River Phoenix – Biografia
(Madras, 23 agosto 1970 – Los Angeles, 31 ottobre 1993)
Si dice che muore giovane chi è caro agli dei! E così è stato per River Phoenix, nato a Madras nell’Oregon il 23 Agosto del 1970 e spentosi tragicamente la notte del 31 ottobre del 1993. La sua carriera è stata breve, ma folgorante. Primogenito di John Lee Bottom e Arlyn Dunitz Jochebed, River era considerato l’astro nascente e più promettente della giovane generazione di attori che ad inizio anni Novanta invadeva le pagine dei giornaletti per le teenagers. Il suo atteggiamento da angelo ribelle, efebico e dall’animo tormentato, accompagnato da un talento senza pari, lo avevano fatto notare al patinato mondo del cinema che se ne era subito innamorato. Il suo nome River (fiume) è stato scelto dai genitori in omaggio al romanzo “Siddharta” di Herman Hesse. La famiglia, quando ancora Phoenix è un bambino, si trasferisce in una comunità hippie “I figli di Dio”, cambiando il cognome in Phoenix, in omaggio all’araba fenice e regalando al primogenito 4 fratelli (anche loro attori): Rain, Liberty, Summer e Joaquin. La sua infanzia non è certamente tra le più felici: è costretto a suonare per strada con la sorella per racimolare qualche soldo. Nel 1977 la famiglia Phoenix però abbandona la setta e la mamma di River trova lavoro alla Nbc, come assistente. Sono proprio i genitori, per fare soldi, a spingere i figli nel mondo dello show business, soprattutto il più grande di loro, in cui hanno notato un grande talento. Capello biondo fluente alla James Dean e sguardo intenso, River Jude Phoenix comincia a farsi le ossa nel mondo della recitazione all’interno delle serie Tv. La sua prima apparizione risale al 1982 all’interno di “Sette spose per sette fratelli” (1982), a cui seguono “Celebrità” (1984) e la mini serie, sempre per la televisione, “Robert Kennedy & His Times” (1985). Nel 1986 il regista Peter Weir lo desidera per un suo film e gli affida il ruolo di Charlie nella pellicola “Mosquito Coast”; sempre nello stesso anno è il protagonista di “Stand By Me – Ricordo di un’estate”. Non ancora maggiorenne River Phoenix è già un divo di Hollywood e il suo genio è richiesto da tutti i più grandi registi e le produzioni più importanti. Nel 1988 l’attore recita in “Nikita - Spie senza volto” e l’anno seguente partecipa al film d’avventura “Indiana Jones e l’ultima crociata” di Steven Spielberg. Nel 1990 è nel cast della commedia di Lawrence Kasdan “Ti amerò… fino ad ammazzarti”. Nel 1991 interpreta per Gus van Sant il giovane prostituto narcolettico in “Belli e dannati”, e sempre nello stesso anno partecipa a “Dogfight: Una storia d'amore”. Gli ultimi film a cui prende parte sono: “I signori della truffa” (1992), “Dark Blood” (1993), “Quella cosa chiamata amore” (1993), e il postumo “Silent Tongue” (1994). Purtroppo infatti la notte del 31 ottobre 1993 un irriconoscibile River Phoenix dai capelli rasati e neri, muore su un marciapiedi di fronte al club Viper Room, mentre il suo amico Johnny Depp sta suonando con gli Aleka’s Attics, di cui fanno parte anche Rain Phoenix e Joaquin Phoenix. Ad assistere alla tragica fine del giovane attore sono presenti anche il bassista dei Red Hot Chili Peppers, Flea, il chitarrista John Frusciante e il vocalist degli Slipknot, Corey Taylor. L’autopsia rivela che la morte è stata causata da un’overdose di eroina e cocaina, sotto forma di speedball, mista a antidepressivi come il Valium. La drammatica telefonata al 911 del fratello di River, Joaquin, è trasmessa da tutti i network americani; anche perché nessuno dei passanti ha aiutato il giovane, tutti convinti che fosse uno dei tanti tossicodipendenti. La notizia della scomparsa di River sconvolge il mondo del cinema, anche perché avrebbe dovuto partecipare a film di successo come: “Intervista col vampiro”, “Poeti dall’inferno”, “Ritorno dal nulla” e “Il corvo”. Moltissimi musicisti sono stati ispirati dal giovane angelo maledetto di Madras per le loro opere: il cd “Monster” dei R.E.M., i Red Hot Chili Peppers gli hanno dedicato la hit “Transcending” e infine Omar Pedrini ha scritto per lui “River – My Own Private Idaho”.
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