Stefano Dionisi è un attore italiano noto per la sua poliedricità: dal cinema e dalla televisione italiana, oltre i confini nazionali
(Roma, 1 ottobre 1966)
Che dire di Stefano Dionisi? Qualcuno l’ha definito multiculturale: certo è che questo giovane attore romano ha interpretato ruoli per il cinema, è stato molto attivo se parliamo di fiction italiane e ha anche dato uno sguardo al panorama internazionale.
Romano di nascita, è il 1 ottobre del 1966 quando vede per la prima volta il Colosseo e, sempre nella Capitale, frequenta il liceo classico e prende lezioni di recitazione per un anno al teatro La Scaletta, sotto la guida di Antonio Pierfederici.
Dopo il diploma, alla fine degli anni Ottanta, si trasferisce a New York e tra il 1987 e il 1991 intraprende alcuni viaggi in India.
Inizia la sua carriera d’attore in tv con il film “Rose” di Tomaso Sherman, seguito da “È proibito ballare” e da “La Piovra 5 – Il cuore del problema” (1990) e “Pronto soccorso” (1990).
Nelle sale cinematografiche arriva con il thriller “Il segreto” (1990) di Francesco Maselli, film in cui Dionisi interpreta il ruolo di uno degli amanti di Nastassja Kinski.
Da qui in poi la sua carriera subirà uno slancio; ricordiamo pellicole come “Tracce di vita amorosa” (1990), “Verso sud” (1992), “Sabato italiano” (1992) e “Lettera da Parigi” (1993), purtroppo non passate alla storia del cinema.
Nel 1993 recita nel secondo lungometraggio di Aurelio Grimaldi, “Dopo La ribelle – Storia di Enza”, con protagonista la celebre Penelope Cruz, e dal 1994 iniziano a fioccare le proposte. Il regista pugliese Pasquale Pozzessere lo richiama per “Padre e figlio” (1994), poco dopo sarà in “ Farinelli – Voce regina” (1994), vincitore del Golden Globe come miglior film straniero, dove interpreta il famoso sopranista Carlo Broschi.
Queste sue interpretazioni gli permetteranno di conquistare il David di Donatello Speciale per "la sua affermazione nell'ambito del cinema italiano giovanile".
Poco dopo parteciperà a “Giuseppe” (1995) di Roger Young, dove recita vicino a Ben Kingsleye Martin Landau.
Ha poi la possibilità di lavorare con Marcello Mastroianniin “Sostiene Pereira” (1995) di Roberto Faenza, tratto dall'omonimo romanzo di Antonio Tabucchi, ambientato a Lisbona durante il fascismo salazariano.
Dopo questa esperienza l’attore si sposta in Francia dove ha un ruolo in “Le Fuggitive” (1995) di Nadine Marquand Trintignant, successivamente dalla Spagna lo vorrà Bigas Lunaper l'erotico “Bambola” (1996), in cui interpreta il fratello omosessuale della protagonista Valeria Marini.
Una volta tornato in Italia lo troviamo ne “L'arcano incantatore” (1996) di Pupi Avati, per poi partecipare a “La tregua” (1997) di Francesco Rosi, in cui interpreta Daniele, un sopravvissuto al campo di concentramento di Auschwitz.
È il 1999 quanto torna all’estero per lavorare nel francese “I figli del secolo” (1999) di Diane Kurys, nell'inglese “La perdita dell'innocenza” (1999) di Mike Figgis e nel tedesco “Gloomy Sunday – Ein Lied von Liebe und Tod” (1999) di Rolf Schübel.
Nella carriera così poliedrica di Stefano Dionisi non può mancare l’horror, ovviamente diretto dal maestro del genere Dario Argento reciterà in “Non ho sonno” (2000). È dello stesso anno “Il partigiano Johnny” di Guido Chiesa. Seguono “Ginostra” (2002) di Manuel Pradal, con Harvey Keitele Andie MacDowell; “Senza freni” (2003) con Paola Cortellesi, “La porta delle 7 stelle" (2003) di Pozzessere e “Ovunque sei” (2004) di Michele Placido.
Nel 2004 torna alla serie tv con “Renzo e Lucia” di Francesca Archibugie “Virginia. La monaca di Monza”, a fianco di Giovanna Mezzogiorno e diretto da Alberto Sironi.
Il suo ritorno al cinema non gode dello stesso splendore degli anni passati: lo troviamo in “Raul – Diritto di uccidere” (2005) di Andrea Bolognini e in “Last Minute Marocco” (2006) di Francesco Falaschi.
Importante ricordare la sua partecipazione in “L’ultimo dei Corleonesi”, fiction che ha ripercorso la vita del mafioso Bernardo Provenzano.
Stefano Dionisi continua a passare da cinema a televisione. È certo che la poliedricità che lo contraddistingue è una dote di pochi e, al di là dei flop, possiamo considerarlo sicuramente un attore versatile e propenso alle nuove esperienze professionali. Siamo curiosi di sapere quale sarà il suo prossimo lavoro: fiction o tv?
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