Naveen Andrews – Biografia
(Londra, 17 gennaio 1969)
Carnagione scura e fascino orientale: nel telefilm cult “Lost”, è un affascinante ex-militare iracheno di nome Sayid Jarrah, uno dei pochi superstiti del volo Oceanic 815; nella realtà è Naveen Andrews, attore di origini indiane ma britannico al cento per cento. Nasce a Londra il 17 gennaio 1969 da madre psicologa e padre uomo d’affari, provenienti da Kerala (India), e cresce a Wandsworth. Nonostante l’atteggiamento asociale nei confronti dei suoi coetanei, all’età di 5 anni si distingue per la sua dote di attore di cui si accorge una professoressa, una rivelazione scandalosa per la famiglia metodista e conservatrice. Ma ancora più scandalosa è la relazione, intrattenuta all’etàdi 16 anni, con la sua insegnate di matematica, Geraldine Feakins, molto più grande di lui, dalla quale nasce il figlio Jaisal. Dopo il liceo entra alla Guildhall School of Music and Drama di Londra dove tra gli studenti incontra Ewan McGregor e David Thewlis. Il debutto sul grande schermo arriva nel 1991 con il film “Londra mi fa morire” del regista inglese Hanif Kureishi, accanto all’attrice Fiona Shaw. L’anno dopo debutta anche sul piccolo schermo al fianco di Christopher Lee nel film “Double Vision”, diretto da Robert Knigths e Robin Spry. Un’apparizione televisiva ancora più importante è quella del 1993 nella miniserie molto popolare nel Regno Unito: “The Buddha of Suburbia”, ancora una volta diretto da Hanif Kureishi. Tre anni dopo la sua carriera cinematografica subisce una svolta decisiva quando il regista Anthony Minghella lo scrittura nel film Premio Oscar, “Il paziente inglese” (1996), nel quale l’attore british-hindi riveste i panni di un artificiere indiano che si innamora di un’infermiera canadese, Hana (Juliette Binoche), durante la Seconda Guerra Mondiale. Oltre a loro, un cast degno di nota costituito da Ralph Fiennes, Kristin Scott Thomas, Colin Firth, Willem Dafoe e Nino Castelnuovo. Nello stesso anno Naveen interpreta un re arrogante nel film, molto polemizzato in India, “Kama Sutra: Tale of Love”, diretto dalla regista indiana Mira Nair. Nel 1998 lavora ne “Il grande Joe” (“Mighty Joe Young”) di Ron Underwood, remake di “Il re dell’Africa” del 1949 di Ernest Beaumont Schoedsack. Nel 2000 lo vediamo in “Blessed Art Thou”, presentato al Sundance Film Festival. Due anni dopo compare in “Rollerball”, film di fantascienza diretto da John McTiernan, mentre del 2004 partecipa al set di “Matrimoni e Pregiudizi”, adattamento cinematografico del romanzo di Jane Austin, “Orgoglio e Pregiudizio”. Nel frattempo l’attore cade nel tunnel della tossicodipendenza dovuta ad alcool e droghe e, dopo un periodo di disintossicazione trascorso negli USA, torna al grande successo televisivo nella serie tv più misteriosa di tutti i tempi, “Lost”, grazie alla quale si guadagna nominations agli Emmy e ai Golden Globe nella categoria di Miglior Attore Non Protagonista. Da qui la successiva partecipazione ai set importanti di “Grindhouse – Planet Terror” (2007), al fianco di Bruce Willis, per la regia di Robert Rodriguez, e di “Il buio nell’anima” (2007), diretto da Neil Jordan, al fianco di Jodie Foster. Oggi l’attore ha un’altra figlia, avuta dalla ex-compagna Elena Eustache, ed è legato all’attrice Barbara Hershey, più grande di lui di 21 anni.
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