Rob Reiner – Biografia
Rob Reiner: dall’indimenticabile commedia “Harry ti presento Sally” al thriller “Misery non deve morire” un regista abile e raffinato
(New York City, 6 Marzo 1947)
Se avesse diretto solo “Harry ti presento Sally” (1989) sicuramente Rob Reiner sarebbe passato alla storia come il regista della migliore commedia degli anni Novanta, ancora oggi assolutamente attuale nella rappresentazione del gioco delle parti all’interno del rapporto di coppia. Ma Rob Reiner è un regista che ha saputo dimostrare le proprie qualità in più di un’occasione.
Nato a New York City il 6 marzo del 1947, Rob Reiner è figlio dell’attrice Estelle Reiner e del noto attore e regista Carl Reiner, che lo spinge a recitare con successo soprattutto per la tv, dopo aver studiato alla Beverly Hills High School e aver frequentato la University of California di Los Angeles. Ed è proprio grazie alla televisione che l’artista ottiene il primo riconoscimento nel 1978, un Emmy Awards come Miglior Attore non Protagonista per l’interpretazione di Michael Stivic in “Arcibaldo” (1971 – 1978). La carriera di attore prosegue sul piccolo schermo e al cinema dove ottiene un piccolo ruolo ne “Il ciarlatano” (1967) con Jerry Lewis, al quale seguono tra i tanti titoli: “Senza un filo di classe” (1970), “Summertree” (1971), “Quella pazza famiglia Fikus” (1977), “Lo straccione” (1979), “Getta la mamma dal treno” (1987), “Cartoline dall’inferno” (1990), “Insonnia d’amore” (1993), “Il club delle prime mogli” (1996), “I colori della vittoria” (1998), “Edtv” (1999), “Alex & Emma” (2003).
Nel frattempo decide di passare dietro la macchina da presa esordendo alla regia nel 1984 con “This Is Spinal Tap”, al quale seguirà “Sacco a pelo a tre piazze” (1985) con Tim Robbins. L’anno seguente realizza uno dei suoi film più belli, “Stand By Me – Ricordo di un’estate” (1986), racconto nostalgico di un’escursione di quattro ragazzini che durante la loro avventura scoprono il cadavere di un giovane scomparso alcuni giorni prima. La pellicola è tratta da un romanzo di Stephen King, con cui il regista fonderà la casa di produzione Castle Rock, che produrrà nel 1990 “Misery non deve morire” (anch’esso tratto da un’opera del romanziere) con una Kathy Bates in stato di grazia, nei panni della folle fandella protagonista di una serie di romanzi commerciali.
Nel 1987 si dedica al fantasy con “La storia fantastica”, mentre al 1989 risale il già citato “Harry ti presento Sally”, con la fidanzatina d’America Meg Ryan e un cinico Billy Crystal in una storia d’amore frizzante e romantica raccontata con originalità, grazie anche alla sceneggiatura di Norah Ephron, sua amica e collaboratrice in molte occasioni.
Dopo “Misery non deve morire” (1990), è alle prese con “Codice d’onore” (1992) con Jack Nicholson e Tom Cruise, che gli vale una nomination all’Oscar come Miglior Film. Seguiranno tre film assolutamente distanti dal suo talento: “Genitori cercasi” (1994), “Il presidente – Una storia d’amore” (1995) e “L’agguato” (1996).
Le cose non migliorano con il nuovo millennio quando dirige Michelle Pfeiffer e Bruce Willis in “Storia di noi due” (2000). Migliore, ma non certo ai livelli del passato, il successivo “Alex & Emma” (2003). Nel 2005 si rifà con “Vizi di famiglia”, proseguendo con “Non è mai troppo tardi” (2007) dove mette insieme Morgan Freeman e Jack Nicholson, seguiti dalla storia romantica adolescenziale “Flipped” (2010).
Fabiana Girelli
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