista del remake di una commedia svedese

Tom Hanks nella commedia “A Man Called Ove”

Il celebre protagonista di “Forrest Gump” è in trattative per entrare a far parte del cast di “A Man Called Ove”, un remake del famoso film svedese diretto da Hannes Holm. Tom Hanks produrrà la pellicola attraverso la sua casa di produzione “Playtone”, insieme al suo partner del settore Gary Goetzman.

Anche Rita Wilson è coinvolta nella produzione, accanto a Fredrik Wikstrom Nicastro per i suoi grandi studi nordici SF. “A Man Called Ove” è stato nominato a due Premi Oscar nell’ultima edizione ed è stato il più grande successo di un film in lingua straniera negli Stati Uniti, nel 2016. Il film ha ricevuto il premio come “Miglior Commedia” agli European Film Awards nel 2016.

Il romanzo di Fredrik Backman, da cui è tratta la pellicola, è diventato un vero e proprio caso internazionale dopo la sua pubblicazione nel 2012, raggiungendo la prima posizione nella lista dei Bestseller del New York Times e rimanendo nella classifica per ben 77 settimane consecutive. È stato tradotto in 43 lingue.

Tom Hanks: una commedia sull’amore e sulla speranza

Il film segue le vicende di Ove, un uomo sgarbato che molti anni prima ricopriva il ruolo di presidente dell’associazione dei condomini. A lui però della deposizione non gliene importa nulla e continua a sorvegliare il vicinato. Quando Parvaneh e la sua famiglia si trasferiscono nella zona e conoscono l’uomo, nasce tra i due un’inaspettata amicizia.

“Un uomo chiamato Ove trascende la barriera linguistica per toccare lettori e pubblico in modi che desideriamo. Quale onore far parte di questo materiale bellissimo”, ha detto Rita Wilson.

 

Silvia D’Ambrosio

22/09/2017

 

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