Ricky Tognazzi - Biografia Ricky Tognazzi, figlio d’arte
(Milano, 1 maggio 1955)
Ricky Tognazzi, nato a Milano il 1 maggio del 1955, è un ben conosciuto attore e regista.
Ricky è figlio d’arte, suo padre è infatti il famoso attore Ugo Tognazzi che lo concepisce con la compagna, l’attrice inglese Pat O’Hara. L’infanzia di Ricky è così divisa fra la grande famiglia composita che ruota attorno al carisma del grande Ugo e che tiene insieme d’amore e d’accordo i figli di tre diverse relazioni e i set cinematografici. I suoi fratelli sono Gianmarco Tognazzi, attore, Maria Sole, regista e Thomas Robsahm, anch’egli regista. I primi ricordi di Ricky sono quelli del set del film “Il federale” (1961) dove comincia ad essere affascinato dalla finzione cinematografica...
Ben presto il padre lo vuole con lui a ricoprire piccoli ruoli in pellicole poi diventate classici come “I mostri” (1963) e “Rogopag” (1963), ma i due reciteranno fianco a fianco anche quando Ricky sarà cresciuto in film quali “Arrivano i bersaglieri” (1980) di Magni “La tragedia di un uomo ridicolo” (1981) di Bertolucci.
Attore sensibile e misurato, Ricky Tognazzi partecipa a numerosi film negli anni Ottanta. Notevole è la sua caratterizzazione del figlio di Vittorio Gassman nel generazionale “La famiglia” (1987) di Ettore Scola. Il primo ruolo che lo rende un volto noto al grande pubblico è probabilmente quello in “Caruso Pascoski di padre polacco” (1988), commedia di successo interpretata al fianco di uno scatenato Francesco Nuti nei panni di un folle psicanalista, del quale interpreta un problematico paziente e rivale in amore. Con Nuti e i Giancattivi aveva già lavorato qualche anno prima in “Madonna che silenzio c’è stasera” (1982).
Negli anni Novanta ai ruoli disincantati da commedia alternerà la partecipazione a film di impegno civile come “Una storia semplice” (1991) di Emidio Greco o “Un eroe borghese” (1995) di Michele Placido. Successivamente recita in: “Camere da letto” (1997) diretto dalla moglie Simona Izzo; “Il cielo in una stanza” (1999) di Carlo Vanzina; “Commedia sexy” (2001); il corale “Il più bel giorno della mia vita” (2002) di Cristina Comencini e “L’ultimo crodino” (2008). Fra le sue ultime interpretazioni, un ruolo nell’internazionale “Nine” (2009) di Rob Marshall,remake hollywoodiano di “Otto e mezzo” in un cast di grandi interpreti come Daniel Day-Lewis, Penelope Cruz e Sophia Loren.
La sua carriera registica decolla verso la fine degli anni Ottanta, quando esordisce con il serial televisivo Rai “Piazza Navona”, di cui gira un episodio. Successivamente gira il delicato “Piccoli equivoci” (1989), tratto da una pièce teatrale di Claudio Bigagli. Il film, lodato dalla critica per il garbo nel descrivere la dimensione più intima della piccola borghesia, è presentato a Cannes. I film successivi di Tognazzi sono orientati verso un nuovo realismo coniugato con una profonda passione civile. È il caso del drammatico “Ultrà” (1990), escursione nelle dinamiche della violenza negli stadi affidato all’intensa recitazione di Claudio Amendola e che rimane probabilmente il film più noto del regista. “La scorta” (1993) ancora con Claudio Amendola e Enrico Lo Verso, liberamente ispirato a un fatto di cronaca, racconta la vita difficile di un magistrato e dei poliziotti che lo devono difendere, mentre “Vite strozzate” (1996) descrive efficacemente il dramma dell’usura grazie un cast che include Sabrina Ferilli a Luca Zingaretti. L’ambizioso ma sfortunato “Canone inverso” (2000) è dedicato alla sua passione musicale.
Dopo il film collettivo sui fatti di Genova “Un altro mondo è possibile” (2001), nel quale il regista riconferma la sua vena impegnata, Tognazzi si dedica anche alla TV girando serie televisive di successo quali “Il Papa buono” (2003), fiction dedicata alla figura di Giovanni XXIII, interpretato da Bob Hoskins o il fantastico “L’isola dei segreti – Korè” (2009) o ancora il dramma familiare “Mia madre” (2010). Torna poi al cinema impegnato girando “Il padre e lo straniero” (2010), film interpretato da Alessandro Gassman, che tocca argomenti delicati e scottanti quali, l’handicap, l’accettazione degli stranieri o la minaccia del terrorismo.
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