Rock Hudson

Attore americano tanto bello quanto bravo, Rock Hudson è stata la prima star di Hollywood a morire di Aids, dopo aver nascosto per tutta la vita la sua omosessualità.

Rock Hudson, il fidanzato della porta accanto

(Illinois, 17 novembre 1925 - Los Angeles, 2 ottobre 1985)

Rock Hudson attoreRock Hudson ha incarnato il sex symbol, costruito ad arte da Hollywood, fatto su misura per la casalinga del ceto medio dell'America anni '50 e '60. Nella sua carriera ha girato più commedie che film drammatici, ed è tristemente ricordato anche per essere morto a causa dell'AIDS, che nel 1985 lo condannò definitivamente.

Rock Hudson ha combattuto per tutta la sua esistenza contro l’ipocrisia dell’industria cinematografica che non voleva rendere nota la sua omosessualità, per timore di perdere un attore da grandi incassi in film non sempre di livello.

Rock Hudson, al secolo Roy Harold Scherer Jr, nasce in Illinois il 17 novembre del 1925. Il padre abbandona la famiglia durante gli anni della grande depressione e la moglie si risposa. L’attore prenderà il nome del patrigno Fitzgerald. A scuola non brilla perché affetto da dislessia e, durante la Seconda Guerra Mondiale, viene inviato nelle Filippine come meccanico dell’aereonautica. Studia recitazione all’University of Southern California: l’inizio della carriera è duro e Roy fa il camionista per sopravvivere.

Nel 1947 il potente Henry Willson crea a colpi di servizi fotografici e ritocchi estetici la star: 'nasce' Rock Hudson

La fortuna inizia a sorridergli nel 1947, quando Hudson manda una sua foto a Henry Willson, un importante talent scout che lo prenderà sotto la sua ala protettrice. L’attore prende il nome d’arte Rock Hudson con cui lo conosciamo, dopo una serie di interventi ai denti e alla gola per rendergli la voce più profonda. Nel 1948 recita in “Falchi in picchiata” di Raoul Walsh, dove ha un piccolo ruolo e non risulta neanche accreditato. Del resto, ha una sola battuta e fa faticare oltremodo il regista a dire solo quella. Nonostante questo, viene notato per la sua notevole prestanza fisica, complici una serie di servizi fotografici procuratigli dal suo agente.

È l’inizio di una carriera segnata da un personaggio, quello del bello che deve colpire al cuore il pubblico femminile, ruolo che però lo ingabbierà letteralmente: Hollywood lo vorrà marito ideale, tanto affascinate quanto fragile e sensibile e nulla deve trapelare delle sue tendenze sessuali. Nel 1949 Hudson appare accreditato per la prima volta in “Chicago, bolgia infernale” di William Castle. In seguito recita in molti film mediocri ma continua a studiare con umiltà e buoni risultati.

Il suo primo lavoro importante è “Magnifica ossessione” di Douglas Kirk del 1954, che l’aveva già diretto prima in altri due film non particolarmente riusciti. Il regista del melodramma hollywoodiano firma una storia d’amore che fa diventare Hudson una star nel ruolo di un miliardario superficiale che scopre l’amore e i grandi valori della vita in una narrazione da manuale che, vista con gli occhi di oggi, appare un filino patetica. Douglas Kirk lavorerà con Rock Hudson altre volte; particolarmente riuscita la collaborazione per il film del 1956 “Come le foglie al vento”, sull’amicizia virile tra due ragazzi divisi dall’amore di una donna. Qualcuno, anni dopo, vedrà nel plot una velata affermazione dell’omosessualità dell’attore, conosciuta a molti nell’ambiente ma sempre celata.

Rock Hudson, “Il gigante” tra Elisabeth Taylor e James Dean

È ambientato in Texas “Il gigante” di George Stevens, film del 1956. Rock Hudson è un ricco e rozzo allevatore che sposa la bella e sofisticata Elisabeth Taylor. Tra di loro s’insinua il giovane e ambizioso Jett Rink/James Dean che diventerà più ricco del suo rivale, grazie alla scoperta del petrolio su un piccolo appezzamento di terra avuto in eredità. Il film è un capolavoro in cui i tre interpreti mostrano la loro grandezza; l'ultima occasione per Dean prima di morire giovanissimo. Nonostante i gossip su un presunto flirt tra Rock Hudson e Elisabeth Taylor, che in realtà è solo sua grande amica, in questi anni inizierà a trapelare la presunta omosessualità dell'attore, che nell’ambiente del cinema è molto chiacchierata e nota ai più.

La rivista “Confidential”, a tal proposito, nel 1955 sta per pubblicare un servizio dedicato alla sfera privata dell'attore, che viene bloccato in tempo dalla potente Universal. Ci riprova anni dopo senza successo e a farne le spese è l’attore George Nader, amico di Hudson e compagno del suo segretario personale Mark Miller: Nader vede finire la sua carriera ma eredita parte della fortuna della star per tacito risarcimento da parte di Hudson, a causa dei danni subiti per colpa sua. Per far tacere tutte le voci Rock Hudson si vede costretto a sposare la sua segretaria Phyllis Gates, di cui si scoprirà l'omosessualità anni dopo. La loro unione fittizia durerà dal 1955 al 1958. È invece un sodalizio vero, anche se solo artistico e amicale, quello con Doris Day iniziato con “Il letto racconta” di Michael Gordon del 1959. Insieme i due cavalcano quel genere di commedia ispirata alla guerra dei sessi con “Amore ritorna!” (1961) di Delbert Mann e “Non mandarmi fiori” (1964) di Norman Jewison. A conferma della loro amicizia, Rock apparirà nel 1984 alla conferenza stampa di presentazione del “Doris Day Best Friends”, già gravemente malato, mostrandosi al mondo in tutta la sua fragilità. Nel 1957, Rock Hudson arriva in Italia per girare “Addio alle armi” diretto da Charles Vidor in coppia con John Huston, che però non appare nei credits. Fanno parte del cast Alberto Sordi e Vittorio De Sica.

Nel 1961 Rock fa coppia con Gina Lollobrigida in “Torna a settembre” di Robert Mulligan, prodotto dallo lui stesso che, nella sua lunga carriera, ha collezionato ben tre case di produzione. Sono suoi due dei migliori film in cui recita: “Lo sport preferito dell’uomo” del 1964 diretto da Howard Hawks e “Operazione diabolica” di John Frankenheimer del 1966. Nel 1970 è in coppia con Julie Andrews nel musical “Operazione Crepe Suzette” di Blake Edwards, che è un vero flop ai botteghini. Nel 1971 è la star più pagata per la fiction televisiva con la Universal, "McMillan e signora". Lavorerà ancora per la tv fino a partecipare tra il 1984 e il 1985 a nove episodi di "Dynasty".

Nel 1980 ritrova Elisabeth Taylor in “Assassinio allo specchio” di Guy Hamilton, che riunisce un cast stellare.

Il virus, la malattia e la morte: Rock Hudson, un uomo che non è mai riuscito a essere se stesso

L'ultimo film per il cinema è “I guerrieri del vento” di J. Lee Thompson del 1984: la sua è l'immagine di un uomo dalla salute sempre più precaria, apparentemente dovuta all’inserimento di un quintuplo by-pass alle arterie coronarie, operazione del 1981. In realtà stanno diventando palesi i sintomi dell’Aids, che qualcuno collega, con un'ipocrisia velata, a una trasfusione infetta durante l’intervento. Nel 1984 sempre più provato, l'attore si mostra nel cast del già citato “Dynasty”. Ha appena scoperto di avere l’Aids  e il suo bacio alla protagonista Linda Evans scatena il terrore negli occhi della sua partner, che farà le analisi e si scoprirà sana. Sono anni nei quali si sa ancora troppo poco di questa terribile malattia, che Rock Hudson ammetterà pubblicamente di avere solo nel 1985 con uno scarno comunicato stampa, scritto da lui stesso. Il suo ultimo compagno Marc Christian, con il quale aveva avuto rapporti non protetti, gli farà causa per risarcimento danni, vincendola.

Negli ultimi giorni della sua vita, Rock Hudson è abbandonato da tutti: chiede aiuto per delle cure sperimentali al presidente Usa Ronald Reagan, di cui è grande amico e sostenitore da sempre. Non riceve alcuna risposta. Solo Elisabeth Taylor e Doris Day gli restano vicine fino alla fine e lo vanno a trovare ogni giorno nella sua casa di Beverly Hill, rinominata “The Castle”. Lo assiste anche il suo ex amante Tom Clark , quello che sembra essere stato il solo vero amore di Rock Hudson, che lo aveva abbandonato per il più giovane Marc Christian.

La sua morte, il 2 ottobre 1985, fa scoprire drammaticamente a tutto il mondo l’esistenza dell’Aids non solo tra i tossici e le minoranze etniche ma anche tra i rispettabili wasp. Dirà in una delle sue ultime interviste, che sperava che la sua scomparsa potesse essere utile ad altri per avere una maggiore consapevolezza di cosa questa nuova malattia comporti: un grande passo avanti per tutta la comunità gay di Hollywood, che potrà iniziare lentamente a sentirsi libera di fare coming out.

Roberta D'Amico

Rock Hudson Filmografia – Cinema

Rock Hudson b/n

  • Falchi in picchiata, regia di Raoul Walsh (1948) (non accreditato)
  • Chicago bolgia infernale, regia di William Castle (1949) (con il nome di Roc Hudson)
  • Appuntamento con la morte, regia di Hugo Fregonese (1950) (non accreditato)
  • La regina dei tagliaborse, regia di Charles Lamont (1950)
  • Peggy la studentessa, regia di Frederick De Cordova (1950)
  • Winchester ’73, regia di Anthony Mann (1950)
  • L’aquila del deserto, regia di Frederick De Cordova (1950)
  • Jack il ricattatore, regia di Joseph Pevney (1950)
  • Tomahawk – Scure di guerra, regia di George Sherman (1951)
  • I moschettieri dell’aria, regia di Joseph Pevney (1951)
  • Storia di un detective, regia di William Castle (1951)
  • Vittoria sulle tenebre, regia di Mark Robson (1951)
  • L’uomo di ferro, regia di Joseph Pevney (1951)
  • Là dove scende il fiume, regia di Anthony Mann (1952)
  • Here Come the Nelsons, regia di Frederick De Cordova (1952)
  • L’angelo scarlatto, regia di Sidney Salkow (1952)
  • Il capitalista, regia di Douglas Sirk (1952)
  • Dan il terribile, regia di Budd Boetticher (1952)
  • Il diario di un condannato, regia di Raoul Walsh (1953)
  • Seminole, regia di Budd Boetticher (1953)
  • Gli sparvieri dello stretto, regia di Raoul Walsh (1953)
  • La spada di Damasco, regia di Nathan Juran (1953)
  • Duello all’ultimo sangue, regia di Raoul Walsh (1953)
  • Il comandante del Flying Moon, regia di Raoul Walsh (1953)
  • Tempeste sotto i mari, regia di Robert D. Webb (1953) (narratore)
  • Il figlio di Kociss, regia di Douglas Sirk (1954)
  • Magnifica ossessione, regia di Douglas Sirk (1954)
  • I fucilieri del Bengala, regia di László Benedek (1954)
  • Il ribelle d’Irlanda, regia di Douglas Sirk (1955)
  • Casa da gioco, regia di Jerry Hopper (1955)
  • Secondo amore, regia di Douglas Sirk (1955)
  • Come prima, meglio di prima, regia di Jerry Hopper (1955)
  • Il gigante, regia di George Stevens (1956)
  • Come le foglie al vento, regia di Douglas Sirk (1956)
  • Inno di battaglia, regia di Douglas Sirk (1956)
  • Qualcosa che vale, regia di Richard Brooks (1957)
  • Il trapezio della vita, regia di Douglas Sirk (1957)
  • Addio alle armi, regia di Charles Vidor (1957)
  • Il capitano dei mari del sud, regia di Joseph Pevney (1958)
  • La mia terra, regia di Henry King (1959)
  • Il letto racconta, regia di Michael Gordon (1959)
  • L’occhio caldo del cielo, regia di Robert Aldrich (1961)
  • Torna a settembre, regia di Robert Mulligan (1961)
  • Amore ritorna!, regia di Delbert Mann (1961)
  • La strada a spirale, regia di Robert Mulligan (1962)
  • Marilyn (1963) (documentario), come narratore
  • La veglia delle aquile, regia di Delbert Mann (1963)
  • Lo sport preferito dall’uomo, regia di Howard Hawks (1964)
  • Non mandarmi fiori, regia di Norman Jewison (1964)
  • Strani compagni di letto, regia di Melvin Frank (1965)
  • Una ragazza da sedurre, regia di Michael Gordon (1965)
  • L’affare Blindfold, regia di Philip Dunne (1965)
  • Operazione diabolica, regia di John Frankenheimer (1966)
  • Tobruk, regia di Arthur Hiller (1967)
  • Ruba al prossimo tuo, regia di Francesco Maselli (1968)
  • Base Artica Zebra, regia di John Sturges (1968)
  • I due invincibili, regia di Andrew V. McLaglen (1969)
  • Operazione Crêpes Suzette, regia di Blake Edwards (1970)
  • I lupi attaccano in branco, regia di Phil Karlson e Franco Cirino (1970)
  • E dopo le uccido, regia di Roger Vadim (1971)
  • A viso aperto, regia di George Seaton (1973)
  • Embryo, regia di Ralph Nelson (1976)
  • Valanga, regia di Corey Allen (1978)
  • Assassinio allo specchio, regia di Guy Hamilton (1980)
  • I guerrieri del vento, regia di J. Lee Thompson (1984)

Rock Hudson Filmografia – Televisione

  • McMillan e signora – serie TV, 44 episodi (1971-1977)
  • Ruote, regia di Jerry London – miniserie TV (1978)
  • Cronache marziane, regia di Michael Anderson – miniserie TV (1980)
  • Superstunt II, regia di Max Kleven – film TV (1980)
  • L’uomo di Hollywood, regia di Lou Antonio – miniserie TV (1981)
  • Devlin & Devlin – serie TV, 13 episodi (1982)
  • La terza guerra mondiale, regia di David Greene e Boris Sagal – miniserie TV (1982)
  • Fino all’ultimo dollaro, regia di George Englund – film TV (1984)
  • Dynasty – serie TV, 9 episodi (1984-1985)

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